Cara Bineri

Il mio orario somiglia un po’ al formaggio svizzero. Ho parecchi buchi, ore in cui non devo far lezione perché non fanno parte dell’orario di lavoro, ma lo gonfiano ben oltre il normale.
In teoria potrei studiare o correggere, ma dove? La sala prof è in perenne movimento e c’è sempre qualcuno che ha bisogno di me perché non sa usare il computer.
Oggi, però, pensavo di sfruttare uno dei due buchi per spiegare ad un gruppo di studenti di quarta come si usa un programma FTP. Ma non ho fatto i conti con la signora Caterina. Nella guardiola all’ingresso vigila come Argo. Sembra sonnecchiare con i ferri del lavoro a maglia ma e nulla le sfugge.
Entro a scuola, mi lascia passare e… mi colpisce alle spalle: «Professor Raganiniiii, ha una supplenza! Venga a firmare il registro».
Santa polenta! Possibile che chiedano sempre a me?
Possibile.
La vicepreside, professoressa Bineri, conferma. Ci sarebbe una supplenza alla seconda ora in terza A ITC.
Non tento nemmeno di rifiutare: come si può dir di no alla cara Bineri?

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