Compito con sorpresa

Sono stressati gli studenti in questi giorni. Il primo quadrimestre finisce il 22 dicembre. Compiti in classe e interrogazioni ogni giorno.
Scrivono gli alunni ansiosi, vegliano attenti i prof .
Hanno finito. Raccolgo distratto i compiti. Penso soltanto a quante ore mi prenderà la correzione.
La signorina Albini mette trepida il suo foglio sotto gli altri. Perché mai? Non credo possa aver fatto male. Mah, vedrò poi. Caccio nello zaino il pacco dei compiti, saluto e me ne vo’.
A casa, dopo aver pranzato, decido: mi conviene darmi subito da fare. Prima inizio a correggere, prima finisco. Ci vorranno circa tre ore, pause escluse.
Prendo il mio schema di risposta ed inizio dai compiti con le risposte più brevi. Saranno, credo, i meno completi, ma leggendoli per primi non sarò condizionato dal confronto con quelli fatti meglio. Come d’abitudine, correggo prima la risposta alla domanda numero 1 di tutti i compiti, poi la numero 2 e così via.
Del compito della Albini in fondo al pacco mi ero quasi dimenticato, ma ora lo vedo e voglio togliermi la curiosità.
La risposta alla domanda su Marx inizia con le parole «Vorrei, vorrei… esaudire tutti i sogni tuoi. Vorrei, vorrei… cancellare ciò che tu non vuoi. Però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!».
Che sia impazzita? Che c’entra mai con Marx?
Nelle righe successive leggo una dichiarazione d’amore in piena regola. Poi il compito riprende il suo corso normale con una risposta completa e ben fatta alla domanda sul materialismo storico.
Che dire?
Mentirei se dicessi che la cosa mi lascia insensibile. Un po’ mi fa piacere. Ma sono abbastanza grande per capire che non di me si è innamorata la graziosa fanciulla. È il mio ruolo, è l’aura di un sapere che sembra profondo, quel tanto di mistero che spesso accompagna la filosofia. È un po’ come il transfert della psicanalisi.
Le farò tanti complimenti e le dirò di far caso ai suoi giovani compagni. Possibile che non si accorga dei loro sguardi?

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39 Pensieri su &Idquo;Compito con sorpresa

  1. Hey Prof,
    ma non fanno parte di te l’aura, il sapere, e il mistero della filosofia?
    Immagino di si.
    Non è di queste cose che ci si innamora ma di chi queste cose le possiede 🙂
    Buon Natale 🙂

  2. Lascia che sia lei a decidere cosa meritare o meno 🙂
    E Dante, se non è merito del Prof, difficilmente scende giù bene, così come tutto il resto.
    Se non è il Prof ad avere un certo merito, certe cose son proprio difficili da digerire.
    Specie se si hanno diciottanni 🙂
    Almeno, quando io studiavo, così era.
    A presto.

  3. Come tutti i prof, porto ed offro spesso cose non mie.
    Può essere affascinante una lezione dedicata a Dante, ma quanto è merito del prof e quanto di Dante?
    Non è facile distinguere.
    Io, per conto mio, so così poco ed ho tanti e tali limiti che non aspiro a prenderemi meriti non miei.
    E poi si tratta sempre di un rapporto professionale. Non a caso ho fatto un paragone con la psicanalisi.
    Infine, sembra banale ma non lo è, potrei essere suo padre.
    I suoi 18 anni meritano altro.
    Buon Natale

  4. anche io sono “innamorata” del mio prof.
    anzi, del suo cervello.
    Ma le mie dichiarazioni generalmente sono qualcosa del tipo “C’hai un cervello che sarebbe da conservare sotto formalina”.
    Eh…diciottanni…
    non avrei mai pensato si potesse arrivare a tanto. Figuriamoci in un compito di filosofia.
    Ha del fegato la ragazza

  5. La ragazza in questione ha usato una buona dose di incoscienza nell’agire ma è stata comunque coraggiosa nell’esternare un tale sentimento, cosa molto più difficile che il semplice denudarsi, specialmente al giorno d’oggi.
    Il professore, evitando di dare troppo peso all’accaduto (credo l’abbia fatto), potrebbe portarla gradualmente ad orientarsi, verso altri “oggetti” ai quali indirizzare il proprio amore, con i quali confrontarsi in maniera equilibrata, maturare, anche se la fase della presa di coscienza non sarà indolore.
    La giovane, al momento, sembra sostanzialmente aver bisogno di qualcuno in cui identificarsi, qualcuno che le dia certezze nel quotidiano.
    E chi, meglio di uomo adulto, con il fascino dell’esperienza e della cultura, una piccola oasi nella quale dissetarsi quando tutto intorno non c’è che arido deserto morale?
    Tralasciando questo discorso, quello che ora mi chiedo, è cosa accade quando si presenta la situazione contraria, ovvero quando c’è una palese attrazione(anche di tipo sessuale) da parte di un uomo ultraquarantenne in veste di professore, verso un’alunna diciottenne.
    A me è capitato di trovarmi in una tale situazione: sono entrata nel suo mondo interiore da subito, in maniera spontanea, naturale, un pò perchè attratta dalla sua personalità, dalle sue ottime qualità morali, un pò perchè lo sentivo emotivamente vicino, ed altro ancora, e costui ha iniziato mandarmi segnali velati(per ovvi motivi), ma inequivocabili…come sia potuto accadere non riesco a capacitarmene e non so più cosa pensare.

