vita da prof

31 Gennaio 2008

Ritorno a scuola

Archiviato in: Colleghe, Colleghi, generale, in classe — vitadaprof @ 5:14 pm

Dal mio diario: 4 novembre 2005

Torno a scuola dopo 20 giorni di malattia. Lascio l’automobile nel parcheggio e mi avvio zoppicando verso l’ingresso della scuola. Sorrido e pregusto la calda accoglienza che, solitamente, i colleghi riservano a chi rientra dopo un’assenza per motivi di salute.
Quando, finalmente, varco la porta della sala prof, vengo accolto da un «Oh, no…» detto in coro da colleghe e bidelle.
Al mio sguardo tra l’interrogativo e l’interdetto replicano: «Il tuo supplente era così bello…».
Già! Giovane, bello, Bonazzi di cognome. Che si chiamasse anche Eros di nome?
Mi lecco un po’ la ferita narcisistica parlando con Signi del 4 novembre (per un asburgico come lui conta soltanto San Carlo) e finalmente raggiungo la classe. Racconto subito l’episodio agli alunni e le belle risate mi riconciliano col mondo.

30 Gennaio 2008

Bravo Zampara!

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 9:55 pm

Bravo Zampara! Devo proprio dirlo.
Durante l’assemblea degli studenti cede alla tentazione del doppiosenso come in classe, ma blocca chi propone temi stupidi per l’autogestione.
Forse non parleranno di noi al telegiornale, ma non faremo come il Parini. Non parleremo di musica o di sesso. Qui ci sono anche i figli di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Qui ci sono anche studenti lavoratori e lavoratori studenti, come sono stato io, come sono stati i miei amici degli anni settanta. Non capiremo tutto, ma le domande ce le poniamo.
Non riusciranno a farci credere che il problema più urgente siano le intercettezioni telefoniche…

Grazie, Alberto!

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 9:30 pm

Oggi voglio ringraziare Alberto. Mi ha aiutato ad aggiornare il blog della scuola dalla versione 1.5 di WordPress alla versione 2.3.2. Da solo non ci sarei riuscito.

Alberto cura con passione il sito della comunità di pratica Porte aperte sul web e il blog Blog aperti sul web. Vi invito a visitarli.

29 Gennaio 2008

didattica e quattrini

Archiviato in: generale — vitadaprof @ 7:03 pm

Sono arrivati i soldi per i corsi di recupero. In collegio dei docenti abbiamo fatto i conti e abbiamo capito: le ore di corso possibili sono sempre le stesse. I soldi ricevuti servono esattamente a mantenere l’esistente.
Non voglio dire che i provvedimenti del ministro siano inutili. In molte scuole non si faceva quasi nulla e ora, finalmente, ci si muove. Per noi, però, il cambiamento è in peggio perché si polemizza. 5O euro l’ora fanno gola a molti. Colleghe che snobbavano le attività di recupero rivendicano la priorità delle loro materie e chiedono una precisa delibera del collegio. Il latino: forma la mente! La matematica: la lingua della scienza! L’inglese: serve in tutte le facoltà universitarie, è la lingua del mondo…
Persino il preside dichiara, per scherzo, di voler chiedere la restituzione ai ruoli di provenienza per partecipare al banchetto.
Io taccio. Do pochissime insufficienze e insegno una materia notoriamente inutile. Nelle scuole di altri paesi non c’è e non si rilevano danni.
Alla fine si decide che ogni consiglio di classe farà le sue scelte e il collegio chiude in orario.

28 Gennaio 2008

Costituzione!

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 4:55 pm

Costituzione!
Inizio in quarta B. Me lo avevano chiesto già da un po’ ed ho accettato volentieri anche perché sono incredibilmente avanti con il programma di filosofia.
Un breve lavoro sulle costituzioni ottocentesche e sullo Statuto albertino. Poi la nostra Costituzione.
Non riesco ad andare oltre l’articolo 1. È un inaspettato bombardamento di domande. Mai visto tanto interesse.
E poi qualcuno dice che il Parlamento rispecchia il paese…
Grazie, ragazzi!

27 Gennaio 2008

speranza

Archiviato in: in classe — vitadaprof @ 11:08 am

La legge consente un’assemblea di classe al mese, ma se ne fanno meno. Togliere un’ora a un prof equivale a ferirlo nel profondo. Così capita spesso che chiedano a me. Sono Rsu, potrò mai negare il valore democratico e formativo di un’assemblea?
Colleghi e colleghe hanno l’abitudine di uscire dall’aula durante le assemblee e i ragazzi apprezzano. Io, invece, non esco mai. «Ho l’obbligo della vigilanza» spiego. Però considero quello che sento dire come un segreto professionale. Si fidano. E poi non ho molto da tener segreto perché sprofondo nella lettura del mio Maigret. Quel che dicono mi giunge come un brusio di sottofondo.
Ogni tanto mi interpellano. Devono chiamarmi più volte prima che me ne accorga. È Zampara: mostra la lavagna e chiede un’informazione.
Bravissimi davvero: un lavoro ordinato ed efficiente.
Poi si dicono sgomenti per la crisi morale e politica del nostro paese e mi chiedono, per le prossime lezioni, di spiegar bene la costituzione. Li abbraccerei uno a uno.
Così oggi corro in libreria a comperare qualche libro per prepararmi meglio.
C’è ancora speranza.

