Un sabato libero. Ne ricordo tanto pochi: è un avvenimento speciale. E c’è subito da far la spesa.
Non voglio perdermi in un grande supermercato. Il discount vicino a casa andrà benone. Magari risparmio anche qualcosa.
Cerco tra gli scaffali un po’ troppo vicini. Le signore davanti a me si bloccano appaiate nell’unico passaggio senza alternative: tutti fermi.
Una, stile “dietro liceo, davanti museo”, mi sorride. Contraccambio con un sorriso di cortesia, stile “sono gentile, ma non farti strane idee”. Poi si sbloccano e posso continuare la spesa.
Mentre guardo tra i salami, dagli altoparlanti del negozio la voce di Celentano:
È inutile suonare qui non ti aprirà nessuno
il mondo l’abbiam chiuso fuori
con il suo casino
Una bugia coi tuoi
il frigo pieno e poi
un calcio alla tivù
solo io solo tu
L’addetta al banco si mette a cantare e sistema le mozzarelle con più entusiasmo. Il suo collega fa eco dalla corsia della pasta. Cantano anche i clienti, il vigilante nero, la zingarella alla porta d’ingresso, le cassiere, tra i bip dello scanner.
Cose che neanche nella pubblicità. Benedetto Celentano!
Mi fissa la signora di prima e canta: «Soli, lasciando la luce accesa. Solo io, solo tu». Deve proprio aver capito male.
Fingo un’attenzione esagerata per dentifrici e bagno schiuma. Poi alla cassa.
Che meraviglia “dietro liceo, davanti museo”! E, insomma, ti sei trovato in una situazione da musical americano, modello “pubblicità - della - Coop”. Tu, però, avresti potuto replicare alla sorridente signora con un suadente, ma inappellabile: “È inutile suonare qui non ti aprirà nessuno”… ;o)
Commento di pattygatty — 15 Giugno 2008 @ 12:34 am
Che quadretto brioso! Le attese riservano sorprese a volte imbarazzanti. Leggera e piacevole questa sua prosa, prof! Complimenti.
Commento di melchis — 15 Giugno 2008 @ 9:31 am
Bellissimo. Rido. Povera signora. Voleva solo essere simpatica. :-)))
Commento di La Prof — 15 Giugno 2008 @ 11:38 am
Fantastica l’espressione “dietro liceo, davanti museo”! Non la conoscevo! Mi son piegato dal ridere
Commento di cavalcalupi — 15 Giugno 2008 @ 1:09 pm
@pattygatty
Mai riuscito ad essere tanto perentorio. Preferisco dar l’impressione di non aver capito: il risultato è lo stesso e non si ferisce l’amor proprio di nessuno.
@melchis
Grazie
@La prof
Vuoi dire con davo soltanto l’impressione, ma davvero non avevo capito?
Meglio!
@cavalcalupi
“dietro liceo, davanti museo”: non è merito mio. Rigraziate la Littizzetto.
Commento di vitadaprof — 15 Giugno 2008 @ 8:24 pm
Mi permetto: “dietro liceo davanti museo” è già citato come battuta dei suoi alunni dal grande Onofri (Sandro), che ha scritto “Registro di classe”, pubblicato nel 2000, l’anno dopo la sua morte.
Commento di La Prof — 15 Giugno 2008 @ 9:19 pm
sì, è una vecchia figura non molto comune, la usava già mia nonna (piemontese come la littizzetto) quando ero ragazzina – davvero tanti anni fa.
credo che la rete stia permettendo a espressioni colorite, di origine dialettale, di varcare i confini regionali e di entrare nel linguaggio di tutti: un grande contributo che neanche la tivù.
Commento di faraona — 16 Giugno 2008 @ 12:21 pm
Grazie per le precisazioni: è sempre bello imparare qualcosa ed essere aiutati a correggere erronee convinzioni.
Leggerò il libro di Onofri.
Commento di vitadaprof — 16 Giugno 2008 @ 9:13 pm