  6. L’attrazione sessuale è un fatto. Spesso ci rendiamo conto che non dipende dalla volontà. Però la volontà può dare o negare il suo assenso.
    Credo che un prof debba negare il suo assenso all’attrazione nei confronti di un’alunna. Può essere difficile, ma non deve fare la stessa cosa anche uno psicanalista?
    L’amore non è soltanto questione di emozioni e di desiderio. L’amore si costruisce progettando la vita, almeno per quanto è possibile. Quali progetti sono seriamente possibili in un rapporto squilibrato per età e non paritario sin dall’inizio?
    In sintesi: stagli lontano!

  7. bè.. caro prof… posso dirti ke ankio sono innamorata di un prof!!!
    e.. sò per certo ke quella ragazza deve stare davvero molto malee… so kosa si prova..a trovarti davanti la persona ke kredi di amare più della tua stessa vita!
    e sapere ke kn lui nn avrai mai una storia d’amore perkè tutti ti dikono ke nn ci sarà mai nientee!
    ke il destino di una alunna nn può essere insieme ad un proff!!!
    sikuramente kn gli anni la kotta gli passerà– ma nn si skorderà mai più di te!
    stanne certoo!!! ti ha inciso sul kuore se ha trovato il koraggio di dikiararti il suo amore!
    bè io ho fatto di peggio!
    (bella la vita di un proff!)

  8. Beh…Caro prof…ho 18 anni e adoro la filosofia…perciò ti scrivo 1 frase presa dal Fedro”Venerato come 1 Dio da 1 ke nn finge di amare,ma prova 1 sentimento sincero,l’amato,affine x natura a colui ke lo venera,ank se all’inizio,calunniato dagli amici e da altri,ke dicono k è sconveniente stargli accanto,respinge l’innamorato,col passare del tempo è indotto a frequentarlo dall’età e dal bisogno,xkè nn è affatto destino ke il cattivo sia amico del cattivo,nè k il buono nn sia amico del buono…”Non credo le interessi solo la tua posizione di insegnante.In ogni caso credo ke se il suo è vero amore continuerà a cercarti e a conservarti nel suo cuore.L’isegnante k amo nonostante l’età e la famiglia è sempre pronta a stare al mio fianco.Riflettici bene,perchè soffrirà molto x le tue decisioni.Goodbye

  9. Prima o poi si soffre. Non c’è vita senza sofferenza. Non c’è amore senza sofferenza e ci sono sofferenze senza amore.
    Io cerco, come posso, di limitare le sofferenze altrui e (perché no?) anche le mie.

  10. Bè anche io ho una gran cotta per il mio prof di filosofia ma cavolo a 18 anni non mi passa nemmeno per la testa di usare la sublime poetica allegorica dei Lunapop per dichiararmi!!! Voglio dire, lo so bene che a questa età i miei ormoni esplodono un giorno sì e un giorno no… e anche io ci penso sempre e ci sto male, ma so che tanto passerà perché in fondo non so veramente chi é.
    In ogni caso, gli occhi dolci non me li risparmio neanche io!

  11. Caro vitadaprof, le risposte che ho letto mi fanno capire che lei è una persona molto razionale e matura: è consapevole del suo ruolo, e non se ne dimentica nemmeno in una situzione del genere.
    Il rapporto professore-studente ha queste forme, infatti. Non si può certo tralasciare lo status. Ma forse dimentica una cosa quando parla di tranfert: il rapporto persona-persona. La sua studentessa si è sì innamorata di un professore, è vero, ma prima di ciò, si è innamorata di un uomo.
    Sì, questo amore è senza dubbio frutto di un trasfert.
    Ma ogni innamoramento è un transfert.

    Anche io sono nella situazione della signorina Albini. Con la differenza che non esternerò mai i miei sentimenti, nè li scriverò mai in un compito in classe, nè manderò messaggi non verbali, seppur velati. E’ Aprile ormai, e fra due mesi la scuola finirà. A settembre entrerò all’università di filosofia, e non lo rivedrò mai più, e lui non avrà mai saputo niente, nè di quel che provo, nè di quanto lo stimo.

    Lei dice che la signorina Albini fra qualche mese si dimenticherà di lei. Lei forse sottovaluta l’interiorità di un’adolescente. Non so se i sentimenti della signorina Albini sono simili ai miei, ma io il mio professore non lo dimenticherò mai, e gli sarò per sempre grata.

  12. Ho 1 domanda da farle…importante x me…Una prof può innamorarsi di 1 alunno?Può essere ke se ti scrive al cell. e ti fa sorrisi e battutine dolci provi qualcosa?

  13. Sono innamorato pazzo di una mia prof e penso di essere ricambiato.

    Da qualche tempo ci lanciavamo sguardi dolci quando non ci vedeva nessuno.. poi un giorno ( la classe era vuota per una manifestazione) e abbiamo cominciato a parlare… ( Di scuola)… dopo, quando ci siamo separati, mi ha preso la mano e mi ha dato un bacio sulla guancia… mi sono sentito morire di gioia. Ora ogni volta che mi vede mi sfiora la spalla , oppure mi bacia sulla guancia, oppure mi sorride e mi guarda in maniera strana… come devo interpretare il suo atteggiamento?

