Volevo essere l’allenatore

Volevo essere l’allenatore storico e filosofico dei miei alunni. Per questo ho deciso di non dare voti e di insistere perché pubblicassero articoli per il blog della scuola.

Funziona?

Per molti sì: lavorano bene e sono sereni. Ma non funziona per tutti.

Ci sono i furbetti del niente voto, niente studio: scelgono quasi a caso una frase di un filosofo e ci imbastiscono su fantasiose ed ardite teorie, pronti a difenderle contro ogni logica.
non sono contento ma posso almeno apprezzare una cosa: la pigrizia stimola la creatività.

Ci sono i tonti, me n’ero dimenticato, ma, per fortuna son proprio pochi.

Ahimè, ci sono anche i refrattari. Per loro scrivere è un tormento. È così semplice parlare: preferirebbero un’interrogazione telefonica.
Sull’esempio del Marino, li manderei alla striglia.
Un allenatore lo farebbe? Forse sì. E appunto qui vien fuori un punto debole del mio progetto. L’attività sportiva è una scelta, la scuola, spesso, una costrizione.
Non resta che una soluzione, chiedersi: che cosa c’è di buono in questo ragazzo? Trovare la risposta e far leva su quella.

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