vita da prof

7 Aprile 2008

il senso della vita

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 3:44 pm

Nel blog della scuola, uno studente si interroga sul senso della vita. Poi dichiara di averlo trovato, ma è generico e reticente. Forse teme che, condividendolo, il tesoro appena scoperto gli venga sottratto.
Gli altri studenti intervengono ironici o pessimisti.
Ecco un esempio:

Io non credo ci sia un senso della vita.
Per la maggior parte del tempo della nostra esistenza si soffre, e ci si trascina fino al termine, finché di noi non resta più nulla. Il nostro compito è solo ricavare il massimo dalle poche cose positive che offre.

Li capisco. Anch’io mi sono sempre interrogato.
Son cresciuto tra oratorio ed Azione Cattolica (formidabili quegli anni) e mi ripetevo: «Gesù Cristo dà senso alla vita, la pienezza umana si può realizzare».
Poi mi sono sposato. Ho frequentato poco l’università: avevo una famiglia da mantenere. Studiavo, però. Studiavo anche la notte. Nel suo silenzio le parole dei libri incrinavano le mie convinzioni. Morbidi dubbi si sostituivano a salde certezze, mi catturavano in un labirinto di domande senza risposta.

Labirinto - opera di Nello Colavolpe

Era di moda Nietzsche:

Noi combattiamo ancora passo passo con il gigante caso, e sull’umanità intera ha dominato fino ad oggi l’assurdo, il senzasenso.

Passarono anni, intento a cercare risposte, sospinto tra l’una e l’altra sponda. Ma deluso da Nietzsche

Che non ci sia una verità; che non ci sia una costituzione assoluta delle cose, una «cosa in sé»;
ciò stesso è un nichilismo, è anzi il nichilismo estremo. Esso ripone il valore delle cose proprio nel fatto che a tale valore non corrisponda né abbia corrisposto nessuna realtà, ma solo un sintomo di forza da parte di chi pone il valore, una semplificazione ai fini della vita.

E dai suoi imitatori:

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha

A lungo, col cuore inquieto, mi sono appoggiato a Dio.
Oggi sono tranquillo. L’essere e il nulla, Dio e il gigante caso non mi (dis)turbano più.
La vita ha senso comunque. Siamo limitati e relativi: possiamo trovare un senso limitato e relativo, ma concreto, a portata di mano, di mente e di cuore.
Non è così anche per la ragione?
Chi potrebbe trovare il fondamento ultimo della ragione? Non ci è possibile, ma nemmeno è necessario perché lo stesso atto di chiedersi quale sia il fondamento della ragione equivale ad aver accettato il punto di vista della ragione. Non possiamo chiederci quale sia il senso della ragione se non abbiamo prima accettato il suo valore come strumento di ricerca. Per negarlo dovremmo ridurci ad un livello vegetale e rinunciare persino alla comprensione di noi stessi.
Per il senso della vita non è molto diverso. Non c’è senso per noi al di fuori del vivere e il morire ne fa parte. Vivere significa aver accettato che la vita abbia senso, dolori compresi. Del resto, come dice Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama, «siamo noi a crearci gran parte delle nostre sofferenze».
E Dio? Probabilmente c’è, ma credo sarebbe il primo a dirci: «Troppo comodo cercar da me anche ciò che è già alla vostra portata. Ho troppo rispetto per la vostra dignità. Non sarò tanto invadente da fornire tutte le risposte».

3 Commenti »

  1. Hai sempre ragione Prof. Certi termini sono più pericolosi di ciò che pensiamo.
    Passando a te, invece, mi piace la frase che metti in bocca a Dio, credo anch’io che risponderebbe qualcosa del genere.
    Per il resto che dire?
    Ho condiviso anni (e spero di condividerci anche quelli futuri) con una persona che ama così tanto la vita (e in ogni sua sfaccettatura) che delle volte mi chiedo se il suo senso non sia semplicemente questo… amarla, amarla con tutta la forza e il coraggio che possiamo, desiderarla, mangiarsela, la vita…

    Commento di papuzza — 7 Aprile 2008 @ 4:30 pm

  2. Vasco Rossi che abbraccia Nietzsche: suggestivo.

    Anch’io sto seguendo uno strano percorso: sto capendo che l’importante è credere, anche se forse è sbagliato, ma bisogna credere a qualcosa.

    Commento di Gianluca — 7 Aprile 2008 @ 10:24 pm

  3. Credere sbagliato?
    Chi può tranquillamente dire “giusto” o “sbagliato”?
    Probabilmente Dio c’è. Non facciamone, però, un feticcio. Lo diceva anche Bonhoeffer: Dio ci vuole maggiorenni.

    Commento di vitadaprof — 8 Aprile 2008 @ 2:05 pm

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