  14. Ho letto attentamente i vostri commenti. Poiché cercavo anche io di comprendere, di dare risposte.
    Può accadere che ci si innamori. E forse l’amore, che è forza irrazionale per eccellenza, è tanto più autentico quanto più resiste nonostante un limite evidente e arriva a dichiare se stesso.
    Ho 31 anni e insegno Lettere. Non credo di avere mai amato un mio insegnante, nonostante ve ne fossero di gradevoli. E questo perché l’amore va bene oltre la filosofia e la psicoterapia. Va bene oltre una spiegazione seducente, per quanto la materia trattata si presti a sedurre.
    Nel corso di quest’anno ho insegnato, da precaria quale sono, in diversi istituti. Poi, da gennaio, in un ragioneria, dove ancora mi trovo e dove mi è stato assegnato un triennio.
    La prof ‘bambina’, giovane nell’età, ma ancor più giovane nell’aspetto e piuttosto bella, ha attirato le attenzioni generali, si intende. So perfettamente che i miei allievi hanno nutrito forme disparate di desiderio nei miei confronti. E in molti casi si trattava di un desiderio anche fisico. Condiviso, per la verità, da ragazzi e colleghi.
    Lui, però, 18 anni, non molto alto, vispo, irrefrenabile, additato da tutti come inguaribile pecora nera, mi ha trattata sempre in un’altra maniera. La sua vicinanza a me si manteneva su un altro livello, più emotivo che fisico. Io, dal canto mio, ho compreso subito di lui la natura reale. Ho intuito una sensibilità irrequieta che va ben oltre la banale iperattività di cui tutti l’accusano. Sempre delicato con me, mai una parola fuori posto. Nel tempo ha maturato un senso di protezione naturale nei miei confronti. Impossibile non volergli bene, sinceramente e in maniera pulita.
    Ho compreso al fondo la sua inquietudine di ragazzino di provincia che non ha le qualità di rassegnazione e vocazione al compromesso necessarie, talora, per resistere in un ambiente che ti costringe e ti sorveglia, imponendoti atteggiamenti standardizzati e inequivocabili.
    A 18 anni non segue mode, ha un telefonino più vecchio del mio, non perde tempo in chat e messenger vari, come tutti i suoi compagni, non segue trasmissioni banali in tv. Passa il tempo a vivere, ipercritico, ansioso di affermare se stesso contro tutto e tutti. Ha una personalità dominante, eppure sa comandare rispettando gli altri e praticando una qual certa giustizia ‘sociale’. In gità ha spinto tutto il tempo lui la carrozzella di un compagno disabile, anche quando lo sforzo, data la strada, sarebbe stato notevole per un uomo fatto, più alto e robusto di lui, piccolo di statura.
    Un giorno, a me che gli facevo raccomandazioni sul suo futuro e lo pregavo di fare in modo di conseguire il meglio, ha risposto. ‘Va bene, prof., però anche lei deve promettermi che non resterà qui tra i banchi, perché merita di più’.
    Affermaziona banale per chi non conosce la mia storia di aspirante ricercatrice rimasta all’università fin sa subito dopo la laurea. Affermazione banale per chi non mi conosce, in definitiva. Tutt’altro che banale per me che so quale percorso ho alle spalle e quali siano i miei desideri più profondi, sebbene la scuola, cui sono grata, mi abbia svelato una realtà altrettanto meravigliosa. Nessuno di coloro che hanno passato una fetta di vita accanto a me ha mai compreso quello che lui, pur senza conoscermi a fondo, ha percepito con tanta chiarezza. Tutti votati alla praticità, al conseguimento dell’utile, a perseguire quella cosa che si chiama concretezza, della quale, per carità, anche io comprendo la necessità.
    Ma lui è andato anche oltre questo, ha sollevato piano la garza che avevo posato sopra una ferita ancora aperta.
    Abbiamo sempre passato tanto tempo a parlare, io lui e alcuni suoi compagni più svegli. Ho sempre avvertito una forza strana che ci teneva vicini, ma ho sempre dissimulato la mia attenzione verso di lui, ribadendo, consapevolmente conscia dell’assurdità, che avrei quasi potuto essere la loro mamma. E ogni volta leggevo il taglio che gli attraversava gli occhi e che arrivava direttamente dal cuore. Ma non potevo fare diversamente; poiché i miei occhi da soli avrebbero potuto tradirmi, nelle parole tentavo di dissipare ogni dubbio.
    Poi, negli ultimi giorni, sempre più spesso, le volte in cui mi guardava, gli si riempivano gli occhi di lacrime, contraeva la mascella nello sforzo di non piangere e tendeva ogni muscolo. Mi ha sorpreso ancora, poiché non immaginavo un’emotività tanto disarmente in uno come lui.
