Tanti piccoli Zampara
Ultima ora. Supplenza in seconda. La collega dell’ora precedente li ha lasciati giocare.
«Perbacco – mi dico – son pagato per insegnare!»
«Ognuno al suo posto!» Mi obbediscono svogliati.
Sembrano tanti piccoli Zampara: trovano un doppio senso in ogni mia parola. È questo il futuro?
Cerco di sfruttare la loro abilità per attirare l’attenzione sulle differenze tra univocità, equivocità e analogia. Insomma, spiego Aristotele senza nominarlo. Non funziona: finiamo a parlare di possibilità e di impossibilità.
Dove ho sbagliato? Non lo so. Neanche questo dura. (continua…)