un ritardo
Mi trattiene in sala prof. È una collega di pessimo umore: «Non riesco a vedere la posta elettronica sull’indirizzo della scuola. Devi aver sbagliato qualcosa».
«Errare è umano» dico paziente, ma penso: «Se fai così anche con gli alunni…»
Sorrido e la invito ad accomodarsi davanti al monitor: «Fammi vedere». Sbaglia il suo nomeutente. La correggo soave. Tutto funziona. Avrà capito?
Sono un po’ in ritardo. Per fortuna devo andare in terza, la più tranquilla classe del liceo.
Ancor prima di arrivare al piano, sento urla e risate. Possibile?
Affretto il passo e trovo quattro ragazzetti di prima. Due fanno i cavalli, due i cavalieri. Si combattono con un gran foglio da disegno arrotolato. Distinguo le ultime parole: «Mai, Mai, Mai, i figli di Troia non muoiono mai!»
Tuono: «Custodisci il segreto. I tuoi compagni potrebbero far pressione sulle mamme…».
Ridono, ma si ricompongono. Li scorto in classe. Faccio sedere tutti, mando un rappresentante di classe a cercare il bidello.
Finalmente posso raggiungere la terza. Devo lamentarmi perché stanno studiando matematica nell’ora di filosofia?