I dubbi di Rizzitiello

Vittorio non è ancora entrato in classe e già sente Rizzitiello: «Prof, non sono convinto!» Rizzitiello non lo sa, a Vittorio le contestazioni piacciono, persino quando gli dimostrano che ha torto. È anche pronto a ringraziare.

– Hai ragione, Rizzitiello, non son convinto neanch’io.
– Ma come, di che cosa non è convinto?
– La volta scorsa ti ho detto: «se la realtà è fatta tutta di cose contingenti, di cose che un tempo non erano e poi non saranno più, deve esserci stato un momento in cui non c’era nulla». Però non mi sembra così evidente. A molti una serie infinita di cose contingenti sembra pensabile senza contraddizione.
Io, istintivamente, credo sia insostenibile: come può avere in sé la propria ragion d’essere un’infinità di cose che non ce l’hanno? Ma trovo almeno un paio di analogie che non saprei ben smontare: l’essere umano è intelligente, eppure, nessuna delle parti che lo compongono, presa a sé, lo è; nessuna delle sostanze chimiche che compongono una cellula è viva, ma la cellula lo è. Così nessuno degli enti di questo mondo si presenta come necessario, eppure l’insieme potrebbe esserlo.

Rizzitiello sbarra gli occhi:
– A me questa parte del ragionamento sembrava buona.
– E, allora, che cosa non ti convinceva?
– L’idea che l’essere delle creature sia l’essere di Dio. È come dire che Dio è tutto, ma allora vale anche il contrario: tutto è Dio.
– E…
– E mi ripugna. È come dire che Dio muta continuamente e già non mi piace. Ma, soprattutto, se Dio è tutto, è anche Hitler, Stalin, Mao. Mussolini. Non c’è più spazio per dire: «Vogliamo un mondo diverso».
– Bravo, Rizzitiello. Ci speravo. In effetti, tu indichi le conseguenze più ovvie e, giustamente dici: «Mi ripugna». Cerchiamo una risposta. Il prof di filosofia vi ha parlato del principio di non contraddizione?
– Sì, in terza.
– Te lo ricordi?
– Forse: non si può affermare e negare un predicato di un soggetto.
– Solo questo?
– C’è altro?
– Se oggi dico: «A Milano c’è il sole», mi impedirà domani di dire: «A Milano piove»?
– No certo. Posso affermare e negare in momenti diversi e da punti di vista diversi.
– Ottimo! Vedi, Tommaso d’Aquino diceva che le creature non sono l’essere, ma hanno l’essere per partecipazione. Sono dell’essere di Dio, ma non sono Dio. Quindi da un certo punto di vista Dio è tutto perché è l’essere stesso e, da un altro punto di vista, le creature, la cui essenza è distinta dall’esistenza, non sono Dio.
– Ci penserò, prof: non mi è del tutto chiaro.

Il malumore della classe si fa sentire: «Che palle, prof. Non dite che Dio è onnipotente? Dunque perché farla tanto lunga?»
– D’accordo, ragazzi. Io e Rizzitiello finiremo un’altra volta.
– Parliamo di rapporti prematrimoniali?
– Solo di quello volete parlare? Oggi iniziamo un confronto tra le grandi religioni.

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