filosofia e cedrata

Lunedì – 11,25 a.m. Quinta B. Consegno la verifica di filosofia. Non è andata male, il voto più basso è un 5½, ma è molto probabile che qualcuno abbia copiato: stessi errori, stessa costruzione del discorso, stessi fraintendimenti del testo.
Uno dei più probabili copiatori, Mazzola, che è così colto da pensare che il Tassoni sia l’inventore della cedrata, conferma le mie supposizioni con un’uscita polemica: «Professoreeee – dice con uno strascicato accento padano – perché ci ha fatto buttar via quindici euro per un libro che parla solo di due filosofi?».
I compagni gli gridano in coro: «Scemo! Scemo!». In effetti è un autogol clamoroso: dimostra di non aver letto il libro e di essersi accontentato di un’occhiata superficiale.
Mi amareggia però che ne faccia una questione di quantità
Paggi tenta di consolarmi: «Non si preoccupi, Professore, Mazzola apre la bocca soltanto quando non ha niente da dire». È vero, ma non mi fa star meglio. Possibile che, con tutta la mia fatica, la curiosità intellettuale non l’abbia nemmeno sfiorato?

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2 Pensieri su &Idquo;filosofia e cedrata

  1. La “sensibilità intellettuale” può sbocciare sin dalla gioventù, può presentersi con gli anni, o dare forfait per tutta la vità. Che dipenda dai geni? o forse da come siamo stati educati a interagire con il mondo?

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