Passano i minuti. Cominciamo a temere uno scherzo: imprudente, prima degli scrutini!
Appuntamento per le 20,30, «puntuali» avevano detto. Pizzeria sul Naviglio.
Aspettiamo da un po’. Sono arrivato con Cantalupi. Signi e l’opulenta professoressa Remo c’erano già. Poi vediamo anche le professoresse Pvati e Battaglia, eleganti e sorridenti.
Si parla di scuola, dei giudizi di ammissione preparati nel pomeriggio, delle prossime riunioni, degli esami, del commissario di filosofia che, ahimè, tutti conoscono…
E gli alunni? Che sia una burla?
Finalmente, verso le 21,00, arriva un gruppetto di quattro. Le fanciulle esibiscono ingenue trasparenze che i visi ancora un po’ infantili rendono poco credibili.
«E gli altri?»
«Fanno fatica a posteggiare»
21,40: ormai ci sono quasi tutti. Eccoci al nostro tavolo in riva al Naviglio.
I camerieri, ultratecnologici e professionali, registrano le ordinazioni nel turbinare dei flash. Finiranno anche loro tra i ricordi della scuola.
Intanto, passa Gareddu, ex alunno, aspirante ingegnere, insieme alla signorina Forlani, ex alunna aspirante non so cosa. C’è anche una loro amica. Si fermano tutti e rammemorano gli anni felici del liceo, il viaggio in Irlanda, il viaggio a Malta e… l’esame.
Quando ci salutano, ecco le pizze.
Mentre mangiamo, arriva la professoressa Nobili, tacchi alti, abito nero. Il trucco sottolinea lo sguardo profondo.
I maschietti della classe deglutiscono con la forchetta a mezz’aria: la Nobili è il sogno erotico di mezza scuola. Progettano con lei la serata in discoteca. Vogliono portarci anche me. Insiste la collega, insistono i ragazzi, insistono i Cantalupi e Signi (tanto non sono coinvolti: traditori!).
Resisto più saldo della Rocca di Gibilterra: non distruggerò il mio poco prestigio agitandomi scompostamente in discoteca.
All’improvviso compare un uomo. Ha diverse borse a tracolla, ma non sembra un venditore. Mi fissa, fa splendere un sorriso dai molti denti d’oro e proclama: «Ecco! Ecco! È Lui! Sapete chi è? Sapete chi è?». Poi, rivolgendosi direttamente a me: «Chi è lei?»
Bofonchio: «Io sono io. Dovrebbe prima dirmi chi è lei».
Come se non avessi detto nulla, aggira il tavolo, viene alle mie spalle e continua a parlare con voce e cadenza un po’ da checca. Inizia ad accarezzarmi le spalle e la schiena. Ragazzi e colleghi ridono.«Hai fatto una conquista» commentano Signi e la professoressa Battaglia.
Poi, solenne: «Ora vi dico chi è. È il futuro presidente del Milan. Parla ogni giorno con Berlusconi. Lo ha sentito Berlusconi questa mattina?»
Senza aspettare risposta, mi bacia sulla fronte e se ne va.
Ci salutiamo anche noi. I nostri virgulti andranno in discoteca con Nobili e Battaglia.
Ai prof rimasti, Signi offre un gelato. Poi via, a casa. Domani si lavora
Prof, scusi, non me lo aveva detto. Devo darle del lei?
(se proprio devo io tengo dall’Inter, comunque)
Commento di LaProf — 9 Giugno 2008 @ 8:02 am
I miei alunni ridevano senza ritegno: non capisco niente di calcio. E Berlusconi…
Commento di vitadaprof — 9 Giugno 2008 @ 5:41 pm
Naviglio..ma allora sei anche tu di Milano? e dove ti hanno mandato per l’esame? sai com’è io sono interna e tra gli esterni c’è filosofia..
Complimenti per la presidenza del Milan (anche io sono dell’Inter)
Commento di euclide — 11 Giugno 2008 @ 1:35 pm
Insegno in provincia e sarò presidente in provincia.
Commento di vitadaprof — 11 Giugno 2008 @ 5:17 pm