    E’ capitato, la scorsa settimana, che ci trovassimo quasi soli per una pura coincidenza. Abbiamo parlato di storia, abbiamo terminato l’interrogazione con un paio di compagni presenti in aula, sebbene distanti e affaccendati ognuno per proprio conto. E abbiamo finito per parlare anche dell’affetto che ci lega.
    Mi aveva scritto, una settimana prima, un sms: ‘Cara prof, il suo pupillo vuole dirle che lei è e sarà sempre una persona importante; che l’ha segnato nel profondo, comprendendolo e dandogli fiducia fin da subito. E che per questo le sarà sempre grato e non la dimenticherà mai.’
    Mi ha domandato se l’avessi ricevuto. Gli ho detto di si, e che ne ero stata contenta. Ma non ho potuto fare a meno di svelargli che, in realtà, anche lui mi ha fatto sentire compresa, sempre. E che anche lui mi intuisce per una strana alchimia che non so spiegare neppure io.
    Gli ho sempre letto negli occhi, senza sbagliarmi, ogni pensiero. E lui fissandomi ha sempre fatto lo stesso. Solo una volta nella vita mi è capitato accadesse qualcosa del genere con un’altra persona, la sola che ho amato davvero. La sola in mezzo a tante che ho conosciuto.
    Bene inteso che io e lui sappiamo che ci separa una distanza incolmabile e che sarebbe innaturale qualsiasi rapporto altro tra noi.
    Questo però non ci impedisce di instaurare un legame affettivo che possa risultare arricchente per entrambi.
    Mi ha detto qualche giorno fa: ‘in fondo, è anche un bene che fra noi non possa esserci una relazione comune. Vuol dire che l’amore che ci lega non finirà mai, non potrà mai finire.. e che mai potremo deluderci’.
    Io e lui passiamo, quando possibile, del tempo a parlare. Il sentimento che ci unisce è scevro di qualsiasi fisicità che non sia un abbraccio o il tenersi la mano mentre parliamo. Per me è un amore senza corpo, assolutamente interiore; è per entrambi un amore non egoista, senza pretese di alcun genere, pieno di consapevolezze e di attenzioni davvero affettuose. C’è solamente, da parte di entrambi, la preoccupazione di farci del bene. A me ha promesso che dal prossimo anno muterà il suo comportamento scolastico troppo sopra le righe, perché io possa essere fiera di lui. Da me pretende che io non abbandoni i miei sogni, poiché un giorno vuole che sia ancora la sua prof., ‘all’università’, dice.
    Si preoccupa di me sinceramente, si preoccupa che io abbia un uomo e possa avere una famiglia e mi dice. ‘Non è che mi rimani zitella?’.
    Naturalmente scherziamo, poiché entrambi sappiamo che sono parecchio complicata e che per qualsiasi uomo non sarebbe facile starmi accanto. E che pretendo, esigo un amore reale, scevro di compromessi sociali raccapriccianti.
    Io mi preoccupo che abbia lui degli amori costruttivi e che non abbiano lo squallore dilagante della ‘modernità’. Anche se so che mi assomiglia molto e che anche per lui sarà difficile trovare vie di mezzo e concepire compromessi.
    Mi interrogo, naturalmente, da donna che ha sempre vissuto e che continuerà a vivere, sul peso che può rivestire nella mia vita questo legame.
    E’ un sentimento assolutamente nuovo, completo come non era accaduto mai; è una forma di amore veramente speciale che mi sorprende perchè dà soltanto benefici, non inquieta, non calpesta, non affanna.
    Rifletto molto sull’entità dei rapporti sentimentali che siamo soliti intrattenere tra ‘adulti’; mi interrogo sul significato del nostro ‘amore’ e della nostra ‘maturità’.
    E forse mi accorgo che siamo abituati ad amare male o a non amare affatto. E che un amore vero comprende, tollera, lascia liberi, non pretende, non esige, non costringe. E che resiste spontaneamente, nonostante tutto, rispettando profondamente la natura dell’altro. L’amore cristiano, forse, è l’amore per eccellenza, simile a quello tra me e lui, questa specie di volersi bene disinteressato, al di sopra del limite, al di sopra e al di là di qualsiasi aspettativa che in anticipo si riconosce come inattendibile.
    Chissà che non possa giovarmi di questa esperienza per comprendere ancora più a fondo me stessa e gli altri.
    A lui rimarrà sempre la consapevolezza che, in ogni difficoltà della vita, potrà fare affidamento su un amore disarmato e disinteressato, per questo totale e infallibile. Sa che potrà raccontarmi dei suoi amori, delle sue delusioni, dei suoi errori. E che ci sarò, poiché voglio esserci e so che ho il compito di esserci. E che questa responsabilità voglio prendermela fino in fondo, come sempre accade con le responsabilità che io accetto di assumermi.
    Ringrazio il Cielo per questa grande lezione e per questo amore immenso che mi ha dato, per questo incontro determinante, ricco di senso e di meraviglia.
    C.

