Recuperi
«Hegel fa schifo» dicono decisi.
«Potrei anche essere d’accordo - rispondo – ma non è una buona ragione per non studiarlo».
Sono settimane che rinviano con scuse improbabili. Ora basta: li interrogo.
Ridono allegri e danno risposte a caso. Il voto più alto è un 3.
Sono così poco credibile?
Non voglio certo tenermeli ancora un anno, ma per un ulteriore recupero non sarà facile accontentarmi!
“Ridono allegri e danno risposte a caso”
Succede anche da me.
E (sarò ingenua) è una cosa che mi sconvolge sempre. Possibile non sentano nemmeno il brivido della possibile bocciatura? Possibile che non si pongano nemmeno il problema?
Il fatto è che nemmeno io voglio tenermeli ancora un anno (o due, perché fanno la seconda), ma non sopporto di dover dire loro: non avete fatto niente, non sapete niente, siete promossi.
E i colleghi dicono: non voglio più vederli, buttiamoli fuori (con diploma di licenza).
Ma io preferisco farmi il fegato grosso anche l’anno prossimo piuttosto che avallare un comportamento così.
Commento di lavostraprof — 22 Aprile 2008 @ 1:12 pm
Oggi sono più tranquillo: a Cantalupi hanno detto che ho ragione e che studieranno e, perbacco, toccherà a loro essere credibili.
Commento di vitadaprof — 22 Aprile 2008 @ 3:18 pm
Che ignobili studenti che ha, non apprezzano Hegel!
Commento di spinoza — 22 Aprile 2008 @ 3:42 pm
Non apprezzano Hegel. Non lo apprezzavano nemmeno Kierkegaard, Schopenhauer, Feuerbach, Trendelenburg… Non apprezzare Hegel è il minore dei mali.
Mi facciano però capire perché non lo apprezzano.
Commento di vitadaprof — 22 Aprile 2008 @ 4:14 pm
Brivido della possibile bocciatura? Non lo sentono perchè il pericolo della bocciatura non c’è.
I brividi vengono a me ogni volta che sento la parola “recupero”.
Insegno matematica, quindi mi astengo da commenti sulla passione degli studenti per Hegel.
Commento di francesca — 22 Aprile 2008 @ 4:28 pm
Io credo che il motivo sia la poca voglia di dedicargli tempo nello studio. Io prima di iniziare a studiarlo ne avevo sentite di tutti i colori su di lui, dalla gente più grande, che lo aveva già studiato alle superiori. Ne parlavano tutti male, e ammetto che la mia opinione ne rimase influenzata. Finchè poi non ho iniziato a studiarlo sul serio, per conto mio. Adesso lo adoro. Sono a metà della Fenomenologia dello Spirito…
Insomma, tutto dipende dall’interesse verso la materia, dalla dedizione, credo.
Non credo che la passione per la filosofia la si possa insegnare. Se deve nascere, nascerà spontaneamente. Lei può solo cercare di trasmetterla, metterli sulla strada giusta. Se poi non la percorreranno, non deve farsene una colpa.
Commento di spinoza — 22 Aprile 2008 @ 4:29 pm