Normalità

Un’ora qualsiasi di un giorno qualsiasi – Passo furtivo attraverso l’atrio della scuola. Vorrei essere invisibile, ma sono grosso come un elefante dopo una cura ricostituente.

Colpirà anche questa volta?

«Professor Raganiniiiiiiiiiiiiiiii». Ecco, il destino bussa alla porta. Indossa i panni della signora Caterina, la custode, che dalla sua guardiola, sta in agguato. Sembra lavorare a maglia, invece scruta le possibili vittime e io, che non ho ancora studiato tortuosi percorsi alternativi, non le sfuggo mai. Provo, esitante, a dire: «Sono presissimo. *asserò più tardi». Ma non c’è scampo, una volta afferrata la preda, non la mollerebbe per nulla al mondo, mi presenta un TIR di circolari, da quella sull’utilizzo didattico delle manguste albine a quella, con i termini scaduti il giorno prima, sulla possibilità di trasferimento con trattamento superlusso nella scuola italiana delle isole Seychelles.

Quando, stremato e madido di sudore, tiro un sospiro di sollievo, mi guarda con un sorriso al veleno e dice: «La vogliono urgentemente in segreteria». Mi aggrappo allo stipite della porta. Non mi aspettavo il colpo di coda.

Maledetto SuperIo! Devo andare.

In segreteria, alla mia domanda «Chi mi voleva?», sguardi di meraviglia, consultazioni, poi uno scrollar di spalle. Nessuno mi vuole, anzi nessuna mi vuole. Tutto rientra nella normalità.

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