Mario e nebbia…

7,45 a.m. Uggiosa mattinata di nebbia. Ho guidato per le solite strade di campagna sforzando gli occhi miopi alla ricerca di qualche traccia di realtà oltre le tenebre e la grigia coltre.
Persino la scuola oggi si vede appena: un oscuro profilo evanescente che non so se raggiungere…
Infine entro e la fredda luce dei neon mi ammanta di tristezza.
In sala prof, seduto al solito angolo del tavolo, c’è soltanto Mario Signi. Si alza a notte fonda per poter essere qui primo fra tutti all’apertura della scuola. Corregge compiti martoriando di rosse ferite i poveri fogli.
Questa mattina gli va di parlare in ebraico e attacca con il suo berescit. Gli rispondo con il De profundis.
La sfiga è sempre la stessa, ma esprimerla in lingue diverse…
…non ci sarà d’aiuto.

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