Cuore

Ho scritto di Maria Chioccia ed ho pensato a Cuore. È stato il mio primo libro, me lo avevano regalato i miei genitori quando ero in seconda elementare. Tre mesi per leggerlo. Poi la lettura divenne una passione. Trecento lire costava un libro nella cartolibreria del mio comune. Cinquanta lire di mancia settimanale, sei settimane, un libro. Per fortuna, la mamma offriva qualche extra: sapeva come l’avrei speso.
Pinocchio, poi Salgari e Verne, ma il primo amore non si scorda mai, nemmeno quando se ne vedono i difetti, neppure quando lo si trascura tanto a lungo.
Lo sto rileggendo.
Ecco una pagina interessante.

Il tuo compagno Stardi non si lamenta mai del suo maestro, ne son certo. — II maestro era di malumore, era impaziente; — tu lo dici in tono di risentimento. Pensa un po’ quante volte fai degli atti di impazienza tu, e con chi? Con tuo padre e con tua madre, coi quali la tua impazienza è un delitto. Ha ben ragione il tuo maestro di essere qualche volta impaziente! Pensa che da tanti anni fatica per i ragazzi, e che se n’ebbe molti affettuosi e gentili, ne trovò pure moltissimi ingrati, i quali abusarono della sua bontà, e disconobbero le sue fatiche; e che pur troppo, fra tutti, gli date più amarezze che soddisfazioni. Pensa che il più santo uomo della terra, messo al suo posto, si lascerebbe vincere qualche volta dall’ira. E poi, se sapessi quante volte il maestro va a far lezione malato, solo perché non ha un male grave abbastanza da farsi dispensare dalla scuola, ed è impazienze perché soffre, e gli è un grande dolore il vedere che voi altri non ve n’accorgete o ne abusate! Rispetta, ama il tuo maestro, figliuolo. Amalo perché tuo padre lo ama e lo rispetta; perché egli consacra la vita al bene di tanti ragazzi che lo dimenticheranno; amalo perché ti apre e t’illumina l’intelligenza e ti educa l’animo; purché un giorno, quando sarai uomo, e non saremo più al mondo né io né lui, la sua immagine ti si presenterà spesso alla mente accanto alla mia, e allora, vedi, certe espressioni di dolore e di stanchezza del suo buon viso di galantuomo, alle quali ora non badi, te le ricorderai, e ti faranno pena, anche dopo trent’anni; e ti vergognerai, proverai tristezza di non avergli voluto bene, d’esserti portato male con lui. Ama il tuo maestro, perché appartiene a quella grande famiglia di cinquantamila insegnanti elementari, sparsi per tutta Italia, i quali sono come i padri intellettuali dei milioni di ragazzi che crescon con te; i lavoratori mal riconosciuti e mal ricompensati, che. preparano al nostro paese un popolo migliore del presente. Io non son contento dell’affetto che hai per me, se non ne hai pure per tutti coloro che ti fanno del bene, e fra questi il tuo maestro è il primo, dopo i tuoi parenti. Amalo come ameresti un mio fratello; amalo quando è giusto e quando ti par che sia ingiusto, amalo quando è allegro e affabile, e amalo anche di più quando lo vedi triste. Amalo sempre. E pronuncia sempre con riverenza questo nome — maestro — che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altr’uomo.
TUO PADRE.

I problemi son sempre quelli.

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4 Pensieri su &Idquo;Cuore

  1. Ricordo ancora la copertina, la forma e la scritta del titolo di quel libro. Uno dei primi che mi hanno appassionata, forse quello che mi ha fatto capire quanto importante fosse per me leggere.

  2. curioso aver scovato un blog interamente dedicato alla vita di un prof.. sarò curiosa di confrontare i punti di vista in questo universo parallelo(scuola o internet? mah).
    da quello che posso leggere però, credo lei faccia parte di quell’esiguo gruppo degno di far questo mestiere.
    fortunati i suoi alunni, ancor più fortunato lei.
    il post? mai letto il libro, ma piccoli brividi in questo stralcio obbiettivamente si.
    Saluti

  3. Oggi le cose sono affatto diverse giacché il parere prevalente dei genitori si riassume nella frase:
    Lasciaolo perdere il maestro che è un cretino!

    Postilla necessaria: Non sto parlando di genitori sessantottini, ma di giovani per cui l’autorità esiste solo per poterla far fessa.

  4. @chicca
    Ricordo anch’io: cartoncino rosso, scritta dorata. Lo avevo poi regalato, insieme a tanti altri, ad una cugina più piccola. È diventata insegnante anche lei.

    @fda
    grazie

    @Fabio
    Gli insegnanti han poco prestigio, ma capita ancora di sentirsi apprezzati.

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