libri di testo
Non mi lasciano neanche il tempo di entrare. Maria Chioccia e la professoressa Epico mi bloccano sulla porta e mi consegnano gli elenchi dei libri da controllare.
Tutti i coordinatori di classe sono in agitazione: tocca a loro raccogliere dai colleghi indicazioni, codici, prezzi e, da quest’anno, anche una firma di conferma.
Ci inseguono in affanno e si delegano l’un l’altro per raggiungere tutti i prof. Infatti, hanno anche il foglio della professoressa Battaglia.
Sono sincero: non capisco il senso del rito: l’operazione dovrebbe coinvolgere solo chi ha scelto un nuovo libro. Invece, ogni anno, è una frenesia collettiva.
Compilo paziente, correggo gli errori. Non so perché, ci sono sempre.
Son tante le cose che non capisco? Sarò un po’ tonto!
Ne aggiungo un’altra: perché parliamo sempre di adozioni?
Non mi sognerei mai di adottare un manuale. Al massimo scelgo il meno peggio.
Allarme! Indulgo troppo al vizio professionale di molti prof di filosofia: la presunzione.
Ma il libro non lo adotto lo stesso.
… potremmo “prendere in affido” i libri, anzichè adottarli?
Commento di Arianna — 10 Maggio 2008 @ 8:01 am
Allora, prof, ci dicono che, se per caso dovesse arrivare un nuovo alunno in qualunque momento della sua carriera scolastica, deve sapere quali sono i libri della classe, non solo quelli comprati quell’anno, ma anche gli altri, quelli magari comprati l’anno prima ma ancora in uso. Ecco.
Poi, c’è il fatto che se uno compra il libro sbagliato, il libraio non lo rivuole indietro, perché non è responsabilità sua, ma della scuola che ha indicato il libro sbagliato. E siccome la scuola dice: io? Io non ho indicato proprio niente!, allora si va dal Preside, e lui dice: Io? Io non ho indicato proprio niente. Allora si va dalla segretaria, che dice: io non mi prendo la responsabilità. Allora si va dal coordinatore, che, come si sa, è lautamente pagato per prendersi ogni responsabilità, ma non vuole prendersi quella di aver sbagliato il libro di scienze se lui insegna filosofia (o lettere). Così si va dall’ultimo ruota del carro, che è l’insegnante, e che deve firmare. Così se sbaglia a indicare il libro, poi li ricompra lui per tutta la classe.
Commento di Annalisa — 10 Maggio 2008 @ 2:06 pm
@Arianna
Non li voglio neanche in affido. I libri sono solo uno strumento, a volte una protesi. La cultura è un’altra cosa.
Usiamoli i libri, come ogni altro strumento utile, ma non facciamone dei feticci.
@Annalisa
Basterebbe un database ben fatto.
Però sono tranquillo: ho controllato tutto e corretto ogni errore. Per prudenza, guarderò ancora quando mi manderanno gli elenchi definitivi per la pubblicazione sul sito della scuola.
Commento di vitadaprof — 10 Maggio 2008 @ 5:10 pm
La penso esattamente come te: il libro è uno strumento e come tale va considerato! La frenesia, che si ripete ogni anno come un rituale mal sopportato, potrebbe essere evitata realizzando un funzionale database! Elementare…
Commento di annarita — 13 Maggio 2008 @ 6:38 pm