vita da prof

14 Marzo 2008

Volo soppresso

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 7:34 pm

La quinta doveva tornare ieri dal viaggio a Barcellona. Oggi mi aspettavo di trovarli tutti in classe. Volevo discutere un po’ del lavoro che stiamo preparando per un concorso: non va come vorrei.

Non ci sono. Il volo è stato soppresso. Torneranno in pullman ed arriveranno sabato sera.

Voci di corridoio:

  • una collega è stata scippata
  • parecchi studenti si sono ubriacati
  • Zampara… spero di aver capito male

Qualcuno tornerà a sostenere un’esigenza imperativa: scegliere chi merita ed escludere chi non merita.
Forse basterebbe non cadere nelle trappole che gli studenti ci preparano. Facciamo noi le proposte, invece di aspettare ed accogliere le loro.
Bellissima Barcellona, ma nell’immaginario degli studenti è un luogo di sesso e divertimento.
Perché non proporre mete che non lascino spazio all’equivoco.

Sagrada Familia a Barcellona

5 Novembre 2006

Arrivederci, Malta

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 9:43 am

il porto naturale di La Valletta in un acquerello di Mario

Torneremo, spero

il grande porto naturale di Malta

3 Novembre 2006

Provaci ancora Sam!

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 8:56 pm

Sono molto compiaciuto: gli studenti mi tengono in grande considerazione e vengono a chiedermi consigli di ogni genere: dove fare acquisti, che regali portare alla mamma, dove comperare le schede telefoniche, dove cambiare i soldi, come convincere la famiglia che li ospita a lasciar loro la possibilità di cucinare…
Arcuri, in particolare, mi continua a chiedere consigli su come conquistare una ragazza. Pare stia puntando una splendida e statuaria bionda della quarta C.
Io, che sono sempre stato una frana, peggio del Woody Allen di “Provaci ancora Sam”, mi riempio di orgoglio e offro generosamente i miei preziosi consigli: «Devi ascoltarla; devi essere gentile; se ti riesce, falla ridere; tenta un gesto romantico…».
Arcuri sembra entusiasta, mi ringrazia molto e si avvia compiaciuto verso la bella che voluttuosamente succhia un calippo. La guarda e, con voce roca, dice: «Butta via! Ce l’ho qua io il calippo giusto per te!». Dopo dieci minuti passeggiano abbracciati.
Dove ho sbagliato nella mia vita?
i miei studenti in un momento di relax

2 Novembre 2006

A Malta

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 7:05 pm

L’aeroporto di Luqa
ore 2,30 a.m. circa, arriviamo all’aeroporto maltese di Luqa. Ci attendono assonnatissimi il direttore della scuola maltese e un gruppo di autisti di veicoli a 9 posti.
Tutti gli studenti vengono accompagnati alle abitazioni delle famiglie che li ospitano.
Alle 3,00 a.m. noi prof siamo al Marina Hotel. A Mario Signi assegnano la stanza 701, suite imperiale con maggiordomo in livrea ed ogni comfort, a me tocca la stanza 710. A volte basta la posizione di un numero per cambiare orribilmente il destino. La 710 è un minuscolo loculo, stile incubo giapponese, non c’è il lumino, ma solo un filino di neon con la scritta “quia pulvis es et in pulverem reverteris” alternata ad un ancor più esplicito “ricordati fratello che devi morire”. Sul minuscolo comodino c’è anche un vasetto con dei fiori finti. Non so se intonare il De profundis o toccarmi le palle, poi, data l’ora, opto per la seconda ipotesi, ci do anche una bella grattatina e cado in un sonno profondo come… la morte.

31 Ottobre 2006

Si parte

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 8:52 pm

Sul luogo dell’appuntamento, gli alunni di Signi ci sono quasi tutti. I miei non ci sono, ma, pian piano, arrivano, accompagnati dai genitori

Il padre di Arcuri è in ansia come se il figlio dovesse andare a vivere per tre anni e senza risorse in una foresta pluviale o come se dovesse partire con l’Enterprise per un viaggio interstellare. Si agita, fa mille raccomandazioni e prende l’iniziativa di raccogliere soldi per cambiarli in lire maltesi, caso mai a Malta non si trovassero… Ma si decide soltanto al momento di superare i controlli della polizia e trattiene disperatamente un buon numero di studenti per provvedere al cambio delle valute. Sembra pensare che senza il suo prezioso aiuto non sapremmo come fare e contratta convulsamente con l’addetto allo sportello per quella che, sono sicuro, si rivelerà la peggiore operazione di cambio di tutto il viaggio. Vorrei essere Zeus solo per incenerirlo, ma forse sarebbe meglio passarlo alla graticola come san Lorenzo.

