Sarà che sono stanco e, forse un po’ influenzato. Ho poca capacità di sopportazione.
In quinta sto, ahimè, spiegando le fasi di sviluppo della sessualità secondo Freud. Battute, lazzi e frizzi sono inevitabili. E ci sono abituato.
Ma, quando arrivo alla fase fallica, i maschietti si scatenano come poche altre volte mi è capitato. Sembra una seduta semiseria di terapia collettiva. Incontenibili, raccontano di infantili confronti e di gare a chi faceva la pipì più lontano. Poi Atanas ricorda quanto fosse bello scrivere con la pipì sulla neve. È un sussulto d’orgoglio. Hanno 18, 19, 20 anni e son lì, tutti fieri di saper scrivere sulla neve con il pisello. Zampara sottolinea compiaciuto che le ragazze non possono.
Non dovrei, lo so, ma sbotto lo stesso: «Mentre voi cincischiavate a scrivere con il pisello, le ragazze hanno imparato a scrivere con la penna. C’è da meravigliarsi se ora loro scrivono cose intelligenti e voi cazzate?»
Non è un’osservazione tanto intelligente, ma, pazienza, un po’ mi sono sfogato. E non ho neanche parlato della calligrafia…