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	<title>Commenti a: Compito con sorpresa</title>
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	<description>vita quotidiana di un prof di liceo</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 16:53:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: clizia</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-1116</link>
		<dc:creator>clizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 21:46:02 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido. Anche sull'ipotesi che possa appannarsi.
Riguardo una cosa, tuttavia, dissento... Non sarà lui a domandarsi come ha potuto, poiché per lui rimarrà sempre la realizzazione di un sogno che sognano in tanti, senza poterlo realizzare. Per lui sarà sempre motivo di orgoglio l'avere ottenuto le attenzioni della donna che rappresenteva un ideale assoluto; e credo gliene deriverà un senso di grande sicurezza e la fiducia nelle proprie possibilità. 
Sarà lei, invece, credo, a domandarsi come ha potuto. 
Anzi, già se lo domanda, spessissimo. 
Si domanda quale forza assurda possa spingere oltre il limite del più banale buon senso.
Se lo domanda e fa fatica a trovare risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido. Anche sull&#8217;ipotesi che possa appannarsi.<br />
Riguardo una cosa, tuttavia, dissento&#8230; Non sarà lui a domandarsi come ha potuto, poiché per lui rimarrà sempre la realizzazione di un sogno che sognano in tanti, senza poterlo realizzare. Per lui sarà sempre motivo di orgoglio l&#8217;avere ottenuto le attenzioni della donna che rappresenteva un ideale assoluto; e credo gliene deriverà un senso di grande sicurezza e la fiducia nelle proprie possibilità.<br />
Sarà lei, invece, credo, a domandarsi come ha potuto.<br />
Anzi, già se lo domanda, spessissimo.<br />
Si domanda quale forza assurda possa spingere oltre il limite del più banale buon senso.<br />
Se lo domanda e fa fatica a trovare risposta.</p>
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		<title>Di: Annalisa</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-1091</link>
		<dc:creator>Annalisa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 16:57:04 +0000</pubDate>
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		<description>E' una bella storia.
Non credo voglia risposte.
Le domande se le è già fatte, le risposte se le è già date.
A tutti e due manca qualcosa, a tutti e due smebra di aver trovato qualcosa, almeno per qualche tempo.
Magari si appannerà un po', questa storia. E lui si chiederà come ha potuto e a lei spiacerà un po' di più non aver potuto.
Nel frattempo, tenersi per mano mentre si parla è un gesto grande, ed è pieno di fisicità e importanza. Ed esserci perché si vuole esserci, è già una scelta che va in una certa direzione. Non so quanto giusta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una bella storia.<br />
Non credo voglia risposte.<br />
Le domande se le è già fatte, le risposte se le è già date.<br />
A tutti e due manca qualcosa, a tutti e due smebra di aver trovato qualcosa, almeno per qualche tempo.<br />
Magari si appannerà un po&#8217;, questa storia. E lui si chiederà come ha potuto e a lei spiacerà un po&#8217; di più non aver potuto.<br />
Nel frattempo, tenersi per mano mentre si parla è un gesto grande, ed è pieno di fisicità e importanza. Ed esserci perché si vuole esserci, è già una scelta che va in una certa direzione. Non so quanto giusta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sorpresa nella sorpresa &#171; vita da prof</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-1088</link>
		<dc:creator>Sorpresa nella sorpresa &#171; vita da prof</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 06:09:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] nella&#160;sorpresa Archiviato in: generale &#8212; vitadaprof @ 8:09 am   Il lungo commento di Clizia a Compito con sorpresa mi mette in difficoltà. La sensibilità di una giovane e bella [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] nella&nbsp;sorpresa Archiviato in: generale &#8212; vitadaprof @ 8:09 am   Il lungo commento di Clizia a Compito con sorpresa mi mette in difficoltà. La sensibilità di una giovane e bella [...]</p>
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		<title>Di: clizia</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-1080</link>
		<dc:creator>clizia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 08:05:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-1080</guid>
		<description>Ho letto attentamente i vostri commenti. Poiché cercavo anche io di comprendere, di dare risposte. 
Può accadere che ci si innamori. E forse l'amore, che è forza irrazionale per eccellenza, è tanto più autentico quanto più resiste nonostante un limite evidente e arriva a dichiare se stesso.
Ho 31 anni e insegno Lettere. Non credo di avere mai amato un mio insegnante, nonostante ve ne fossero di gradevoli. E questo perché l'amore va bene oltre la filosofia e la psicoterapia. Va bene oltre una spiegazione seducente, per quanto la materia trattata si presti a sedurre.