    • Ok…
      e dopo che ho finito di commuovermi leggendo questi bellissimo commento,ti rispondo e ti do del tu (ok sei una prof,ma non una mia prof…ihihih)
      Bellissimo quello che ti è successo.Sì,hai ragione,è raro trovare persone così adesso…e tu hai avuto la fortuna di trovarlo…e ti dico,magari avere una relazione sarebbe impossibile,ma rimanete amici,perchè perdere una persona così è un vero peccato…

  15. Pingback: Sorpresa nella sorpresa « vita da prof

  16. E’ una bella storia.
    Non credo voglia risposte.
    Le domande se le è già fatte, le risposte se le è già date.
    A tutti e due manca qualcosa, a tutti e due smebra di aver trovato qualcosa, almeno per qualche tempo.
    Magari si appannerà un po’, questa storia. E lui si chiederà come ha potuto e a lei spiacerà un po’ di più non aver potuto.
    Nel frattempo, tenersi per mano mentre si parla è un gesto grande, ed è pieno di fisicità e importanza. Ed esserci perché si vuole esserci, è già una scelta che va in una certa direzione. Non so quanto giusta.

  17. Condivido. Anche sull’ipotesi che possa appannarsi.
    Riguardo una cosa, tuttavia, dissento… Non sarà lui a domandarsi come ha potuto, poiché per lui rimarrà sempre la realizzazione di un sogno che sognano in tanti, senza poterlo realizzare. Per lui sarà sempre motivo di orgoglio l’avere ottenuto le attenzioni della donna che rappresenteva un ideale assoluto; e credo gliene deriverà un senso di grande sicurezza e la fiducia nelle proprie possibilità.
    Sarà lei, invece, credo, a domandarsi come ha potuto.
    Anzi, già se lo domanda, spessissimo.
    Si domanda quale forza assurda possa spingere oltre il limite del più banale buon senso.
    Se lo domanda e fa fatica a trovare risposta.

  18. Caro prof… Sono anche io in una situazione simile, da due anni ormai voglio un bene dell’anima alla mia insegnante di eco delle superiori,non sò più cm farglielo capire ci soffro tanto xke x me è davvero importante, forse lei pensa che mi passerà ma il mio bene è profondo e non passerà,.. La vostra è una bella storia d’amore continui a coltivarla, xke al contrario di quello che dicono tutti l’amore tra prof e alunno può esistere xke al cuore non si comanda! Chissà magari un gg anche il mio sogno si avvera..

  19. Interessante come sito…Che dire,la ragazza ha avuto un bel coraggio…ma è anke stata molto ingenua a farglielo sapere in tal modo…Io vivo piu o meno una situazione simile…mi sono innamorata profondamente di un prof ke ancora non ho dimenticato dopo 6 anni,e con cui ancora mantengo un ottimo rapporto…Ho confessato cio’che provavo dopo 5 anni,ma l’ho fatto in maniera totalmente diversa…Ogni sguardo,ogni parola è stata importante in questi anni…Ho sempre controllato per qnt mi fosse possibile i miei atteggiamenti,in modo da non lasciar mai trapelare piu del dovuto…Di certo non avrei scritto una canzone su un compito in classe.Domanda:ha mai pensato k la sua alunna possa controllare in internet se lei ha scritto qualcosa ke la riguarda?No xk,nel caso fosse,penso nn le farebbe molto piacere…Io cmq,non so come(suppongo x transfert) ho avuto relazioni con 2 prof durante la mia carriera scolastica(si è innamorata anke una prof e un altro prof,sposato)…Cmq le relazioni ke ho avuto non sono mai state un problema.Quando i sentimenti sono sinceri l’età non conta,e insieme,parlando, si possono superare i conflitti interni ke ovviamente genera una storia dove la differenza d’età si fa sentire,facendo emergere grandi rimorsi,a volte difficili da superare.Ma qnd i sentimenti sono sinceri anke questo genere di relazioni puo’ regalare tantissima gioia.Forse,la cosa piu’ difficile è accettare è l’aver soltanto la possibilità di donare non piu’ che il nascondimento,il silenzio,la paura.Dover accettare ke non è,x il mondo,una storia ke si puo’ definire “normale”.Ma,infondo,cos’è normalità? cos’è giusto e cos’è sbagliato?Non si puo’ che sceglierlo assieme,nel rispetto di entrambi…Credo però sia giusto,nei confronti dell’alunno innamorato,parlarne…Infondo non sta sbagliando…Magari sta ancora cercando un’identità definita.Magari l’ha trovata,e vuole iniziare a donare ciò ke ha di piu’ profondo e bello in lui:l’amore.

  20. Caro prof… Non sottovaluti tutto questo…. Io potrei benissimo immedesimarmi nella sua alunna, infatti vivo praticamente la stessa situazione….. Non è solo del fascino del prof che si è innamorata la ragazza…. È proprio lei che ama!!
    Io detesto quando si considera questa situazione come fa lei… Non è forse amore anche questo? Posso garantirle che questa non è una semplice cotta… Anzi, è qualcosa di molto profondo… Nel mio caso,almeno… Sono certa che la ragazza non fa altro che pensare a lei, sta per ore alla finestra nella speranza di vederla passare per caso, o stesa sul letto con la canzone dei lunapop che si ripete nelle orecchie… Che la notte la sogni…. E secondo me soffre tantissimo, piange… Guardi prof io credo che anche il fatto che lei chiami la sua alunna per cognome la fa star male… Sono piccole cose, ma sono importanti… Io quando vedo il mio prof sorridermi, chiamarmi per nome o con diminutivi, anche solo che mi guardi negli occhi… Io tocco il cielo con un dito…. E sapesse il cuore come batte, le gambe come tremano!! Ogni volta che lo vedo sorrido involontariamente.. E se ad esempio lui è assente mi sento morire tra le urla di gioia dei miei compagni. Mi sono iscritta ad un corso che non mi interessa affatto, solo perché lo tiene lui. E quando sono a piedi, e lui mi da un passaggio…. Wow quasi svengo….
    Come potrebbe questo non essere amore, ma semplice infatuazione? Come potrei io essere innamorata solo del ruolo del mio prof? Io sono davvero Felice quando sono con lui fuori dall’ambiente scolastico, più che in classe…
    E lui ha 50 anni, io 15…. E non posso farne a meno, già comincio a disperarmi per l’estate…. 3 mesi senza vederlo… Lui da quando ha iniziato ad intuire qualcosa è molto più gentile, dolce… Io non lo so cosa mi sta succedendo, vorrei tanto aver scelto un altro liceo… Ma anche sono contentissima di aver preso questo. La causa di entrambe le cose è lui…..

