Marcello alla riscossa

Arranca scoordinato Marcello. Sembra una marionetta disarticolata. E i compagni lo sbeffeggiano come hanno sempre fatto, ma lui non subisce più. Cerca di dar forza alla voce un po’ rauca e tocca i punti deboli di chi lo deride.
Si atteggia a guerriero: un guerriero ben poco credibile, penso io. Ma funziona.

Tossisce Marcello: il catarro lo tormenta. I compagni fanno smorfie e, ancora, lo prendono in giro.
Riprende fiato Marcello. Li guarda e proclama: «Ho qui un esercito di omini di catarro. Li mando all’attacco: vi contageranno tutti!»
Ostentano disgusto i compagni, ma ridono. Li ha disarmati.

Scrive Marcello e ansima. Scrive e si contorce. Scrive e tossisce. Scrive e commenta quel che sta scrivendo.
Ma non sono più le due righe dell’anno scorso: è quasi una pagina di racconto. Un marasma di idee affastellate a caso, ma molte son buone. Gli ci vorrà ancora un’ora almeno, ma da questo pasticcio riuscirà a trarre una bella storia.

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