La sentinella

Simulazione della prova di matematica.
«Una volta mica si c’erano tutte queste simulazioni – si lamenta una collega – eppure gli esami li abbiamo ben fatti».
Non sto a discutere, ma è meglio adesso. Non vi pare?
Che male c’è? Ci si prepara psicologicamente, si prova, ci si fa un’idea. Non c’è più l’esame di seconda elementare, non c’è l’esame di quinta, l’esame di terza media è formato regalo. Lasciateci almeno le simulazioni.

Le colleghe di matematica han fatto le cose per bene: semplici ed efficaci. Hanno smembrato le classi e creato nuovi gruppi secondo l’ordine alfabetico: copiare non sarà facile.
Facciamo consegnare i cellulari, diamo le indicazioni di rito, i fogli, il testo della prova. Si comincia.
Vigilo insieme a Maria Chioccia. Studenti perfetti. Lei corregge placida i suoi temi. Ogni tanto ridacchia benevola e mi fa vedere qualche perla. Io rileggo Le pendu de Saint-Pholien: intenso piacere.
Dura poco, ahimè. Anche i prof devono ruotare: altro gruppo. Il caso ha concentrato un bel numero di furbetti. Abbandono Maigret, farò la sentinella.

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5 Pensieri su &Idquo;La sentinella

  1. Continuo a meritarmi bacchettate.
    In effetti, ho poca esperienza di esami di terza media e ne ho valutato il formato in maniera un po’ avventata.
    Mi sono avvalso soltanto del ricordo di quand’ero maestro ed avevo sperimentato sui miei alunni di quinta le prove d’esame di matematica proposte l’anno prima nella vicina scuola media. Era andata proprio bene.

    Ma son passati tanti anni e si trattava di un campione troppo ristretto.

  2. Io userò un campione ancora più ristretto. Me.
    Io all’esame di italiano non avevo idea di che differenza ci fosse fra un tema e un saggio breve.
    E avevo anche fatto la simulazione. Ebbene sì, e indovinate che cosa avevo scelto?
    Un saggio breve.
    Ora voi direte: sicuramente a quel punto la professoressa vi avrà spiegato la differenza, per evitare di fare lo stesso errore all’esame…
    No.
    Anzi, presi un voto parecchio alto, mi pare di ricordare, che fosse il più alto della classe di quel giro di prova. Ero tranquillissima.
    All’esame naturalmente la commissione mi fece notare che non potevano accettare un tema così, poichè non avevo svolto un saggio breve secondo le regole universalmente riconosciute di un saggio breve.
    La professoressa non mi mise l’insufficienza perchè era tutto sommato scritto bene. Me la sono cavata con un 10\15. E pensare che italiano era uno dei miei jolly per controbilanciare alla presumilibe (ed in effetti avvenuta) scena muta di biologia di fronte ai… (ai che…? Cominciavano per L…)

    Insomma, la fine della storia è questa. Sono passata lo stesso, magari modestamente, e magari provengo anche da un indirizzo dalle modeste pretese. Ma ciò non mi impedisce di essere oggi – e a scanso di equivoci, lo dico senza falsa modestia – una delle più odiose, insopportabili e pignole (e immodeste)secchione di tutto il matricolaggio.

    Pfff… Ahahah… Scherzo (ma si capisce quando scherzo?)

  3. Infatti, lo dico sempre anch’io.
    Finchè potrò continuare ad appellarmi all’ingenuità della giovinezza, penso che continuerò ad approfittarmene.
    Poi si vedrà.

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