    Quindi, prof… Non sottovaluti quello che la ragazza prova per lei, è molto più forte di quello che sembra…. E non ferisca I suoi sentimenti…. Se ha rischiato di prendere 4 al compito vuol dire che è davvero forte quello che prova per lei…..

      • Lui era amico di mio padre quando era giovane, so dove abita, il suo numero di telefono…. Spesso abbiamo parlato da soli, di tante cose… conosco i suoi interessi, i suoi gusti, le sue opinioni su diversi argomenti…
        Più di una volta l’ho incontrato per strada e abbiamo passeggiato insieme, spesso mi ha accompagnato a casa quando era buio e non… e lui stesso mi ha detto durante una di queste passeggiate

        Quindi credo di conoscerlo abbastanza…..
        e di non essermi innamorata semplicemente perchè è il mio prof…. infatti all’inizio mi piaceva soltanto, è da quando mi ha dato il primo passaggio che ho cominciato a provare qualcosa di più.

        Proprio due giorni fa l’ho incontrato. Lui mi ha abbracciato per salutarmi… e ovviamente stavo collassando!!

  21. Caro Sore..devo dire che da quando è accaduto tutto ciò sono passati un po’ di anni! Com’è andata a finire? Questa allieva la cerca ancora? O era semplicemente un forte sentimento, spesso confuso con l’amore e non sapesse bene come gestirlo?…Anche io mi son trovata in situazioni in cui mi ero affezionata (allora innamorata) di un mio sore, e sono contenta che lui abbia reagito nel modo più conveniente alla situazione. Cioè mi è stato vicino quando ne avevo bisogno ma quando si andava oltre me lo faceva capire! Tutt’ora ci teniamo in contatto e abbiamo un buon rapporto…mi faccia sapere che sono curiosa 🙂 saluti

  22. Ho letto questi post, un po’ sorrido e un po’ mi si stringe il cuore. Amori che nascono tra i banchi e la cattedra: possibili o impossibili?
    Docenti e allievi: due mondi vicini ma lontani al contempo. No, non mi ergo a giudice degli altri, né penso che un sentimento che un adolescente prova per il suo insegnante sia da sottovalutare, da deridere, da bollare con il classico “passerà”.
    Avevo 29 anni, qualche anno fa, lui 20 all’ultimo anno di liceo. Lui sensibile, intelligente e maturo. Proveniente da un contesto familiare difficile, cresciuto in fretta.
    Qualcosa di inatteso e di imprevedibile. Un sentimento cresciuto giorno per giorno, in silenzio senza clamore.
    E’ la prima volta che trovo il coraggio di parlarne… Sì, sono una prof e ho provato qualcosa di simile all’amore per qualcuno che so ricambiava il mio affetto.
    Ma a questo non ero preparata, a questo proprio no… un sentimento mai rivelato, sbocciato nel cuore e interpretato attraverso gesti timidi e delicati, attraverso silenzi pieni di parole… mai palesatosi da nessuna delle due parti. Custodito gelosamente come un tesoro solo nostro.
    Delle volte ci sono occhi che quando si incrociano, si raccontano la vita in un secondo. E si scambiano emozioni che lasciano addosso un brivido leggero e un dolce fremito.
    Così simili, così vicini nell’indole e nei pensieri. Consapevoli entrambi che sentimenti come questi sanno dare tanto ma fanno soffrire altrettanto, perché ci si sente fragili e impotenti.
    E’ stata un’esperienza unica e irripetibile. Qualcosa che si ha la fortuna di provare una sola volta nella vita. Il senso dolceamaro di qualcosa di speciale ma fuggevole.
    Una sorpresa regalatami dal mio primo anno di insegnamento. E non inclusa nel contratto di assunzione.
    Ho vissuto una favola che non è stata scritta per me, sperimentando una forma di vicinanza inconsueta che, per quanto spirituale e mai fisica, è stata dirompente, totalizzante e sconvolgente. Spaventosamente forte come nessun’altra mai.
    Docente io, studente lui.
    Ruoli che non si possono ignorare, dimenticare o bypassare. Eravamo due ragazzi, è vero. Giovane anch’io. Ma comunque un alunno e una prof e questo è bastato per non andare oltre. Una cortina di ferro a separarci costantemente: la cattedra. Anche ad anno scolastico ormai concluso.
    Queste emozioni vanno vissute con la consapevolezza che la differenza di età, anche minima come nel mio caso, resta un baluardo che divide. Prima o poi avrà il suo peso. Un peso dettato da esperienze diverse, esigenze differenti. Io con le mie certezze e i miei punti fermi. Lui con un mondo da scoprire e un futuro tutto da scrivere. Libero di volare ad ali spiegate verso la costruzione di sé.
    Ancora oggi ci sentiamo, e anche a distanza di tempo ci legano ancora grande affetto e rispetto. Io mi sono sposata, lui è all’università.
    Ci separano solo nove anni ma erano, e sono, realmente “una vita”.

