Passano i minuti. Cominciamo a temere uno scherzo: imprudente, prima degli scrutini!
Appuntamento per le 20,30, «puntuali» avevano detto. Pizzeria sul Naviglio.
Aspettiamo da un po’. Sono arrivato con Cantalupi. Signi e l’opulenta professoressa Remo c’erano già. Poi vediamo anche le professoresse Pvati e Battaglia, eleganti e sorridenti.
Si parla di scuola, dei giudizi di ammissione preparati nel pomeriggio, delle prossime riunioni, degli esami, del commissario di filosofia che, ahimè, tutti conoscono…
E gli alunni? Che sia una burla?
Finalmente, verso le 21,00, arriva un gruppetto di quattro. Le fanciulle esibiscono ingenue trasparenze che i visi ancora un po’ infantili rendono poco credibili.
«E gli altri?»
«Fanno fatica a posteggiare»
21,40: ormai ci sono quasi tutti. Eccoci al nostro tavolo in riva al Naviglio.
I camerieri, ultratecnologici e professionali, registrano le ordinazioni nel turbinare dei flash. Finiranno anche loro tra i ricordi della scuola. (continua…)