Nel corso di quest'anno ho insegnato, da precaria quale sono, in diversi istituti. Poi, da gennaio, in un ragioneria, dove ancora mi trovo e dove mi è stato assegnato un triennio.
La prof 'bambina', giovane nell'età, ma ancor più giovane nell'aspetto e piuttosto bella, ha attirato le attenzioni generali, si intende. So perfettamente che i miei allievi hanno nutrito forme disparate di desiderio nei miei confronti. E in molti casi si trattava di un desiderio anche fisico. Condiviso, per la verità, da ragazzi e colleghi.
Lui, però, 18 anni, non molto alto, vispo, irrefrenabile, additato da tutti come inguaribile pecora nera, mi ha trattata sempre in un'altra maniera. La sua vicinanza a me si manteneva su un altro livello, più emotivo che fisico. Io, dal canto mio, ho compreso subito di lui la natura reale. Ho intuito una sensibilità irrequieta che va ben oltre la banale iperattività di cui tutti l'accusano. Sempre delicato con me, mai una parola fuori posto. Nel tempo ha maturato un senso di protezione naturale nei miei confronti. Impossibile non volergli bene, sinceramente e in maniera pulita.
Ho compreso al fondo la sua inquietudine di ragazzino di provincia che non ha le qualità di rassegnazione e vocazione al compromesso necessarie, talora, per resistere in un ambiente che ti costringe e ti sorveglia, imponendoti atteggiamenti standardizzati e inequivocabili.
A 18 anni non segue mode, ha un telefonino più vecchio del mio, non perde tempo in chat e messenger vari, come tutti i suoi compagni, non segue trasmissioni banali in tv. Passa il tempo a vivere, ipercritico, ansioso di affermare se stesso contro tutto e tutti. Ha una personalità dominante, eppure sa comandare rispettando gli altri e praticando una qual certa giustizia 'sociale'. In gità ha spinto tutto il tempo lui la carrozzella di un compagno disabile, anche quando lo sforzo, data la strada, sarebbe stato notevole per un uomo fatto, più alto e robusto di lui, piccolo di statura.
Un giorno, a me che gli facevo raccomandazioni sul suo futuro e lo pregavo di fare in modo di conseguire il meglio, ha risposto. 'Va bene, prof., però anche lei deve promettermi che non resterà qui tra i banchi, perché merita di più'.
Affermaziona banale per chi non conosce la mia storia di aspirante ricercatrice rimasta all'università fin sa subito dopo la laurea. Affermazione banale per chi non mi conosce, in definitiva. Tutt'altro che banale per me che so quale percorso ho alle spalle e quali siano i miei desideri più profondi, sebbene la scuola, cui sono grata, mi abbia svelato una realtà altrettanto meravigliosa. Nessuno di coloro che hanno passato una fetta di vita accanto a me ha mai compreso quello che lui, pur senza conoscermi a fondo, ha percepito con tanta chiarezza. Tutti votati alla praticità, al conseguimento dell'utile, a perseguire quella cosa che si chiama concretezza, della quale, per carità, anche io comprendo la necessità.
Ma lui è andato anche oltre questo, ha sollevato piano la garza che avevo posato sopra una ferita ancora aperta.
Abbiamo sempre passato tanto tempo a parlare, io lui e alcuni suoi compagni più svegli. Ho sempre avvertito una forza strana che ci teneva vicini, ma ho sempre dissimulato la mia attenzione verso di lui, ribadendo, consapevolmente conscia dell'assurdità, che avrei quasi potuto essere la loro mamma. E ogni volta leggevo il taglio che gli attraversava gli occhi e che arrivava direttamente dal cuore. Ma non potevo fare diversamente; poiché i miei occhi da soli avrebbero potuto tradirmi, nelle parole tentavo di dissipare ogni dubbio.
Poi, negli ultimi giorni, sempre più spesso, le volte in cui mi guardava, gli si riempivano gli occhi di lacrime, contraeva la mascella nello sforzo di non piangere e tendeva ogni muscolo. Mi ha sorpreso ancora, poiché non immaginavo un'emotività tanto disarmente in uno come lui.
E' capitato, la scorsa settimana, che ci trovassimo quasi soli per una pura coincidenza. Abbiamo parlato di storia, abbiamo terminato l'interrogazione con un paio di compagni presenti in aula, sebbene distanti e affaccendati ognuno per proprio conto. E abbiamo finito per parlare anche dell'affetto che ci lega.
