Crepet

La professoressa Vialone apre la riunione. Ci legge un paio di pagine dall’ultimo libro di Crepet.
Legge estatica come se fosse in chiesa.

Cito soltanto qualche riga:

(…) un recente rapporto del Censis conferma la crescita dell’uso delle nuove tecnologie nel nostro paese.
(…)
Negli Stati Uniti la crescita è stata ancora più straordinaria (…)
Non si è mai consumato tanto qualcosa che porta a un così grave isolamento sensoriale.
(…)
Tutto ciò abbassa vertiginosamente la qualità della relazione famigliare, fino a lasciar intravedere la fine della sua matrice emotiva.
Se le cose continueranno a svilupparsi nel verso delle più recenti statistiche, sarà forte il rischio che l’integrità famigliare venga minata proprio da internet: si può infatti sostenere che quanto più un social network si diffonde, tanto più sottile e fragile sarà la rete di complicità e di crescita affettiva e relazionale che una famiglia può offrire a se stessa.
(…)
È una generazione che presto perderà anche il piacere della scrittura (quella utilizzata per gli Sms è piena di abbreviazioni e piccole riproduzioni facciali stilizzate (le cosiddette emoticons). Ricevo spesso lettere di giovani anche laureati che grondano errori di ortografia e sintassi sgangherata: non è solo per via della pessima scuola che hanno frequentato, ma è anche l’effetto di una forma di pigrizia indotta dall’abuso di tecnologie comunicative.

Quando la professoressa Vialone finisce, non dice: «Parola del Signore». Ma l’atteggiamento delle pie colleghe sembra quello.

Rompo il silenzio con parole sacrileghe: «Vecchia la moda di criticare gli strumenti. Lo aveva già fatto Popper con la TV. Come molti vecchi, Crepet pensa che ai tempi suoi tutto fosse meglio».
Le colleghe mi guardano allibite. Marta Lontani tuona: «Crepet non è vecchio! Ha più o meno la nostra età.»
«Quando critichi pesantemente la generazione presente e implicitamente od esplicitamente la contrapponi alla tua, allora sei vecchio! Possiamo essere vecchi anche noi. Comunque,. nella nostra scuola di montagna il problema non è che abbiamo troppa tecnologia: ne abbiamo troppo poca. Molte colleghe non sanno usare la posta elettronica né guardare i messaggi sul telefonino. Molti dei nostri alunni non sanno come si accende un computer». La discussione non prosegue. Non voglion dar spazio alle mie bestemmie.

Oggi so che Crepet ha un lustro più di me, ma questo ha ben poca importanza.
Importante è non credere che i problemi di relazione umana dipendano dagli strumenti.
Prima di internet c’era la TV, magari più di una per famiglia: invece di dialogare si guardava.
C’erano anche le domeniche, insieme sì, ma con l’orecchio attaccato alla radio per seguire le partite.
E prima ancora, quando non c’era neanche la radiolina a transistor, quanti uomini andavano all’osteria per giocare a carte con gli amici e tornavano gonfi di vino?
Dov’era il dialogo in famiglia?

E gli errori dei giovani d’oggi sono davvero più di quelli dei giovani di un tempo? Per dirlo bisognerebbe fare una comparazione meno a occhio. Non dispongo di dati precisi e non risponderò ad impressioni con altre impressioni. Mi limito ad un dato certo ed oggettivo: gli esami di maturità di oggi sono più impegnativi di quelli dei tempi nostri con una materia scelta dallo studente e l’altra, quasi sempre, anche.

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4 Pensieri su &Idquo;Crepet

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