Ecdl: si comincia

Corso Ecdl: si comincia. Cinquanta iscritti: quanta voglia di computer! Due gruppi, due pomeriggi.
«Non illudetevi, li apostrofo subito: il corso sarà noioso. Siete ancora in tempo per ritirarvi».
Ridono. Eppure son serio.
Spiego un po’ di che si tratta. Mi tolgo la perfida soddisfazione di far vedere quanti errori di codice ci siano nel sito dell’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico). Presento il Syllabus, elenco i diversi moduli, mostro come dovranno fare gli esami. Tutti attentissimi, nemmeno uno starnuto: effetto taumaturgico dell’informatica?
Poi via, si comincia col primo modulo: «Concetto di algoritmo: chi me lo spiega?»
«Algoritmo? Mai sentito».
Pazienza, spiego io. Parto dalla ricetta della pizza ed arrivo ai diagrammi di flusso: «Mai sentiti». Possibile? Ne mostro uno: ricordano.
Rappresentare i dati: le basi, base 10, base 2: mi guardano come un marziano. «Ma ragazzi, ho fatto il maestro per tredici anni: son cose da elementari». «Mai sentito». Rifaccio il maestro, disegno il mio abaco alla lavagna e capiscono subito. Per fortuna. La prossima volta chiederò di convertire qualche numero da una base all’altra.
«Ma a che serve questo sistema binario?» Qui non resisto: un piccolo percorso da Leibniz a Boole e a Shannon. All’esame Ecdl nessuno li chiederà, ma come non parlarne? E poi così posso lodare il lavoro della mia quarta di due anni fa: Macchine come noi? Ora bit e byte son meno incomprensibili.
Il resto e routine.
Due ore passano in un lampo. Qualche domanda ancora e tutti verso casa, sotto la neve.

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3 Pensieri su &Idquo;Ecdl: si comincia

  1. Intanto sono andata a vedermi il sito della quarta di due anni fa. Bravi!
    Poi tornerò indietro a rileggere e cercare di capire il post (fino ai diagrammi di flusso ci sono arrivata; oltre… insomma)

  2. Si è evoluto il corso da quando l’ho fatto io. Allora (4 anni fa) non si parlava di algoritmi e di basi numeriche. È vero che queste si studiano alle elementari, ma in modo così superficiale che ben pochi se ne ricordano. Credo che la maggior parte degli studenti di quinta, che sanno muoversi agevolmente fra funzioni, limiti e derivate, non saprebbe convertire un numero da una base ad un’altra.

    Non che saper contare in basi diverse serva a qualcosa nella vita di tutti i giorni, però mi fa piacere che l’argomento sia stato inserito nel corso. Lo interpreterò come un segno di crescente alfabetizzazione informatica.

    Un’altra cosa che non veniva trattata ai miei tempi (come se fossi così vecchio :P), per quanto ricordo, era il modo corretto di utilizzare la tastiera. Sembra una banalità, ma è diffusissima l’abitudine di usare solo due dita per scrivere e guardare costantemente la tastiera. Ne parlerà durante le lezioni?

    Beh, dai, il corso era meno completo (e per molti versi confesso di averlo trovato inutile e noioso), ma almeno ho conosciuto il Raga con la barba!

  3. @LaVostraProf
    non è poi così importante

    @RikyM
    Il corso è noioso, se ne potrebbe fare a meno, ma moltissimi lo chiedono ed ho dovuto respingere nuove iscrizioni. E poi, argomento decisivo in questo momento, mi pagano.
    Per il resto non ho ancora visto tutto il Syllabus.
    Quanto alla barba, ormai son vecchio. Se la taglio sembro un po’ più giovane.

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