Mal di scuola

Piange la signorina Tuzzi. Piange sommessa in fondo all’aula. Cerca di non farsi sentire, soffoca i singhiozzi. Posso ignorarla?
Chiedo. Tra le lacrime risponde:
– Non arriverò alla fine dell’anno, non ce la faccio più. Ormai la scuola per me è soltanto oppressione.
Lacrime contagiose. Inizia a piangere anche Pirra: temo il diluvio. Poi via via altre ed altri.
Stavo tentando un confronto tra la dialettica di Hegel e quella di Marx. Pazienza, meglio si sfoghino.
Mi fanno vedere i diari fitti di indilazionabili scadenze.
– Non abbiamo più diritto a vivere, solo l’obbligo di studiare.
Entra il bidello, Antonio Lopede. Il suo sguardo stupito sembra dirmi: «Come puoi far piangere così queste creature?» Firmo la circolare.
Non dico niente. Raccontino e parlino tra loro. Accuse reciproche, come i famosi capponi di Renzo. Fasi parla placido, cerca di consolare e rassicurare.
Entrano ben due bidelle per una sola circolare. Sembra una cosa buffa e fa spuntare qualche sorriso.
Eppure dovrebbero capire. In certi momenti portare una circolare può essere uno svago, farlo in due quasi un piacere.
Campanella.
In corridoio racconto alla collega coordinatrice di classe. «Troppo fragili» commenta.
Eppure questa è la nostra classe migliore.

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9 Pensieri su &Idquo;Mal di scuola

  1. ehehehe…. io quel momento lo sto aspettando, succede ogni anno, soprattutto in quinta… certo che a cercare di confortarli parlando di Hegel e Marx è dura! :))))

  2. sarà che questo in una classe della mia scuola non potrebbe accadere mai…(lo studio, questo sconosciuto) ma non mi convince il commento della tua collega…
    non è che state tralasciando di comunicare il senso di questo ammazzarsi di studio?

  3. non è che sono stati proprio hegel e marx a scatenare l’incontinenza di lacrime?? eheh comunque a questo punto dell’anno è prevedibile l’intasamento dei condotti di studio…non so al momento in che classe insegni (posso darti del tu? è sempre strano dare dal tu ad un prof, anche se le superiori le ho finite e all’uni non ho un gran contatto con i prof)ma se è una quinta sarà un incubo!
    comunque questo è un blog molto interessante e divertente anche. ^_^

  4. un po’ di ricordi…
    in quinta liceo non piangevamo ma eravamo anche noi sotto stress…
    così un giorno abbiamo fatto una bella calia collettiva e siamo andati a respirare aria buona!
    i prof non hanno replicato…
    p.s. caliare=marinare, bigiare…

  5. Anch’io ho la maturità e anch’io sto impazzendo per il troppo studio e non mi era mai successo. Le risposte dei miei prof sono sempre le solite due: “siete al classico” oppure “avete la maturità quest’anno”. Ok classico, ok maturità, ma un libro da leggere a settimana (oltre a tutto quello che c’è da studiare) mi sembra un po’ esagerato…
    Complimenti per il blog, lo seguo da un annetto ormai..

  6. Lasciamoli piangere, non credo che piangere sia solo segno di fragilità. E’ un modo per scaricarsi, comunicare qualcosa. Certo non sono tanto abituati ad ammazzarsi di studio e la tensione dell’esame si farà sentire, ma non mi pare che sia così riprovevole. Bravo prof,continua come sai fare tu.

  7. @ cami

    Relax, take it easy. Soprattutto, non prendere per oro colato tutto quel che vi dicono i professori.
    Anche perché, siamo sinceri, non puoi seriamente aspettarti che ti rispondano “Massi’, non ti preoccupare, fai pure mezzo programma, non devi mica sapere tutto”.
    Sta allo studente accorto scremare quel che dice l’insegnante, cosi’ come sta all’insegnante accorto scremare quel che dice l’alunno.
    Se ti senti troppo sotto pressione una bella forca, come suggerisce Merins, o alza il termometro per un paio di giorni, insomma prenditi una piccola pausa. E’ un errore tipicamente femminile quello di pensare che se si allenta un attimo la pressione e non si fa tutto a puntino crolli il mondo in modo irreparabile.

    Zia Murasaki
    (che ha fatto la maturita’ classica in un liceo molto IN di Firenze, e non l’ha nemmeno passata malissimo. E ancora lo ricorda come l’anno più bello del liceo)

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