Superati i controlli aspettiamo con ansia la partenza. Sul tabellone il nostro volo viene rinviato di ora in ora: pare ci sia una manifestazione a Malta. Languiamo sulle poltroncine, prigionieri dell’aeroporto. Un maltese in attesa abborda me e Mario, si mette a parlare in inglese delle bellezze della sua patria e traccia percorsi sulla cartina che abbiamo in dotazione. Seguo faticosamente il dialetto barbarico cui non sono avvezzo. Poi, mentre Mario va ai servizi (non sa resistere a lungo lontano), il maltese mi mostra, ammiccando, una via sulla cartina e, in perfetto italiano, aggiunge: «Qui trovi le puttane!». «Minchia! – penso – Mi si legge in faccia che scopo poco o sembro uno che non sa star senza?». Gli rispondo che non ne avrò bisogno e se ne va sconsolato, come se il suo unico vero obiettivo fosse stato quello di procurar clienti alle mignotte del suo paese; che ne abbia qualcuna in famiglia?
un aereo Air Malta in volo

Intanto l’attesa continua. L’Air Malta ci offre la cena in un self service. Mentre mangiamo Mario sostiene che lo aveva previsto, che se una cosa può andar male si può star sicuri che andrà peggio ed esprime il suo rimpianto per il buon tempo andato, quello del Kaiser, con lui certe cose non sarebbero successe. Poi, guardandosi intorno, insulta in tutte le lingue i rumorosi cinesi che affollano il locale, trattando i figli di una plurimillenaria civiltà come se fossero i peggiori dei barbari.

Dopo cena, per ingannare l’attesa, mi attacco ad un computer predisposto dalla Telecom per navigare in internet usando una scheda telefonica. Il monitor è andato e cambia colore, la tastiera è peggio, ma, piuttosto che niente, invio qualche e-mail e scrivo queste righe.

A un certo punto ci annunciano che, probabilmente passeremo la nostra prima notte “maltese” in un albergo nei dintorni dell’aeroporto, invece l’aereo arriva e, poco prima di mezzanotte possiamo partire.

29 Ottobre 2006

professori in vacanza?

Archiviato in: viaggi di istruzione... — vitadaprof @ 6:50 pm

Dobbiamo partire per Malta, io e Mario Signi, con due classi: la quarta B e la quarta C. I colleghi sfottono, quelli che non hanno tentato in tutti i modi di impedircelo. Qualcuno, già lo scorso anno, è persino andato dal Preside per denunciare che Raganini vuole farsi le vacanze a spese della scuola. Già, perché andarsene a spasso con gli studenti sembra essere il massimo della goduria: le agenzie propongono l’esperienza a prezzi altissimi ai turisti di tutto il mondo. Tempra più che fare il militare. Non a caso, durante lo stage in Irlanda, qualche anno fa due signori dublinesi ci avevano detto: «You are two warriors!». Puntavano la collega, ma l’espressione non sembrava rientrare nel comune repertorio delle galanterie. Quest’anno il problema era incarnato dalla professoressa Paoli, che pare avere il mondo intero in gran dispitto, come se fossimo il suo inferno. Voleva, presumo, esser sicura che nessuno facesse il bagno in mare e avanzava motivazioni pseudodidattiche del tipo che, andando a fine ottobre – inizio di novembre, avremmo spezzato il quadrimestre, con gravi conseguenze sull’apprendimento della consecutio temporum. Voleva che andassimo all’inizio di febbraio. Ma, a parte il fatto che, con certe colleghe, i ragazzi hanno un bisogno vitale, assoluto, di spezzare il quadrimestre per non cedere alla tentazione di spezzare la professoressa, una simile pretesa suonava proprio come una cieca ed indiscriminata condanna di tutto ciò che può esser piacevole: la scuola dev’esser sofferenza, se no, che scuola è?
Alla fine qualcuno ha proposto, per non spezzare il quadrimestre, di anticipare a fine settembre – inizio ottobre. Non ci sono state altre obiezioni possibili. La Paoli sembra persino abbronzata per la rabbia. Me la farà pagare, prima o poi. E i colleghi sfottono… Pare che andiamo a spassarcela al mare come due scapoli impenitenti a caccia di facili prede. Già, giusto due scapoli, con quaranta figli: ci siamo dati un gran da fare, per dar lavoro alla categoria.
E poi, mi chiedo, se i colleghi pensano che andiamo a spassarcela, perché i più cercano in ogni modo di evitare anche soltanto il rischio che tocchi a loro? Non è molto difficile organizzare un viaggio all’estero per una classe di liceo. I ragazzi non chiedono di meglio, eppure devono estenuarsi in faticose ricerche e trattative per trovare o, più spesso, non trovare un insegnante accompagnatore. Ad ogni modo sto al gioco e decanto le meraviglie turistiche di Malta e la bellezza delle sue donne. Anzi esagero sottolineando che abbiamo organizzato le cose in modo da avere moltissimo tempo libero (che almeno mi invidino). Manderò una cartolina ultraturistica con spiagge ed ombrelloni, magari con una pettoruta bellezza in primo piano. E cercherò di tornare abbronzato!

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