vita da prof

9 Maggio 2008

Il documento del consiglio di classe e l’antilingua

Archiviato in: consigli di classe, generale — vitadaprof @ 12:05 am

I riti fan parte della vita. Anche la scuola ha le sue liturgie e la sua (anti)lingua sacra.
Come ogni anno, dobbiamo preparare il documento del consiglio di classe per l’esame di stato.

art. 5, comma 2, del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323:
“(…) i consigli di classe, entro il 15 maggio, elaborano per la commissione d’esame un apposito documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi ed i tempi del percorso formativo, nonché i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti.”

Il preside spera di dare a tutti i documenti lo stesso aspetto. Per questo ha proposto un modello e i coordinatori, pazienti lavoratori, lo hanno compilato. Poi, riunione del consiglio di classe per discutere la bozza.

C’è la solita divisione della classe in tre gruppi:

Un primo gruppo è formato da studenti di buone capacità (in alcuni casi anche ottime) che hanno raggiunto un livello di conoscenze, di competenze e di rielaborazione personale in generale più che soddisfacente

Riuscite ad immaginare gli altri gruppi?
La commissione d’esame ci sarà profondamente grata per queste preziose indicazioni. (continua…)

4 Marzo 2008

presiede Maria Chioccia

Archiviato in: Colleghe, consigli di classe — vitadaprof @ 12:05 am

Altro pomeriggio di consigli di classe distribuiti in modo da tenermi a scuola fino a tardi per far soltanto due riunioni.
Per fortuna presiede Maria Chioccia. Ha un dono raro: rende semplici le cose complesse e sopportabili quelle noiose.

26 Febbraio 2008

Presiede la professoressa Pvati

Archiviato in: Colleghe, consigli di classe — vitadaprof @ 7:55 pm

Poche cose sono più noiose di un pomeriggio di consigli di classe prima riservati ai prof e poi aperti ai genitori.
Si comincia con la quinta. Presiede la professoressa Pvati. Ha un obiettivo chiavo in mente: far appvovave una sevie di uscite, confevenze, dibattiti di fisica che bastevebbevo per un intevo covso univevsitavio. Pavla, pavla, pavla. Dice: «Non pvetendo un sì. Potete anche divmi di no» e intanto pavla, pavla, pavla finché, puvché taccia, votiamo quel che vuole.
Poi vuole ridurre le ore di corso di recupero delle altve materie a vantaggio di matematica e pavla, pavla, pavla. Come sarà andata a finire?
Il resto passa in una ritualità senza danni.

23 Gennaio 2008

Chi vuol esser membro interno?

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 3:39 pm

Chi vuol esser membro interno?
Una volta ce n’era uno solo ed era un’incomoda incombenza che volentieri si scansava.
Oggi devono essere tre e, tra i pochi in forse, è uno strano gioco di reticenze. Chi ci tiene non osa dirlo, chi vorrebbe evitare l’incarico si dichiara disponibile.
Signi deve aver capito qualcosa e procede con gesuitica diplomazia.
Io ho già brutalmente scoraggiato la professoressa Pvati. Forse, non chiedeva di meglio, ma, lo so, farà pesare la rinuncia.
Qualcuno accenna ai possibili desideri del preside (guarda dove si annida il servilismo).
Alla fine tutto va per il meglio: gli studenti avranno Cantalupi e Cantalupi avrà i suoi studenti.
Se ti dai un po’ da fare, la c’è la provvidenza!

23 Novembre 2007

nel West

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 4:37 pm

Consigli di classe. La scuola non ha un servizio mensa, ma mi sono attrezzato. Piatti, bicchieri e posate di plastica, scatolette e anche un po’ di vino.
Mario Signi gusta il pantagruelico panino che gli ha preparato la moglie. Mi guarda fisso e dice:«Professore, con la puzza delle sue scatolette da hard discount, sta ammorbando l’aria di questo austero e vetusto edificio».
Gli rispondo che qui l’unica cosa vetusta è lui.
Sembra non capire, ma dopo un po’ commenta: «Se fossimo nel West, lei rantolerebbe già nella polvere».
«Dati i suoi tempi di reazione, caro prof, penso proprio di no» è la risposta.
Ce la godiamo così e vorremmo continuare il giochino, ma il tempo è tiranno. Il consiglio deve cominciare.

25 Ottobre 2007

cambiare posto

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 5:12 pm

Consiglio di classe. Ho accolto la raccomandazione del preside e mi faccio trovare seduto ad un banco. Non sono schierato dal lato della cattedra, ma ho il registro davanti a me e sto scrivendo il verbale della riunione.
Quando però si arriva al momento delle elezioni dei rappresentanti di classe, capisco di essermi mimetizzato fin troppo. Una mamma mi apostrofa decisa: «Si faccia avanti, si candidi. È il suo momento. Non penserete mica che tocchi sempre alle mamme».
Non sto a spiegarle, mi limito ad un «Vede, signora, io proprio non posso candidarmi…»
A me capita di non riconoscere qualche mamma o qualche papà. Così mi consola molto che sia bastato cambiare posto per non essere riconosciuto da una madre nonostante sia l’insegnante dei suoi due figli.