  23. Forse sto facendo un errore enorme, ma sento il bisogno di rivelare un segreto che tengo celato nel mio cuore da due anni ormai.
    Anch’io sono una prof, una prof di italiano. Pare che sia anche una bella donna (lo dicono gli altri) e questo mi ha portato tante volte a dover bloccare avances più o meno esplicite di miei allievi. Non nego che un complimento faccia piacere, ma non ci ho mai prestato attenzione anche perchè sappiamo che un ragazzo a 18/19 anni ama “fare il figo” davanti ai compagni.
    Tre anni fa vengo mandata in una scuola nuova con classi solo maschili. Le mie paure erano tante, soprattutto legate alla difficoltà di essere accettata e di riuscire a trasmettere qualcosa ai nuovi allievi. Paure dissoltesi nel giro di poche lezioni per fortuna.
    Non sapevo però cosa si nascondesse dietro l’angolo!!!
    Un giorno due ragazzi litigano e li chiamo alla cattedra, mentre metto una nota. In quel preciso istante succede qualcosa di totalmente irrazionale e inspiegabile: sento un fuoco divampare nel mio corpo e il cuore inizia a battere a mille! Premetto, a quel tempo avevo 34 anni, ero sposata (lo sono ancora) e mamma. Lui 19. Queste emozioni mi colgono di sorpresa e mi spaventano. Solo per mio marito avevo sentito uno sconvolgimento simile.
    La cosa migliore era soffocare tutto e far finta di niente e così ho fatto… Poi succede l’imprevedibile… leggiamo un brano in classe, i ragazzi sono chini sui banchi, io non resisto e quando lui non se ne accorge, lo osservo…nello stesso istante, come se lo avesse percepito, lui alza lo sguardo e incontra i miei occhi per alcuni interminabili secondi. A quel punto non servono parole, ormai ci siamo rivelati l’uno all’altra. Nel resto dell’anno scolastico abbiamo modo di parlare a lungo e nasce tra di noi una complicità speciale. Lui è il MIO allievo e io la SUA prof. Ogni tanto mi disegna un cuore spezzato su qualche compito, mette un fiore sul parabrezza, cerca di sfiorarmi se passo tra i banchi… tutto con una dolcezza che contrasta totalmente con il suo aspetto da bello e dannato. In quel periodo io vivo “sospesa”, consapevole dell’attrazione che nasce in me e dell’assoluta impossibilità di viverla. Poi la scuola finisce, devo solo dimenticare.
    E’a questo punto che lui si libera il cuore e mi confessa il forte sentimento che prova per me. E’puro nelle parole, ma sicuro come un uomo. Non vedo più i suoi 19 anni, vedo Lui, solo Lui.
    Viviamo per una volta la nostra grande passione, arriviamo alle stelle per una sera…
    poi però si ripiomba nella realtà: tra di noi non ci può essere niente…troppe differenze, troppe persone che possono soffrire… decidiamo di non vederci più! ci sentiamo per telefono per altri 10 mesi, ma è un dolore per entrambi. Così tronchiamo definitivamente. Abitiamo a 100 Km di distanza e non ci sono occasioni per incontrarci.
    Ho sofferto le pene dell’inferno, ma ho ristabilito un mio equilibrio. Passano altri 10 mesi.
    Poi un mese fa, Lui ripiomba nella mia vita, come un fulmine a ciel sereno. E’ fidanzato, ma racconta di non riuscire a cancellare ciò che ci ha unito, di avermi pensata sempre, di volermi stringere a sè…
    E io vivo una confusione totale, lo voglio allontare, ma lo sento parte di me…
    ditemi è normale? che fareste voi?

    • Cara collega, capisco bene il tuo sentire perché l’ho vissuto anch’io… perciò mi sento in dovere di replicare. Vorrei scuoterti per farti uscire da questo limbo di emozioni. Non voglio darti consigli, non ne hai bisogno. Credo che in fondo al tuo cuore tu sappia già che cosa sia giusto fare (o meglio non fare). Dici di essere moglie e madre: butteresti alle ortiche tutto ciò che hai costruito nella tua famiglia? Non credo…
      Dichiari che con Lui c’è un legame forte. Quasi viscerale. Tra voi c’è stato persino un coinvolgimento fisico (e qui hai sbagliato, permettimi di dirlo senza falsi moralismi, non avresti dovuto).
      Ma te la sentiresti di “affrontare il mondo” per stare con lui? Perché sappi che sarebbe una scelta difficile per entrambi, ma soprattutto per te.
      Come saranno le vostre vite insieme? Su quali basi potrà costruirsi un rapporto sereno e stabile? Non è un eufemismo ma davvero vivete su pianeti diversi: tu cercheresti delle sicurezze che lui non potrà darti. Anche se ora ti dice il contrario. E non perché sia un ragazzo falso o perché non ti voglia bene. Ma perché sarà la vita ad allontanarvi.
      Prova a immaginare te e lui tra qualche anno. Anche un grande amore è soggetto al logorio del tempo e della quotidianità. E bisogna essere forti entrambi per affrontare tutto.
      E’ più duraturo un sogno, credimi.
      Pensa alla tua vita, ai tuoi affetti più veri e alla tua missione di insegnante. Con quali occhi potrebbero guardarti i tuoi nuovi alunni?
      L’amore non deve far soffrire, e se così non è vuol dire che è sbagliato. Perché è sbagliata la persona, o soltanto il momento. Ma comunque è sbagliato, impossibile, forzato, proibito. Questo ho imparato dalla mia esperienza e prima si arriva a questa consapevolezza meglio è.
      Lo so che è difficile ma ciò che traspare dalle tue parole è uno stillicidio, un inutile tormento. Devi fare una scelta drastica e troncare.
      Se davvero gli vuoi bene devi lasciarlo libero perché potrebbe un giorno sentirsi incatenato. E poi come potresti perdonartelo?
      Potrai conservare il ricordo di quello che è stato, un bel ricordo magari. Ma sei ancora in tempo prima che diventi un errore.
      L’amore per tuo marito non era altrettanto grande? E ora com’è diventato? Sbiadito, appannato forse, ma ancora c’è. Altrimenti non staremmo qui a disquisire.
      Si è solo trasformato, devi solo ritrovarlo dentro di te.
      Ti abbraccio e ti auguro di cuore di ritrovare presto la serenità.

