Un banchetto epicureo

La casa risplendeva come nelle pubblicità della TV. Aveva fatto un buon lavoro la signora Gianna: le superpulizie di Pasqua.
Contini era quasi intimidito in casa sua.
La signora avrebbe voluto preparare anche una teglia di lasagne, ma Contini preferiva cucinarsi qualcosa da solo. Si era comprato Prosecco di Valdobbiadene, il miglior vino d’Italia, formaggio di malga del monte Cesen, fagioli di Lamon e farina di mais bianca. Per ritrovare i sapori della nonna.
Il gatto? Prosciutto cotto e fagiolini lessati (al vostro non piacciono?).

La mattina di Pasqua il ragionier Contini avrebbe volentieri gustato ancora un po’ il tepore del letto, ma il gatto reclamava la sua attenzione. Che ne sapeva di Pasqua e vacanze il simpatico felino?
Così si era alzato, aveva accontentato la bestiola, riordinato quel poco che c’era da riordinare, fatto partire il DVD del Rigoletto e preparato il necessario per cucinare.
Non era piacere anche quello, ascoltare buona musica, seduto in cucina e godersi qualche ruvida leccata del gatto?
Cosa insolita, non sentiva la mancanza del lavoro, neanche un po’.

Era il momento di preparare la polenta, un po’ di più: da mangiare abbrustolita anche la sera o (perché no?) la mattina a colazione.
Non bisognava lasciar bollire l’acqua, ma buttare la farina un po’ prima e mescolare bene, sempre nello stesso senso, per evitare i grumi. Gli sembrava di sentire i consigli della nonna.
Intanto cuocevano anche i fagioli, in umido. Non era giorno di scatolette.

A mezzogiorno era tutto pronto. Il gatto mangiava prosciutto e fagiolini. La polenta fumava in tavola e l’aria profumava di formaggio fuso. Ed ecco un suonar di campanello. Aprì la porta. Era lo stesso tipo bislacco dell’altra volta: si era presentato come il diavolo. Non gli lasciò spazio Contini. Cortese, ma fermo, gli disse: «Oggi non se ne parla. Non potrei nemmeno offrirle fa mangiare perché ho cibi paradisiaci. Ma se vuole, torni pure un’altra volta».
«Non importa, capisco. Non sono invadente come l’Altro, io. Le lascio dei cioccolatini al peperoncino: anche quel che brucia può essere buono».
Sorpreso, Contini non seppe far altro che ringraziare.
Così, quel giorno, inferno e paradiso si incontrarono a pranzo: un banchetto epicureo.

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