Si parte

Sul luogo dell’appuntamento, gli alunni di Signi ci sono quasi tutti. I miei non ci sono, ma, pian piano, arrivano, accompagnati dai genitori

Il padre di Arcuri è in ansia come se il figlio dovesse andare a vivere per tre anni e senza risorse in una foresta pluviale o come se dovesse partire con l’Enterprise per un viaggio interstellare. Si agita, fa mille raccomandazioni e prende l’iniziativa di raccogliere soldi per cambiarli in lire maltesi, caso mai a Malta non si trovassero… Ma si decide soltanto al momento di superare i controlli della polizia e trattiene disperatamente un buon numero di studenti per provvedere al cambio delle valute. Sembra pensare che senza il suo prezioso aiuto non sapremmo come fare e contratta convulsamente con l’addetto allo sportello per quella che, sono sicuro, si rivelerà la peggiore operazione di cambio di tutto il viaggio. Vorrei essere Zeus solo per incenerirlo, ma forse sarebbe meglio passarlo alla graticola come san Lorenzo.

Superati i controlli aspettiamo con ansia la partenza. Sul tabellone il nostro volo viene rinviato di ora in ora: pare ci sia una manifestazione a Malta. Languiamo sulle poltroncine, prigionieri dell’aeroporto. Un maltese in attesa abborda me e Mario, si mette a parlare in inglese delle bellezze della sua patria e traccia percorsi sulla cartina che abbiamo in dotazione. Seguo faticosamente il dialetto barbarico cui non sono avvezzo. Poi, mentre Mario va ai servizi (non sa resistere a lungo lontano), il maltese mi mostra, ammiccando, una via sulla cartina e, in perfetto italiano, aggiunge: «Qui trovi le puttane!». Mi si legge dunque in faccia che scopo poco o sembro uno che non sa star senza? Gli rispondo che non ne avrò bisogno e se ne va sconsolato, come se il suo unico vero obiettivo fosse stato quello di procurar clienti alle mignotte del suo paese; che ne abbia qualcuna in famiglia?
un aereo Air Malta in volo

Intanto l’attesa continua. L’Air Malta ci offre la cena in un self service. Mentre mangiamo Mario sostiene che lo aveva previsto, che se una cosa può andar male si può star sicuri che andrà peggio ed esprime il suo rimpianto per il buon tempo andato, quello del Kaiser, con lui certe cose non sarebbero successe. Poi, guardandosi intorno, insulta in tutte le lingue i rumorosi cinesi che affollano il locale, trattando i figli di una plurimillenaria civiltà come se fossero i peggiori dei barbari.

Dopo cena, per ingannare l’attesa, mi attacco ad un computer predisposto dalla Telecom per navigare in internet usando una scheda telefonica. Il monitor è andato e cambia colore, la tastiera è peggio, ma, piuttosto che niente, invio qualche e-mail e scrivo queste righe.

A un certo punto ci annunciano che, probabilmente passeremo la nostra prima notte “maltese” in un albergo nei dintorni dell’aeroporto, invece l’aereo arriva e, poco prima di mezzanotte possiamo partire.

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