Le tre pentole di Anghiari

Le tre pentole di Anghiari - copertinaAi miei monelli è piaciuta molto una pagina del libro di lettura tratta da Roberto Piumini, Le tre pentole di Anghiari, Einaudi Scuola, La bibliotechina, Milano, 1993.

Narra del diavolo Satantan che vuol rubare tre belle pentole di rame.
È piaciuta nonostante le molte parole difficili.
Io ho cercato di tradurle, ma, confesso, alcune non son del tutto chiare nemmeno per me.
Nel blog dei miei alunni, sotto il titolo Le monete di Satantan, potete leggere anche voi. Vi verrà voglia di comperare il libro.

La pagina esordisce con un pentolaio che fa tre pentole robuste come l’osso del can d’Ulisse. Perché mai l’osso del cane, di Ulisse per giunta, dovrebbe essere più robusto di altri? Rimane un mistero.

Segue la luna che correva immobile tra le nuvole. Tutti sappiamo che la luna si muove. In che senso sarebbe anche immobile? Ahimè, non so.

Ciampicava sinistro. Sinistro significa qui: bieco, minaccioso. Per ciampicava chiedo soccorso al vocabolario.
Ciampicare: camminare strascicando i piedi.
Quindi Satantan camminava minaccioso strascicando i piedi.

Poi Satantan passa all’ora cupa e per un piazzolo ventoso. E qui anche i bambini han capito che si tratta del momento più buio della notte e di una piccola piazza battuta dal vento. Chiaro anche che il diavolo possa avere il muso puzzo e sbilenco, un volto puzzolente e malfatto.
Ma perché mai le pentole dovrebbero luccicare come diamanti cotti in porpora e brodo peperino? Luccicano come diamanti perché sono pentole nuove. “Cotti in porpora” perché le pentole di rame sono rossicce. Quanto al brodo peperino, proprio non so.
Satantan fa prillare, cioè ruotare su se stessa, una moneta nelle pentole per sentirne il suono.

Più avanti troviamo la moglie del pentolaio: ha un orecchio sordo, ma l’altro senterello. I bimbi han chiesto spiegazioni, ma è bastato poi il riferimento all’orecchio sordo e, per contrasto, hanno capito: si tratta dell’orecchio sano, quello che sente.

Infine ecco il vento di Romagna che ciurla in un buchino di muro. Qui il verbo ciurlare non è usato nel modo abituale. Il significato probabile è che il vento entra ed esce da un buco.

Questa volta perdono il linguaggio poco chiaro. Ai bimbi è piaciuto, li ha stimolati a cercare ed ha fatto capire due cose importanti: la lingua è viva e possiamo farne un uso creativo.

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Un pensiero su &Idquo;Le tre pentole di Anghiari

  1. Provo a dare la spiegazione circa la luna immobile. In un cielo limpido la luna ci pare immobile, quando invece vi sono delle nubi abbiamo l’impressione che la luna corra nel cielo e che siano le nubi a essere ferme. Credo Piumini intendesse questo.
    Un caro saluto.

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