23 Ottobre 2007

circolare sui consigli di classe

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 4:04 pm

Circolare del preside sui consigli di classe aperti ai genitori. Scrive:

Chiedo ai colleghi di evitare, nel confronto con i genitori, filippiche e lamentazioni fini a se stesse che, in una certa misura, potrebbero ripetersi pari pari per tutte le classi d’Italia e forse del mondo (sono immaturi, superficiali, non studiano, tendono a non fare i compiti o li copiano fuori dalla scuola, sono villani, si comportano male, ecc.).
I genitori non sono qui per sentire gli sfoghi dei docenti (che purtroppo danno loro la sensazione che noi abbiamo perso il controllo della situazione), ma per sapere come la scuola intende gestire i loro figli.
Pertanto, nulla e nessuno vieta di segnalare i problemi: purché per ciascuno di essi venga anche illustrata la soluzione adottata dal consiglio o dal singolo docente.

Concordo. Sono discorsi fastidiosi anche per me. Non sopporto nemmeno il classico: «La classe può essere divisa in tre gruppi…» e i tre gruppi, guarda il caso sono i secchioni, la via di mezzo e i lavativi. Bella scoperta!

Il preside poi continua la sua circolare e scrive:

È bene non riprodurre nell’aula una situazione di tipo frontale (i docenti dalla parte della cattedra; i genitori nei banchi): perché materializza fisicamente una contrapposizione. Bisogna invece mescolarsi, facendosi trovare già sparsi nei banchi, per trasmettere invece l’idea che tutti stiamo lavorando (si spera sempre) nella stessa identica direzione. L’audio da “mono” diventa “surround”. Sembrano stupidate, ma non lo sono.

Piace l’idea. Proviamo a disperderci nell’aula. I genitori, quando arrivano, si concentrano tutti i un angolo e… silenzio. Finalmente parla la coordinatrice di classe. Il mondo riprende il suo corso.

29 Settembre 2007

La professoressa Chioccia e Froli

Archiviato in: Colleghe, consigli di classe, studenti — vitadaprof @ 2:00 pm

La professoressa Maria Chioccia è quasi sempre materna e protettiva. Potrebbe essere altrimenti?
Eppure questa volta è esasperata.
In consiglio di classe si sfoga insultando pesantemente il povero Froli. Non lo farebbe mai se fosse presente. Lo richiamerebbe duramente come una mamma può fare e lo spronerebbe a lavorare meglio.
Ma qui è un’altra cosa. Sfogarsi un po’ l’aiuterà ad aver pazienza in classe.
Sostiene che Froli deve aver passato le vacanze estive in un paese in cui la logica non vale. Oppure deve aver avuto una qualche strana malattia. Possibile che all’improvviso faccia discorsi del tutto incoerenti e senza il minimo nesso logico?
Che dire? Per me è uno studente nuovo. Lo confondo ancora con gli altri. Però sono molto preoccupato.

12 Giugno 2007

Scrutini

Archiviato in: consigli di classe, generale — vitadaprof @ 7:23 am

Il buon Sigmund Freud nel 1907, in Comportamenti ossessivi e pratiche religiose, notava che negli ossessivi sono frequenti i rituali ed i cerimoniali e ne deduceva che la religione, caratterizzata com’è da riti, può essere considerata una nevrosi ossessiva universale.
Se i riti son segno di nevrosi, la nostra dev’essere proprio una società nevrotica. I riti televisivi e quelli sportivi non sembrano avere anche il fine di dare sfogo a pulsioni e ad emozioni profonde?

E la scuola?
Anche la scuola ha i suoi riti ed i suoi cerimoniali.
Proprio in questi giorni celebriamo, senza troppa enfasi, ma con regole precise, il rito degli scrutini.
Si tratta di una ritualità misterica, celebrata lontano dai profani. Il segreto è la regola fondamentale. Nulla trapeli di quanto detto. Soltanto la decisione finale sia, infine, resa nota.
In realtà il segreto non è poi tanto ben costudito, ma non sarò io a dirvi che cosa è accaduto. Anche se pare ci sia stato un intervento diretto di san Giuseppe da Copertino in alleanza con santa Rita: quanti miracolati!

28 Marzo 2007

Giudizi per gli esami

Archiviato in: Colleghe, Colleghi, Esami, consigli di classe — vitadaprof @ 1:10 pm

Esami con la commissione mista quest’anno: tre prof della scuola, tre esterni, un presidente.
Per l’occasione, il ministro Fioroni ci impone di scrivere un giudizio per ogni studente ammesso agli esami.
La nostra scuola è di qualità… ISO 9001: modulistica e procedure standardizzate. Inevitabile l’invito della vicepreside: «Riunione di tutti i docenti delle quinte. Dobbiamo trovare uno schema comune per i giudizi». (continua…)

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