Narratori e poeti

L’uomo è un animale che parla: in ogni bambino è nascosto un narratore e un poeta. Qualche volta, però, è nascosto molto bene e bisogna andare a cercarlo.

In questo gioco, al maestro tocca sempre la conta e poi via, alla ricerca del piccolo scrittore.
Per scovarlo, però, non basta vederlo: molto spesso si rifiuta di uscire dal suo nascondiglio.
Perché il gioco riesca non basta esser convinti che i bambini possono creare cultura. Bisogna, soprattutto, che se ne convincano loro per primi.

Come fare? C’è un metodo antico: risale almeno a Socrate.
Le anime, per generare, devono essere fecondate. Indispensabile allora che il maestro racconti, che offra esempi, che solleciti.
Ma non basta.
Occorre, come Socrate, fare tante, tante domande. Di solito il bambino si libera dalle incertezze che lo bloccano ed inizia a raccontare. Qualche volta, però, non funziona: arrivano racconti in apparenza insensati o banali. Lì il lavoro del maestro diventa più difficile: bisogna liberarsi dai pregiudizi e cercare la pagliuzza d’oro tra la sabbia, bisogna, cioè, capire quale possa essere il punto di forza, l’idea buona del racconto. Poi si invita il bambino a ripartire da quella solida base e lo si aiuta a trovare possibili sviluppi alternativi.

Io ci ho provato e mi sembra che abbia funzionato.

Ho preparato un pdf con i racconti (non tutti) di quest’anno. Eccolo: Il formaggio alieno
E qualche poesia: Come una carezza di mamma

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