Porci soddisfatti
Dal mio diario del 2005
Lezione sul Positivismo. Come spesso capita, si parla di felicità. Un riferimento a John Stuart Mill mi spinge a chiedere se sia meglio essere un Socrate sofferente o un porco soddisfatto.
Un tempo la sola idea di essere un porco soddisfatto suscitava ripugnanza, oggi sembra una simpatica soluzione. Disperando di poter trovare la felicità, ci si aggrappa al piacere. O forse, dato che la felicità è piacevole, ci si illude che il piacere dia la felicità.
Risultato: un coro grufolante di porci soddisfatti. Solamente la signorina Maiello si chiama fuori…
Che fare?
«Se quel che conta è il piacere – dico – ho la soluzione che fa per voi!»
Propongo le cure del mio amico neurochirurgo dottor Felice d’Edonis, che ha trovato il modo di garantire il piacere inserendo degli elettrodi nelle aree giuste del cervello. Certo, si vive una vita virtuale, in un letto di ospedale, monitorati dai computer, ma quanto piacere! Sicuramente meglio di Matrix. «Chi è interessato?» chiedo.
Le adesioni precipitano: soltanto Ravanelli è interessato.
Forse non tutto è perduto.
Oddio! Non ci posso credere. Per la prima volta leggo un riferimento ad un autore che ho studiato!!
Commento di Mattia — 7 Marzo 2008 @ 5:19 pm
Bello.
E’ la conferma che NON TUTTE le vertebre di queste Nuove Generazioni si sono liquefatte per effetto dei troppi Bacardi Breeze.
C’è ancora speranza.
Il vero problema sono le nostre esigue forze…
Commento di la Legionaria — 7 Marzo 2008 @ 8:52 pm
Mattia: mi farai sapere che cosa studiate; non mi sembra di proporre un programma da extraterrestri.
Legionaria: c’è speranza. Alcuni dei miei alunni sono una benedizione: grandi promesse.
Commento di vitadaprof — 7 Marzo 2008 @ 9:26 pm
In effetti in futuro la gente, a casa, dopo le sue otto ore di snervante lavoro e due di faticoso viaggio per raggiungere l’ufficio, si attaccherà di sicuro a queste macchinette del piacere per “rilassarsi” un poco. Sognerà di fare sesso con la Britney di turno, o una crociera alle Canarie, o l’immersione nella natura (che nel frattempo sarà -quasi- scomparsa. Positivismo? No, post-umanesimo.
ciao
Apo
Commento di apolide — 7 Marzo 2008 @ 10:21 pm