Caldo e tesine

I prof boccheggiano per il caldo e per le tesine.
Tesina sulla droga.La fanciulla guarda in aria e cantilena: «Charles Baudelaire nacque il 9 aprile 1821, in una casa del quartiere latino, dall’unione tra Joseph-François Baudelaire, un funzionario amministrativo del Senato, sessantenne ex-sacerdote con la passione per la pittura, e la ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays, sposata dal padre dopo essere rimasto vedovo. All’età di sei anni restò orfano del padre, sepolto nel cimitero di Montparnasse. Caroline decise così di sposare Jacques Aupick, un tenente colonnello che, a causa della sua rigidità, si guadagnò ben presto l’odio del giovane Charles».
La diligente ragazza vuole forse spingere anche i prof a provare qualche droga?
Non ce la farà: per ore non riusciamo a non concederci nemmeno un caffè.

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12 Pensieri su &Idquo;Caldo e tesine

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  2. Posso dire che dopo due settimane di tesine cantilenate, e crolli rovinosi non appena se ne usciva, proporrei l’abolizione di questo moderno metodo di tortura (per gli insegnanti)?

  3. Sono d’accordo con la Prof! Quest’anno sono stata risparmiata dagli esami, ma so per lunga esperienza che quella che sarebbe una bellissima idea, cioè costruire un proprio percorso interdisciplinare attorno ad un tema che interessa, proponendo magari un punto di vista diverso (una “tesi”…), in realtà altro non diventa che un bieco copia-incolla senza alcuno spirito critico e, anche peggio, spesso senza logica negli accostamenti. Forse non è solo colpa degli alunni. Prima di tutto non so quanto davvero insegniamo loro a gestire la complessità o l’articolazione dei concetti, dei dati, delle informazioni che, del resto, non fanno alcuna fatica a trovare “in quantità”; forse ai nostri tempi la fatica del cercare ci dava modo di pensare di più a quello che volevamo trovare. E poi anche per loro durante l’anno c’è lo stillicidio quotidiano di argomenti da studiare, di compiti da fare; non è facile lavorare su un progetto di più ampio respiro, da costruire poco alla volta. Forse mi sto immedesimando troppo… ma è perché ricordo che, alla loro età (1984), anch’io volevo scrivere una tesina su decadentismo ed estetismo (con collegamenti in storia, filosofia, lett. italiana, inglese, francese e latina)e, benché l’allenamento all’interdisciplinarietà l’avessi grazie al mio corso di studi, non ero riuscita a farlo per mancanza di tempo lungo da dedicarci. Così finii per buttare giù un percorso che non ebbe nemmeno tanto successo…

  4. A dire la verità nelle mie classi terze (medie), da anni, dopo averci lavorato durante i tre anni, all’esame proponiamo una cartelletta con cinque, sei documenti – i più vari, conosciuti o meno – e chiediamo di preparare sul momento un percorso interdisciplinare partendo da un documento a scelta, quello che preferiscono. Ovviamente, i documenti sono calibrati sugli alunni: per i più tonti, sono cose che abbiamo già fatto, visto, collegato, provato durante l’anno; per i più bravi ci buttiamo con documenti, foto, articoli completamente nuovi ma che possono esser inseriti in un percorso già affrontato. I ragazzi vengono mezz’ora prima, chiedono la cartelletta, e si mettono in un’aula a preparare il tutto. Funziona abbastanza. Ci risparmia sia le cantilene, sia il fatto che il deficiente che non ha fatto niente per tre anni arrivi all’esame a recitare a memoria mezz’ora di splendida tesina magari preparata da qualcun altro.

  5. @laProf
    Per le scuole medie deve essere davvero una tortura. Per le superiori io avevo un’altra esperienza: tante tesine valide!
    Quest’anno il livello mi sembra un po’ più basso, ma sono in un ITC. Anche qui, però, ho l’occasione di imparare qualcosa.
    Per una scuola media mi sembra buona la soluzione che avete trovato.

    @Claudia
    A me, lo scorso anno, son capitate tesine spampate direttamente da internet: URI in fondo alla pagina e link in azzurro nel testo. Poche, per fortuna. Purtroppo non me li hanno lacsiati bocciare.
    Fore hai ragione: ai tempi nostri (anche se io sono più vecchio) trovare le notizie era più difficile. Oggi basta un clic e ci si trova sommersi. Però non passare pomeriggi in biblioteche diverse non è già un grosso vantaggio?

    A noi prof tocca dare un’impostazione. Ma la fatica di costruire una tesina credibile poi tocca, e deve toccare, a loro.

    @papuzza
    per quello che ha scritto, immagino.

  6. Che bello, io ho finito 🙂
    Devo solo consegnare le relazioni finali delle mie classi, e compilare la relazione di Presidente dopo il 30 giugno, e andare a mettere posto la biblioteca di istituto, e preparare l’elenco dei libri da far acquistare con i soldi del vecchio ministero, e altre cosine così, poi sono in vacanza.
    Ma niente più tesine 😛

  7. @melchisedec
    Chi potrebbe resistere tanto tempo senza muovere un passo?
    E poi, è forse possibile mettere in dubbio la giustizia di Melchisedec?

    @LaProf
    In effetti, come prof, proprio in vacanza non siamo mai.

    @spinoza
    Facci sapere

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