25 Gennaio 2008

La Grande Paura: consigli per gli esami

Archiviato in: in classe, studenti — vitadaprof @ 9:34 am

All’improvviso la Grande Paura. Non c’è un motivo apparente. Perché oggi e non ieri?
Non è soltanto un modo per perder tempo. Sembrano veramente preoccupati per l’esame. Tutti, tranne Querci, che sonnecchia placido come sempre.
Rispondo paziente alle domande: fisica, le tesine, il programma di italiano (pensano di essere troppo indietro).
Per filosofia sembrano tranquilli. Li avverto: «È una materia pericolosa, se non altro perché i filosofi son rissosi quasi quanto gli psicanalisti. Ognuno pensa di essere il migliore del mondo». Do qualche suggerimento e mi impegno a definire bene gli argomenti trattati.
«Mi raccomando, se vi chiedono qualcosa che non è nel programma, ditelo subito. Anche se pensate di conoscere l’argomento, precisate: “Non è in programma, ma penso di saper rispondere».
E storia? Per storia sarà sufficiente un programma dettagliato. Invoglierà il collega a guardare il manuale in uso ed eviterà domande pericolose.
Sembrano contenti. Zampara si alza e, plateale, mi bacia. Penso subito ad un più famoso bacio sulla guancia, ma il paragone mi sembra troppo ardito. Poi mi fissa e aggiunge: «Bella zio!»
Rinuncio ad ogni commento. Iniziamo la lezione sulla crisi della Germania di Weimar. Sono abbastanza attenti. Evidenzio i nodi fondamentali…
All’improvviso Querci si alza e chiede: «Ma prof, che cosa facciamo per gli esami?», Tutti ridono e lui non capisce perché.

24 Gennaio 2008

cibo e ormoni

Archiviato in: in classe, studenti — vitadaprof @ 11:19 am

Avevo pensato di dedicare una buona parte della lezione alle abitudini alimentari degli europei tra Settecento ed Ottocento. Il “come si viveva” appassiona sempre gli studenti.
Abbiamo un po’ di materiale a disposizione. Purtroppo ho fatto i conti senza gli ormoni.
Quando, ingenuo, incarico Soriano di leggere la parte sulla patata, è un’esplosione. Grassi ride tanto da farsi venire le convulsioni.
Grassi è un muro di carne e di capelli arruffati. Studia poco e scherza molto, senza esagerare. Questa volta contagia una buona parte della classe e stenta a tornar padrone di sé.
Quando riprende fiato commenta: «Giusto prof! A Soriano piace la patata».
Non avevo proprio pensato al possibile doppiosenso. Qui non c’è Zampara…
Pazienza, l’incidente è chiuso. Si continua, ma, ahimè, c’è anche il mais e alla patata si aggiunge la pannocchia. Son costretto a passare rapidamente alle sofisticazioni alimentari.
Come farà la collega di scienze quando deve parlare dei piselli di Mendel?

23 Gennaio 2008

Chi vuol esser membro interno?

Archiviato in: consigli di classe — vitadaprof @ 3:39 pm

Chi vuol esser membro interno?
Una volta ce n’era uno solo ed era un’incomoda incombenza che volentieri si scansava.
Oggi devono essere tre e, tra i pochi in forse, è uno strano gioco di reticenze. Chi ci tiene non osa dirlo, chi vorrebbe evitare l’incarico si dichiara disponibile.
Signi deve aver capito qualcosa e procede con gesuitica diplomazia.
Io ho già brutalmente scoraggiato la professoressa Pvati. Forse, non chiedeva di meglio, ma, lo so, farà pesare la rinuncia.
Qualcuno accenna ai possibili desideri del preside (guarda dove si annida il servilismo).
Alla fine tutto va per il meglio: gli studenti avranno Cantalupi e Cantalupi avrà i suoi studenti.
Se ti dai un po’ da fare, la c’è la provvidenza!

22 Gennaio 2008

Debiti formativi

Archiviato in: in classe, studenti — vitadaprof @ 4:00 pm

Maria Chioccia mi saluta festante: «Ho una cosa per te - e mi porge un grosso cioccolatino a forma di angelo - Un dolce angelo per un Angelo dolce». Riesce ad essere materna persino con me.
Gli studenti di quarta D commentano: «Un po’ di dolcezza per preparare la prova di recupero del debito».

Ore 14,30, puntuali.
Non hanno superato la prima prova e si presentano rassegnati alla seconda.
Sono quattro.
Come se fossero d’accordo, si dispongono ai quattro angoli dell’aula e via, al lavoro.
Le domande sono semplici e prevedibili eppure Bandini è agitato, come se fosse seduto in una posizione scomoda. Lo fisso e intimo: «Dammi i foglietti». Non prova nemmeno a negare. Me li consegna.
Fa freddo ma, sotto il capo chino, le carte son sudate. Togliatti chiede qualcosa, Cavicchi un’altra. Tutti ascoltano le risposte, ma Bandini continua ad agitarsi come se banco e sedia fossero troppo piccoli per il suo metro e novanta. Di nuovo lo fisso, di nuovo intimo: «Dammi quello che hai in tasca».
«Ma prof, guardavo il telefonino per sapere l’ora».
«Sì, e per farti annullare il compito!» Ma non lo annullo. Non credo abbia potuto copiare. Però un po’ infierisco: «Ricordati di farlo anche agli esami di maturità».
«Prof, chi è furbo agli esami ne porta due».
Mi viene dal cuore: «Ne porta due chi è pirla, caro Bandini».

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