vita da prof

20 Luglio 2008

Brunetta e gli statali

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 12:06 am

Giornate piene (di guai) queste ultime. Non ho avuto tempo per TV e giornali.
Mi trovo tra le mani la Gazzetta di Parma del 18 luglio. Titolo a pagina 3: Brunetta e la svolta anti-assenteisti.
I giornali semplificano. Spesso sono imprecisi. Però su una questione di questa portata forse non inventano.

Obbligo della visita fiscale anche per un giorno di malattia

Trovo sia offensivo e sciocco.
Offensivo perché questi signori, duri critici della magistratura, alimentano allegramente la cultura del sospetto nei confronti dei pubblici dipendenti: lo statale è considerato, a priori, come un furbo approfittatore. E la presunzione di innocenza? Vale solo per il capo del governo?
Sciocco perché le visite fiscali hanno un costo elevato ed utilizzarle senza discernimento aggraverà i conti pubblici.

Per i primi dieci giorni di assenza per malattia , sarà corrisposto al dipendente il solo stipendio base, con l’esclusione di ogni altra indennità. (…) in media il 25-30% della busta paga complessiva.

Ma come, si parla continuamente di teorema dei giudici contro il capo del governo e poi si puniscono milioni di lavoratori come se fossero tutti dei parassiti dannosi per la collettività. Bell’esempio di coerenza. Si vogliono sospendere i processi per decine di migliaia di imputati di reati importanti e poi, così, come se nulla fosse si trattano oneste persone come fossero squallidi imbroglioni.

Quest’anno ho fatto tre giorni di malattia: avevo la febbre. Il medico voleva darmene cinque. Tra i miei colleghi molti non han fatto neppure un giorno di assenza. Ma se ci ammalassimo seriamente?
Brunetta non è mai stato malato? E Berlusconi?
Già, loro potrebbero permettersi una decurtazione della retribuzione.

7 Commenti »

  1. sono basita…
    se fossi un topo d’albergo sarei trattata meglio mi sa…
    condivido appieno
    merins

    Commento di merins — 20 Luglio 2008 @ 9:32 am

  2. Non ho sotto gli occhi il “provvedimento”. Che l’assenteismo sia una piaga non c’è dubbio, ma mi pare che la decurtazione per i primi 10 gg di malattia sia un modo per punire. Sfugge la ratio giuridica. Mah!

    Commento di melchisedec — 20 Luglio 2008 @ 10:41 am

  3. La decurtazione dello stipendio serve semplicemente a pagare da sé la visita fiscale.
    L’orario di reperibilità poi è stato esteso - ai soli dipendenti pubblici - dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20.
    Ecco la cosiddetta mappa dell’assenteismo, cosiddetta appunto ché anche l’assenza per maternità qui è considerata assenteismo e non sono considerate modalità diverse di “presenza” sul lavoro, a esempio nelle università:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2008/07/18/pop_assenteismo.shtml
    Ben ci sta a noi insegnanti fannulloni.
    Un saluto

    Commento di renata — 20 Luglio 2008 @ 11:02 am

  4. Ricordate il celebre libro di Jacobson e Rosenthal Pigmalione in classe?
    Se si trattano i dipendenti pubblici da fannulloni, saranno portati ad esserlo davvero.

    Commento di vitadaprof — 20 Luglio 2008 @ 9:10 pm

  5. In effetti! Visto che vengo considerato in quanto dipendente pubblico un “fannullone”, allora tanto vale comportarsi come tale. Quindi se dovrò stare in malattia per 10 giorni, e visto che mi diminuiranno lo stipendio, allora tanto vale prolungare la malattia per altri 10 giorni. Così potrò farmi 20 giorni a casa al “costo” di 10! Certo, saranno tipo arresti domiciliari. Ma almeno potrò dedicarmi, passata la malattia, alla lettura e altro…

    Commento di Luciano — 21 Luglio 2008 @ 12:14 am

  6. Perche si parla di tagli al personale della scuola, quando io non riesco più a vivere con lo stipendio.
    Sono un ATA, e per arranciarmi vado a lavorare quando capita anche di notte nei ristoranti, stanco e malpagato. Ingoio giornalmente dei bocconi amari che digerisco perche mi tornato sempre in mente i miei figli da mantenere.
    Sento dire che va licenziato chi cerca di fare il secondo lavoro. Aumentateci gli stipendi, io vorrei vivere e godermi la mia famiglia, invece di campare tra mille pensieri e stenti.
    Nel mio palazzo vivono un lavoratore forestale e un proprietario terriero.
    Ricevono soldi dallo stato senza limiti, disoccupazione, malattia, siccità, compensazioni, etc. etc.
    Tutti si accaniscono su noi lavoratori della scuola. Molti hanno esagerato nell’abusare delle leggi, ma c’è una parte di lavoratori come me che ringrazia Dio di quel poco che ha, che va ha lavorare con la febbre, col mal di testa, e vive con mille euro al mese, e cerca di portare a casa qualche altra cosa facento degli extra, che ora non potra più fare visto che rischia il licenziamento.
    Sono daccordo sulla lotta agli eccessi del pubblico impiego, ma permetteteci di poterci arranciare, perche con lo stipendio percepito si paga solo l’affitto. Caro Brunetta potrei portare i miei figli a mangiare a casa sua.

    Commento di leo — 23 Luglio 2008 @ 12:55 pm

  7. Io so solo che mi stanno soffocando l’ultima speranza.
    Al quarto anno di Giurisprudenza, senza alcun’intenzione di impelagarsi in una professione forense,la prospettiva di poter insegnare Diritto ed Economia politica a scuola è qualcosa che da fiato per andare avanti, credetemi.
    Non sempre si sceglie la facoltà giusta e, soprattutto, non sempre ci si accorge in tempo di avere sbagliato.
    Non vi tedio ulteriormente con le mie lamentele. La chiudo qui. Era solo la necessaria introduzione alla richiesta di un consiglio: cosa faccio ora?
    ps bellissimo blog, prof!

    Commento di Stefano — 1 Settembre 2008 @ 11:16 pm

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.