I riti fan parte della vita. Anche la scuola ha le sue liturgie e la sua (anti)lingua sacra.
Come ogni anno, dobbiamo preparare il documento del consiglio di classe per l’esame di stato.
art. 5, comma 2, del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323:
“(…) i consigli di classe, entro il 15 maggio, elaborano per la commissione d’esame un apposito documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi ed i tempi del percorso formativo, nonché i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti.”
Il preside spera di dare a tutti i documenti lo stesso aspetto. Per questo ha proposto un modello e i coordinatori, pazienti lavoratori, lo hanno compilato. Poi, riunione del consiglio di classe per discutere la bozza.
C’è la solita divisione della classe in tre gruppi:
Un primo gruppo è formato da studenti di buone capacità (in alcuni casi anche ottime) che hanno raggiunto un livello di conoscenze, di competenze e di rielaborazione personale in generale più che soddisfacente
Riuscite ad immaginare gli altri gruppi?
La commissione d’esame ci sarà profondamente grata per queste preziose indicazioni.
Obiettivi didattici: possono mancare la capacità di analisi e la capacità di sintesi?
Può mancare la «Capacità di interpretazione di messaggi espressi in codici diversi»?
Ci sono anche i criteri di valutazione «per il corrente anno scolastico.»
Alzi la mano chi dice «il corrente anno» quando parla in classe, in famiglia o con gli amici.
L’antilingua è rassicurante: dà un tono tecnico, da esperti. Anche quando si dice proprio poco. In fondo è una piccola truffa.
Vorrei cambiare, ma i tempi sono stretti, la commissione darà soltanto un’occhiata distratta e i colleghi non vogliono far tardi.
E poi, chi mi credo di essere?
Mi limito a cancellare le frasi inutili. Se il titolo dice: «Finalità generali del corso di studi» e c’è poi un elenco puntato, a che serve scrivere anche «le finalità generali del corso di studi sono le seguenti»?
E l’aspetto del documento?
Prometto di sistemarlo. La professoressa Pvati mi guarda felice e sembra pensare: «Finalmente uno di questi maschi inutili si prende un impegno»
Non raccolgo la provocazione: sotto quel documento, purtroppo, ci andrà anche la mia firma.
Idea!
Propongo per il mese di ottobre un corso in due parti:
- come utilizzare un programma di videoscrittura per creare un documento accessibile
- come scrivere in modo chiaro e semplice
Entusiastica approvazione. Sarà soltanto per zittirmi?
Ciao vitadaprof… oggi è successo un disastro… la mia professoressa di latino ci aveva chiesto di fare un saggio sul tempo, libero, sugli autori che volevamo, l’importante era che ci fosse Seneca… Io l’ho fatto, ma oggi la professoressa è arrivata in classe, mi ha chiamato, mi ha detto che l’aveva dato da correggere a un’altra professoressa, una di psicologia, e che era pieno zeppo di imprecisioni… Io ci sono rimasta male perchè mi ero impegnata… poi questa professoressa è arrivata, mi ha mostrato il compito ed era tutto segnato… me lo ha fatto vedere, me lo ha commentato, e in realtà non è vero che era pieno di imprecisioni, ce n’era solo una di imprecisione…non so come prenderla… volevo mandarle un messaggio privato, ma non so come si fa… visto che lei è un professore di filosofia, e che il mio compito parla più che altro di filosofi, avrebbe voglia di darmi un parere su questo compito? Le dico subito che l’errore che ho fatto è stato di mettere che il tempo per schopenhauer non è a priori, mentre invece è l’inverso.
Commento di spinoza — 9 Maggio 2008 @ 4:00 pm
Attento che se continui così Calderoli ti assume come collaboratore nel suo Ministero
Commento di euclide — 9 Maggio 2008 @ 4:42 pm
@spinoza
Difficile dare un parere senza conoscere il lavoro di preparazione fatto in classe.
La professoressa di psicologia aveva partecipato all’attività? Come mai lo ha corretto lei invece della professoressa che ha assegnato il compito? Perché l’nsegnante di latino ha proposto un lavoro di questo tipo?
In definitiva, ti conviene chiedere un parere all’interno della tua scuola.
Una raccomandazione: escludi la malafede di chi ha corretto.
PS
Schopenhauer: si tratta di un punto fondamentale, non è un errore da poco.
@euclide
Apprezzerei persino Calderoli se riuscisse davvero a semplificare. Purtroppo, temo, le semplificazioni saranno quasi tutte per i ricchi e per i potenti. Non è stato così anche nel precedente governo Berlusconi?
Spero tanto di sbagliarmi.
Commento di vitadaprof — 9 Maggio 2008 @ 6:34 pm
Ciao, vitadaprof. Una sorpresa per te qui: http://salvomenza.wordpress.com/2008/05/08/6-blog/.
Salvo
Commento di salvomenza — 9 Maggio 2008 @ 8:27 pm
uh…ok
Commento di spinoza — 12 Maggio 2008 @ 8:59 pm
Comunque
- No non aveva partecipato all’attività
- Non lo so perchè l’abbia fatto correggere a lei…
- La prof di latino ci aveva chiesto di fare un saggio libero sul tema del tempo perchè l’avevamo affrontato in classe, tramite Seneca. Così io ho scelto di fare una riflessione mia partendo da alcuni filosofi…
Eh lo so che mi sono sbagliata… il fatto è che mentre ricopiavo dalla brutta, ragionando sul fatto che per Schopenhauer la rappresentazione viene prima di tutte le forme a priori ed è più universale del tempo e dello spazio…e pensando al fatto che questa rappresentazione è il rapporto fra soggetto e oggetto… quindi in definitiva per il soggetto è l’esperienza…poi come si fa a dire che il tempo è a priori dell’esperienza se nasce nella rappresentazione che è esperienza…? Insomma ho fatto tutta una congettura che mi ha portato fuori strada… E alla fine ho scritto che il tempo non è a priori dell’esperienza ma nasce con quella…
Mannaggia però.
Commento di spinoza — 12 Maggio 2008 @ 9:14 pm
@spinoza
Forse una spiegazione c’è: la prof di latino pensava di non essere in grado di valutare il tuo lavoro ed ha chiesto aiuto. Però, avrebbe dovuto chiederlo a chi insegna filosofia nella tua classe: la valutazione sarebbe stata più corretta. Chi valuta deve avere un’idea del lavoro di preparazione. Per questo si prepara un documento del consiglio di classe per la commissione d’esame.
Commento di vitadaprof — 12 Maggio 2008 @ 9:58 pm
Già è quel che avevo pensato anche io.
Comuqnue è stata davvero una brutta situazione, mi ha fatto pesare assai l’errore e mi sono sentita molto stupida. Non credo che parlerò più di un filosofo in una materia che non sia filosofia. Lo so che un errore è pur sempre un errore, però, bo, non so… Grazie comunque aver aver risposto!
Commento di spinoza — 12 Maggio 2008 @ 10:11 pm
Non esagerare l’importanza di un errore: sbagliano continuamente anche i prof. Nella mia scuola gli studenti raccolgono gli errori degli insegnanti e, ogni tanto, li pubblicano.
Gli errori aiutano il sapere. Ogni luce genera una zona d’ombra e ogni ombra fa risaltare di più la luce.
Commento di vitadaprof — 13 Maggio 2008 @ 8:33 am