Giornata di riposo: ci voleva. Lunga passeggiata in cerca di funghi. Si parte presto e ci tocca anche un po’ di pioggia. Piedi bagnati per tutto il giorno.
Si cammina col fiatone ed il passo pesante per luoghi dai nomi esotici: i Faié, i Capé, la Quarta, al Servlen, la Maestà, la Pola ad la sia Tugnona, Barcon, la valàa di Urson.
La fatica fisica è quasi piacevole. Quando è tempo, ci si ferma a mangiare un boccone con un bicchier di vino e tanta acqua di sorgente. Poi si riparte, tra i cavalli al pascolo.
Funghi niente. Ma c’è un giglio croceo. Mi incanta: lo contemplo come un dono raro di bellezza. Poi un altro e un altro e… mai visti tanti in una giornata: 18.
L’ultimo premia la mia ammirata devozione: a un metro di distanza, quando ormai non ci pensi più, ecco un porcino solitario tra le foglie. Almeno uno lo abbiamo trovato. Per il resto qualche porcinello nero e tante russule sfuggite alle bastonate degli sciocchi.
A casa, con un po’ di malvasia…