Satana in classe

Supplenza in una terza. Entra Ghiaurov. Non è andato a Barcellona con gli altri. Penso di sapere perché, ma non lo ammetterebbe mai.
«Posso? Non voglio più stare in quinta A».
Si siede vicino a me. Lo presento.
Una ragazza chiede il senso del ciondolo che porta al collo.
«Faccio parte dei Bambini di Satana». Sussultano. Esplodono le domande.
Lo invito a rispondere. Placido, spiega di non credere a Satana, ma nella forza della natura. Afferma che l’uomo è dio di se stesso: «La festa più importante dell’anno è il mio compleanno!»
«Bambini di Satana – continua – è il nome di un’associazione culturale. Niente riti strani, non uccidiamo, non facciamo male a nessuno».
Cita Nietzsche.
I ragazzi di terza si tranquillizzano.
E io?
Io sono contento. È il narcisismo il suo problema. Qualcosa si può fare.

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2 Pensieri su &Idquo;Satana in classe

  1. Alle superiori, il nostro professore di Religione ci parlava spesso dell’esorcismo: a lezione, ci ha fatto vedere anche il file “L’esorcista”: la prima e la seconda serie.
    Mi ricordo che colpiva in classe, i racconti che parlavano di esorcismi ai quali aveva assistito.
    Per fortuna, la nostra prof di Italiano ci tranquillizza: “Il Diavolo appare ai Santi o alla gente molto malvagia, metre la gente “normale” al Diavolo non interessa nulla …”.

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