Ci sono giorni in cui entri in classe fiducioso. Hai preparato bene la lezione. L’argomento è interessante. Tutto andrà bene.
Ti accorgi subito, invece, che non va. Non ti seguono. Non li smuovi.
Sfrutta pure il tuo repertorio di artifici retorici. Varia quanto vuoi il tono di voce. Interpella, sollecita, fa’ anche il clown. Ti sembrano tutti finti, assenti. (continua…)
19 Marzo 2008
Ci sono giorni
18 Marzo 2008
Ma non rinuncio
«Questa è la regola: scrivi come parli» dico alla mia quinta.
Mi guardano stupiti: «Ma prof, le sue colleghe di lettere sarebbero d’accordo?»
«Ok, ragazzi, con le professoresse di lettere seguite pure i loro consigli, ma ora non dovete fare un tema.
Stiamo preparando un’opera divulgativa. Dovete cercare una soluzione corretta ma semplice e naturale. Dovete fare in modo che il lettore abbia in qualche modo l’impressione di esser lì a parlare con voi.»
(continua…)
17 Marzo 2008
Un diluvio di lacrime
Quarta B. Interrogazioni sulla Rivoluzione Francese e su Napoleone.
Chiedo alla signorina Pirra di parlarmi del dibattito tra Furet e Agulhon. In sintesi: Rivoluzione francese: terrore o libertà? Risposta generica e superficiale. Potrebbe andar bene quasi per ogni rivoluzione.
Seconda domanda: Necker e il suo Rendiconto al Re. Dignitosa risposta.
Terza domanda: Babeuf e la Congiura degli Eguali. Scena quasi muta.
Quarta domanda: il Consolato. Scena quasi muta.
Un 5 mi sembra estremamente generoso. Ma è un diluvio di lacrime.
Quando il nome non è un caso…
16 Marzo 2008
Lacrime
Vanno bene le interrogazioni in terza. Aristotele non è facile, eppure rispondono bene. I primi voti sono 10 (Agostino Santomaso – poteva essere altrimenti?), 8½, 7. La signorina Boccolo è l’ultima. Ha sicuramente studiato, ma non sa mettere ben in ordine le sue conoscenze. Sembra non aver capito. Decido di premiare l’impegno. Le do 6 e le consiglio un ripasso estivo: «Sai, ti renderà più facile il lavoro in quarta…» Scoppia a piangere. Manco le avessi detto: «Ti bocceremo senza pietà!»
«Ma io ho studiato tanto» farfuglia tra i singhiozzi.
Mi tocca consolarla.
15 Marzo 2008
Satana in classe
Supplenza in una terza. Entra Ghiaurov. Non è andato a Barcellona con gli altri. Penso di sapere perché, ma non lo ammetterebbe mai.
«Posso? Non voglio più stare in quinta A».
Si siede vicino a me. Lo presento.
Una ragazza chiede il senso del ciondolo che porta al collo.
«Faccio parte dei Bambini di Satana». Sussultano. Esplodono le domande.
Lo invito a rispondere. Placido, spiega di non credere a Satana, ma nella forza della natura. Afferma che l’uomo è dio di se stesso: «La festa più importante dell’anno è il mio compleanno!»
«Bambini di Satana - continua - è il nome di un’associazione culturale. Niente riti strani, non uccidiamo, non facciamo male a nessuno».
Cita Nietzsche.
I ragazzi di terza si tranquillizzano.
E io?
Io sono contento. È il narcisismo il suo problema. Qualcosa si può fare.
14 Marzo 2008
Volo soppresso
La quinta doveva tornare ieri dal viaggio a Barcellona. Oggi mi aspettavo di trovarli tutti in classe. Volevo discutere un po’ del lavoro che stiamo preparando per un concorso: non va come vorrei.
Non ci sono. Il volo è stato soppresso. Torneranno in pullman ed arriveranno sabato sera.
Voci di corridoio:
- una collega è stata scippata
- parecchi studenti si sono ubriacati
- Zampara… spero di aver capito male
Qualcuno tornerà a sostenere un’esigenza imperativa: scegliere chi merita ed escludere chi non merita.
Forse basterebbe non cadere nelle trappole che gli studenti ci preparano. Facciamo noi le proposte, invece di aspettare ed accogliere le loro.
Bellissima Barcellona, ma nell’immaginario degli studenti è un luogo di sesso e divertimento.
Perché non proporre mete che non lascino spazio all’equivoco.

Leibniz
Devo spiegare Leibniz in quarta D. Voglio evitare la solita domanda: «In quarta X lo saltano. Perché noi dobbiamo studiarlo?»
Certo, Leibniz non è facile e molte delle cose per cui merita di essere ricordato non trovano spazio nei manuali di filosofia.
Quanti giocano con Playstation, Xbox, e simili? Quasi tutte le mani si alzano. (continua…)
13 Marzo 2008
Critone!
Critone messo in scena da Carlo Rivolta. La mia proposta è stata accolta. Abbiamo portato dodici classi: nove del liceo e tre dell’Istituto Tecnico Commerciale.
Venti – venticinque minuti di camminata ed eccoci al teatro della nostra cittadina.
Gli studenti entrano rumorosi e confusionari. Si siedono, iniziano a farsi dispetti, estraggono dalle tasche gli immancabili telefonini, pronti a passare un’ora di gioco. Non hanno fatto così anche l’ultima volta che li abbiamo portati a teatro? «In fondo – pensano – non disturbiamo ed evitiamo di sfrangiarci le palle con questa noia». (continua…)
12 Marzo 2008
Per molti, ma non per tutti
Per molti, ma non per tutti.
Sembra sia diventato lo slogan della mia scuola.
Ha cominciato il preside:
(…) non si può non affermare che bisogna smetterla di proporre tutto a tutti. Alle iniziative extracurricolari deve partecipare solo chi ha già dimostrato maturità e interesse per l’argomento, non chiunque!
Ha continuato Cuffietti: (continua…)
11 Marzo 2008
orecchio ignorante
Il maestro Berardi è proprio bravo. Tiene il corso di musica che Maria Chioccia ha organizzato per le classi del triennio.
Oggi tocca ad una delle mie quarte. Pazienza, rimanderemo Marx alla prossima volta. Approfitterò della lezione per imparare qualcosa.
Ci parla della musica barocca. Ci propone Fra Martino trasformato in una brillante fuga alla maniera di Bach. Presenta esempi di fuga nella musica rock.
Gli studenti, all’inizio svagati e chiacchieroni, si fanno sempre più attenti.
Negli ultimi minuti, propone qualche esercizio: devono riconoscere la struttura di composizioni complesse. I ragazzi si rivelano bravissimi, mentre io, orecchio ignorante, capisco proprio poco. Per fortuna a me non chiede nulla.
La lezione continua, ma, purtroppo, devo raggiungere l’altra quarta. Peccato: è così bello avere un bravo insegnante.
