Borborigmo
12,05. Mi avvio verso la quinta. Si sente uno strano brontolio, come un tuono lontano. Eppure il cielo è sereno. Tendo l’orecchio: non è un fenomeno celeste; sembra provenire dalle viscere della terra. Non capisco: non siamo in una zona vulcanica o a rischio sismico.
Un flash di déjà vu. Mi sento inquieto. Quasi fossi a Pompei, prima della catastrofe.
Giungo alla porta e capisco. Il borborigmo non giunge dalle viscere della terra, ma da quelle di Marialieve. Mentre mi parla, sembra un fantasma coi brufoli: «Posso mangiare qualcosa? Non resisto più dalla fame».
Dopo l’esortazione evangelica, si può negare il cibo agli affamati, soprattutto se pallidi?
Marialieve, 140 cm per 70 Kg, non è un semplice essere umano, ma una forza primordiale della natura, dagli appetiti leggendari.
Il suo esempio è contagioso. Anche Querci chiede di mangiare, ma, quando confronta il suo enorme panino con le riserve della compagna, gli si legge in faccia l’avvilimento.
La fanciulla sistema sul suo banco una quantità di cibo da far impallidire Pantagruel. Poi,davanti ai compagni ammirati, comincia a divorare, metodica e famelica nel contempo. La fame di generazioni erompe in lei. Non mangia soltanto per se stessa, mangia anche per gli antenati: un bisogno atavico ed irrefrenabile.
Effluvi di porchetta e peperoni si diffondono per l’aula, profumi di salsiccia aleggiano nei corridoi.
Il bidello si affaccia: «E che, avete aperto un ristorante?». Marialieve gli concede a malincuore un assaggio. Ne approfitto per cercare di interromperla: le chiedo di leggere un documento sui Protocolli dei Savi di Sion. Mi guarda torva: «Non vorrà per caso un’alunna anoressica?»
Potrei volere un’alunna anoressica? La lascio mangiare. Speriamo che il suo esempio contagi almeno un po’ le magrissime della classe.
Poi, mentre sto spiegando dell’incendio del Reichstag, Marialieve si alza e, leccandosi le dita chiede di andare in bagno.
Poco dopo, di nuovo, si affaccia il bidello: «Prof, c’è un fumo azzurrino che esce dai bagni. È la prova di evacuazione?»
«No – rispondo – credo sia proprio un’evacuazione».
Intanto in classe si è creato un insolito silenzio: non vogliono disturbare Querci che, provato dalla digestione, si è addormentato sul banco.
Ne approfitto per concludere la spiegazione.
PS
Segnalati straripamenti lungo il corso del Lambro.
porchetta, peperoni, salsiccia….ma mentre fai lezione???? e magari hanno lezione anche nel pomeriggio…
Mah…c’hai proprio una classe variegata
Commento di zawanera — 15 Febbraio 2008 @ 1:58 am
Già.
Lezione pomeridiana di educazione fisica.
Commento di vitadaprof — 15 Febbraio 2008 @ 9:20 am