Devo spiegare Leibniz in quarta D. Voglio evitare la solita domanda: «In quarta X lo saltano. Perché noi dobbiamo studiarlo?»
Certo, Leibniz non è facile e molte delle cose per cui merita di essere ricordato non trovano spazio nei manuali di filosofia.
Quanti giocano con Playstation, Xbox, e simili? Quasi tutte le mani si alzano.
E allora siate grati a Leibniz per il sistema binario.
Quanti usano una calcolatrice? Tutti.
E allora ringraziate Leibniz: ne inventò più di una.
Quanti pensano a possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale? Un sussulto di interesse.
Ebbene, la Characteristica universalis fu il primo grande tentativo di trasformare il ragionamento in calcolo:
non ci sarà maggior bisogno di discussione tra due filosofi di quanto ce ne sia tra due calcolatori (persone che devono fare calcoli N. d. R.). Sarà sufficiente, infatti, che essi prendano la penna in mano, si siedano a tavolino, e si dicano reciprocamente (chiamato, se loro piace, un amico): calcoliamo
G. G. Leibniz, Scritti di Logica, a cura di F. Barone, Zanichelli, Bologna, 1968, p. 237
.
«OK, prof, ma questa non è filosofia».
Non posso darvi torto. Ma non voglio bruciare subito il principio di ragion sufficiente.
«Che cos’è il principio di ragion sufficiente?»
Lo saprete al momento opportuno.
Posso cominciare. Questa volta son tutti attenti.

Di Leibniz non ricordo nulla… solo vagamente che parlava di monadi…
Commento di Mattia — 14 Marzo 2008 @ 1:04 pm