  24. Al termine dell’anno scolastico ho avuto una relazione con il mio alunno preferito, con quello che mi sfidava con lo sguardo, con il più ritroso, il più timido, il più grande amante che abbia mai avuto.A parte una fisicità imponente ed una dolcezza infinita, la sua pelle liscia e nera mi disorientava.Ho lasciato finire l’anno scolastico, mai avrei compromesso la mia professione….ci siamo cercati insieme…è venuto a casa mia, gli ho aperto la porta e mi ha baciata con una passione travolgente—abbiamo fatto l’amore ed ora ci vediamo sempre…ed ho una fottuta paura…la sua mente mi ha stanata!!!ma me la vivo…senza remore..avrò qulcosa da raccontare un giorno!!

  25. Credo di essere in ritardo di qualche annetto, ma ho intenzione di lasciare un commento su tutto quello che ho appena letto. Sono una studentessa di 19 anni, sto iniziando adesso l’università e questa è stata l’estate in cui mi sono dovuta separare dal mio insegnante di filosofia, del quale mi sono innamorata. Si, lo ammetto, mi trovo nella stessa situazione della signorina Albini, ma a differenza sua non ho mai avuto il coraggio di agire come ha agito lei e dichiararmi apertamente al mio professore. Lui, di 61 anni, mi ha trasmesso tanto interesse verso le sue materie, ma nei primi due anni nutrivo per lui soltanto una grande stima. E’ strano innamorarsi del proprio insegnante di filosofia. In fondo è stato proprio lui il primo ad introdurmi al concetto freudiano di desiderio e di pulsione sessuale, di come questi possano influire sul comportamento dell’uomo e di come egli cerchi di soddisfarli al fine di placarli, eppure, dentro di me, rimango ancora attaccata ad un’idea molto più vecchia di Freud: l’amore platonico, l’amore inteso come moto dell’animo che trascende la realtà sensibile, che trascende il suo lavoro, la sua età, le condizioni sociali. Un amore travolgente, senza dubbio. Non posso fare altro che aspettare di rivederlo, dato che ormai non è più il mio insegnante, ma intanto la memoria mi distrugge il cuore ripensando ai suoi sorrisi, alle sue attenzioni, alle sue parole e al suo modo di fare. Penso che se almeno una volta mi avesse trattata male sarebbe più facile dimenticarmi di lui. Ma non è mai successo. Non lo amo per il suo ruolo, né per il suo aspetto, lo amo per il suo modo di essere. In varie occasioni ho avuto la possibilità di parlargli, di avvicinarmi a lui un po’ di più, di cercare di capirlo e la cosa che mi strazia di più è il fatto di esserci riuscita, il fatto di aver stabilito una connessione, un rapporto che nessuno crede possibile tra due soggetti con tanti anni di differenza. Una volta mi ha suonato il pianoforte ed io quasi non riuscivo a trattenere le lacrime ascoltando quel pezzo struggente che parlava d’amore. Lui, impegnato sui tasti, non se ne accorgeva, mentre io volevo urlargli di smettere e dirgli che lo amavo. Ma non l’ho fatto. Non lo feci quella volta e non so se lo farò mai, nonostante la mia salute mentale ne risenta. Lui è ancora là, ad insegnare nel liceo classico dietro casa mia, potrei vederlo ogni giorno se volessi, ma ho deciso che non lo vedrò finché non sarò del tutto pronta per parlargli di nuovo. In fondo è sempre stato un uomo piuttosto brillante, deve pur’essersi accorto di qualcosa.

  26. Ho letto ogni singolo mrssaggio e mi si è stretto il cuore a vedere tanti docenti così divisi dai loro sentimenti.
    Ho 18 anni, faccio il 5 al classico. Sono una ragazza sveglia, molto più matura dei miei compagni, e di questo me ne rendo conto, e proprio per questo non ho molta empatia nei loro confronti.. sempre stata una ragazza ribelle, incompresa, dura. A fine 4 superiore è arrivato lui: giovane, cupo e misterioso.. non mio insegnante, ma viene a farci una supplenza. Iniziamo a parlare, siamo in sintonia, ci capiamo. Comincia così un periodo felicissimo, fatto di sguardi, di caffè presi insieme, di chiaccherate a fine gionata, di sorrisi. E poi la sua proposta, di uscire una sera, a bere una cosa assieme.
    Ma poi tutto cambia. Le voci girano, e lui si spaventa. Mi dice che ho capito male, che era tutto innocente, che mai ha pensato a nulla di più.
    Eppure io lo sentivo nei suoi sguardi, nei suoi sorrisi.
    Continuiamo a sentirci, e nulla cambia. Sembra proprio amore. E ora che fare?
    Cari professori, l’amore è una cosa seria. Da studenti, si può amare. Se ne vale la pena, perchè non rischiare?

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