La mamma guerriera

È una mamma guerriera. Affronta decisa le maestre: «Mio figlio è vittima di una vera persecuzione, bullismo sistematico» e snocciola l’elenco dei perfidi persecutori.
«Voi insegnanti lasciate correre, non li guardate. I compagni lo hanno rinchiuso in un’aula al buio e non avete fatto niente. E poi, per dispetto, gli hanno rubato ben due cappelli. Ma questa volta vado dai carabinieri».
Inutile cercare di spiegarle: sta lottando come una leonessa per il suo cucciolo.
Arrivo a scontro terminato. Le colleghe sono scure in viso e stanno facendo ai bambini una gran predica sulle regole di comportamento.
In classe, poi, chiedo al bambino se davvero è stato chiuso in aula al buio.
«Sì, hanno chiuso me e Marcello».
«E per quanto tempo?»
«Quasi un minuto».
«Quando?»
«Prima di andare in mensa».
Ci vuol poco a far riemergere l’episodio: la porta chiusa dai compagni usciti prima di lui e subito riaperta da me. Giusto il tempo di percorrere due metri di corridoio.
E i cappelli?
Due giorni dopo li ritrova: in casa…
Verrà a scusarsi la mamma guerriera?

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