Aldina

L’ortografia fa parte dei dolori inevitabili della vita. Inutile dibattersi: al destino non si sfugge.
Questo leggo nello sguardo di Aldina. E non insisto.
Scrive brevi pensieri, frasi semplici e sgrammaticate, ma si fa capire. È già un progresso.

Leggere, invece, rimane una dolorosa avventura. Compitando un po’ i suoni si susseguono in un ritmo quasi ordinato, ma che vorranno mai dire? Un labirinto di misteri. Pericoloso ritrarsi, pericoloso avanzare.
Quale sarà la via d’uscita? Aldina tenta la sorte e… si smarrisce nell’intrico.

Per invogliarli a leggere di più, accompagno spesso i bambini in biblioteca. La bibliotecaria, gentile, presenta i libri e fa proposte.
Aldina, quarta elementare, sceglie un libretto per bambini di seconda, circa sessanta pagine.
Come a tutti, le chiedo una breve presentazione del contenuto e le do un limite di tempo.

Colloquio con i genitori. La mamma di Aldina giustifica il ritardo della figlia: la sta aiutando; ci lavorano tutte le sere. Verrà una relazione un po’ lunga.

Finalmente, con un ritardo da era geologica, arriva il quaderno con il lavoro finito.
Ahimè, non è giusto nemmeno il titolo del libro, non han capito quale fosse.

«Arrenditi – mi suggerisce il genio cattivo – contro i cromosomi e l’ambiente familiare puoi soltanto perdere la battaglia».
E l’angelo buono? Tace. Tanto, lo sa, son troppo orgoglioso per cedere.

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