Ritorno a scuola

Dal mio diario: 4 novembre 2005

Torno a scuola dopo 20 giorni di malattia. Lascio l’automobile nel parcheggio e mi avvio zoppicando verso l’ingresso della scuola. Sorrido e pregusto la calda accoglienza che, solitamente, i colleghi riservano a chi rientra dopo un’assenza per motivi di salute.
Quando, finalmente, varco la porta della sala prof, vengo accolto da un «Oh, no…» detto in coro da colleghe e bidelle.
Al mio sguardo tra l’interrogativo e l’interdetto replicano: «Il tuo supplente era così bello…».
Già! Giovane, bello, Bonazzi di cognome. Che si chiamasse anche Eros di nome?
Mi lecco un po’ la ferita narcisistica parlando con Signi del 4 novembre (per un asburgico come lui conta soltanto San Carlo) e finalmente raggiungo la classe. Racconto subito l’episodio agli alunni e le belle risate mi riconciliano col mondo.

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3 Pensieri su &Idquo;Ritorno a scuola

  1. il mio prof di filosofia del liceo era l’uomo più brutto che io abbia mai visto, eppure era sempre circondato da colleghe adoranti…e anche io lo adoravo, mi ha fatto innamorare della sua materia a tal punto che ci ho preso la laurea…

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