Dopo le dolorose esperienze di cui ho già scritto ( ci risiamo - Magia ), credevo di essermi ben attrezzato: ricca collezione di amuleti e visita al santuario del santo patrono dei piedi. Ma non bisognerebbe mai essere troppo fiduciosi…
All’intervallo, in un angolo del cortile interno, riecco il solito studente, con la solita intenzione minacciosa e di nuovo una bambolina in mano. La depone su un focherello di erba odorosa e scandisce le sue maledizioni:
Io vorrei farti inciampare
e vederti rotolare.
Ti cogliesse in pien l’aviaria
o almeno l’orticaria.
Ti lasciasse il tu’ marito,
ti pestassero anche un dito.
Ti venisse un gran cagotto
e puzzassi di cagnotto.
Sembra la solita solfa e mi sento sicuro, ma poi, cambiando tono,
Ti rubassero i denari
ti vuotassero gli armari.
Ti si guasti anche la Uno
non l’aggiusti più nessuno.
Che il frigo tuo si rompa
ti si guasti anche la pompa.
Che si rompa anche la vasca
o ne soffra almen la tasca.
Me ne torno a casa inquieto. Penso che, in gran parte, le maledizioni andranno a vuoto. E poi non erano dirette a me, ma so per esperienza che questa non è una garanzia.
La sera stessa salta la vaschetta del water: l’acqua scorre continuamente. È una vaschetta interna, scomodissima da aggiustare; dovrò chiamare l’idraulico. Poco male, penso, me la sono cavata bene: non si è rotta la vasca, ma la vaschetta.
Nel cuore della notte, però, mio figlio mi sveglia: «Papà, il frigo non funziona più». Mi alzo allucinato e preoccupato. Tento in vari modi di rianimare l’apparecchio, ma niente da fare. Sposto il frigo sul gelido balcone e penso che dovrò comperarne un altro.
La mattina, prima di uscire, mia moglie carica la lavatrice e… non funziona. «È la pompa…» dirà poi il tecnico.
Ma non è finita.
La ditta che ho chiamato mi manda una coppia di improbabili idraulici appena arrivati “di Albània”.
Hanno tanta buona volontà, ma soltanto quella…
Per cominciare devo far vedere io come si può accedere alla vaschetta, poi, mentre uno tenta assurde manovre, l’altro, preso da un incomprensibile raptus, svelle il water dal pavimento e, ovviamente, non è più capace di sistemarlo. Quando, ore dopo, se ne vanno, il bagno è un campo di battaglia e non funziona quasi più nulla. E non è ancora finita…
Sono impressionata, benché ammiri l’afflato poetico suscitato da cotanti -ehm- imprevisti
(e domani controllo se girano bamboline anche nella mia classe)
Commento di la Prof — 12 Febbraio 2008 @ 8:21 pm
[...] suono dello Shofàr e presto lo vedremo con i tefillin. E ora la Qabbaláh. Non mi dispiace: dopo i riti magici degli studenti, bisogna pur attrezzarsi. Anche perché non si fermano. Infatti, Ghiaurov, esperto di riti [...]
Pingback di Qabbaláh « vita da prof — 8 Maggio 2008 @ 12:04 am