La moda della magia non passa. Anzi, c’è stato un salto di qualità.
Non sono per niente tranquillo ed ho esitato prima di scrivere queste cose, ma occorre pure sollevare il velo di mistero e di omertà che le circonda.
Alcuni giorni or sono, in un angolo nascosto della scuola, ho visto di nuovo uno studente, lo stesso che già avevo notato un’altra volta, mentre tentava un rito magico ai danni di una collega.
Aveva un piccolo braciere in cui gettava sostanze odorose e, intanto, con enfasi, pronunciava formule latine che avrebbero intimorito Apuleio, espressioni magiche greche che andavano oltre il Corpus Hermeticum, maledizioni cabalistiche che avrebbero spaventato Pico della Mirandola. Infine, presa una fotografia della collega (a questo serve dunque il nostro sito internet?) l’ha gettata nel fuoco e, invasato dall’odio, ha continuato nella lingua natia:
Che ti venga un’influenza
o un attacco di demenza.
Che tu abbia un incidente
col tu’ figlio deficiente.
Che si intoppi la tu’ fogna
e ti venga anche la rogna.
Che tu puzzi maiale
che tu vada all’ospedale…
Ti cavassero anche gli occhi
e dopo averteli cavati
ti spezzassero i ginocchi,
perché s’erano sbagliati.
Io vorrei che tu cascassi
e che ti facessi male
E, ravvivando le fiamme…
Se il mio rito non procede,
ti si ammali almeno un piede.
Non potrà capitare un’altra volta, mi son detto, ma il giorno dopo, mentre tentavo un lavoro di manutenzione sul balcone di casa, sono caduto di sotto. Per fortuna sto soltanto al primo piano, ma un piede mi fa veramente male.
E la collega? Gode di ottima salute. Quale innaturale potenza la protegge?