Insolito concerto

Nell’aula vicina c’è il maestro Berardi. L’idea del corso di musica ha avuto successo. Il maestro è bravissimo e gli studenti lo venerano.
Con il sottofondo musicale, anche la lezione di storia vien meglio, Chi non ha voglia di ascoltare me ascolta la musica. C’è un’insolita quiete.
Dopo una mezz’ora, però, uno strano suono si insinua tra le note, come se uno strumento a fiato perdesse il ritmo.
Tendo l’orecchio. Sembra un grufolare sommesso. Poi il crescendo di un russare conclamato: Querci dorme beato. Deve sognare qualcosa di bello, almeno a giudicare dall’espressione. Che stia scivolando lungo le curve di una nuova promessa della TV?
Sotto i banchi è uno strano armeggiare. Sanno che applico inflessibile la normativa. Vogliono registrarlo senza far vedere il telefonino.
Perché svegliarlo? Forse impara di più in sogno. Lo sposto dolcemente. Si distende. Non russa più. Si sentono soltanto le note felici della Traviata: «Libiamo nei lieti calici…»

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