Non ti voglio!

Dal mio diario

Primo giorno di scuola a Morignone, la frazione più montana.

Ho un gruppetto di bambini di terza.

Sarà facile – penso – Ho fatto il maestro nelle scuole della periferia Sud di Milano, quando i le case popolari erano prese d’assalto dagli occupanti abusivi, ho avuto figli di alcolizzati, di tossicodipendenti, di ladri e di prostitute. Questi bimbetti di montagna son tanto pochi: sarà un giochetto.

Vengo subito smentito.
Sabine, una bimbetta paffuta, mi guarda torva e dice: «Vattene via. Non ti voglio». Edoardo strascica le parole, arrota le erre, si compiace del bigliettino d’amore di Sabine e conferma: «Non ti vogliamo. Era meglio la maestra Armida, era meglio il maestro Alfonso».
Inizia la resistenza passiva.

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