Rawls
Quinta B. Ho deciso di giocarmi un carico. La lezione su Rawls non mi ha mai tradito. Da anni ottengo una partecipazione intensa.
Non spiego nulla. Non seguo Rawls, ma penso di non tradirlo.
«Immaginiamo di trovarci tutti insieme in una sorta di limbo prenatale. Non siamo ancora nati e non sappiamo chi saremo dopo la nostra nascita. Non sappiamo se saremo uomini o donne, ricchi o poveri, sani o malati, intelligenti o meno».
Fisso Ghiaurov, che si atteggia a nazista, e continuo: «Tu, per esempio, potresti nascere ricco e bello, ma anche donna, falascia, disabile». Si tocca per il più banale degli scongiuri. Spero di aver colpito nel segno.
Poi riprendo: «Non sappiamo che posto avremo, ma possiamo stabilire adesso, prima di nascere, quali vorremmo fossero le leggi fondamentali della società che ci accoglierà».
Funziona?
Ahimè, funziona poco. Emergono un po’ di proposte: quelle giuste, ma senza entusiasmo.
E non capisco dove ho sbagliato.
Se volete saperne di più: (continua…)