Mi aveva scritto, una settimana prima, un sms: 'Cara prof, il suo pupillo vuole dirle che lei è e sarà sempre una persona importante; che l'ha segnato nel profondo, comprendendolo e dandogli fiducia fin da subito. E che per questo le sarà sempre grato e non la dimenticherà mai.'
Mi ha domandato se l'avessi ricevuto. Gli ho detto di si, e che ne ero stata contenta. Ma non ho potuto fare a meno di svelargli che, in realtà, anche lui mi ha fatto sentire compresa, sempre. E che anche lui mi intuisce per una strana alchimia che non so spiegare neppure io. 
Gli ho sempre letto negli occhi, senza sbagliarmi, ogni pensiero. E lui fissandomi ha sempre fatto lo stesso. Solo una volta nella vita mi è capitato accadesse qualcosa del genere con un'altra persona, la sola che ho amato davvero. La sola in mezzo a tante che ho conosciuto.
Bene inteso che io e lui sappiamo che ci separa una distanza incolmabile e che sarebbe innaturale qualsiasi rapporto altro tra noi.
Questo però non ci impedisce di instaurare un legame affettivo che possa risultare arricchente per entrambi.
Mi ha detto qualche giorno fa: 'in fondo, è anche un bene che fra noi non possa esserci una relazione comune. Vuol dire che l'amore che ci lega non finirà mai, non potrà mai finire.. e che mai potremo deluderci'.
Io e lui passiamo, quando possibile, del tempo a parlare. Il sentimento che ci unisce è scevro di qualsiasi fisicità che non sia un abbraccio o il tenersi la mano mentre parliamo. Per me è un amore senza corpo, assolutamente interiore; è per entrambi un amore non egoista, senza pretese di alcun genere, pieno di consapevolezze e di attenzioni davvero affettuose. C'è solamente, da parte di entrambi, la preoccupazione di farci del bene. A me ha promesso che dal prossimo anno muterà il suo comportamento scolastico troppo sopra le righe, perché io possa essere fiera di lui. Da me pretende che io non abbandoni i miei sogni, poiché un giorno vuole che sia ancora la sua prof., 'all'università', dice.
Si preoccupa di me sinceramente, si preoccupa che io abbia un uomo e possa avere una famiglia e mi dice. 'Non è che mi rimani zitella?'. 
Naturalmente scherziamo, poiché entrambi sappiamo che sono parecchio complicata e che per qualsiasi uomo non sarebbe facile starmi accanto. E che pretendo, esigo un amore reale, scevro di compromessi sociali raccapriccianti.
Io mi preoccupo che abbia lui degli amori costruttivi e che non abbiano lo squallore dilagante della 'modernità'. Anche se so che mi assomiglia molto e che anche per lui sarà difficile trovare vie di mezzo e concepire compromessi.
Mi interrogo, naturalmente, da donna che ha sempre vissuto e che continuerà a vivere, sul peso che può rivestire nella mia vita questo legame.
E' un sentimento assolutamente nuovo, completo come non era accaduto mai; è una forma di amore veramente speciale che mi sorprende perchè dà soltanto benefici, non inquieta, non calpesta, non affanna.
Rifletto molto sull'entità dei rapporti sentimentali che siamo soliti intrattenere tra 'adulti'; mi interrogo sul significato del nostro 'amore' e della nostra 'maturità'.
E forse mi accorgo che siamo abituati ad amare male o a non amare affatto. E che un amore vero comprende, tollera, lascia liberi, non pretende, non esige, non costringe. E che resiste spontaneamente, nonostante tutto, rispettando profondamente la natura dell'altro. L'amore cristiano, forse, è l'amore per eccellenza, simile a quello tra me e lui, questa specie di volersi bene disinteressato, al di sopra del limite, al di sopra e al di là di qualsiasi aspettativa che in anticipo si riconosce come inattendibile.
Chissà che non possa giovarmi di questa esperienza per comprendere ancora più a fondo me stessa e gli altri.
A lui rimarrà sempre la consapevolezza che, in ogni difficoltà della vita, potrà fare affidamento su un amore disarmato e disinteressato, per questo totale e infallibile. Sa che potrà raccontarmi dei suoi amori, delle sue delusioni, dei suoi errori. E che ci sarò, poiché voglio esserci e so che ho il compito di esserci. E che questa responsabilità voglio prendermela fino in fondo, come sempre accade con le responsabilità che io accetto di assumermi.
Ringrazio il Cielo per questa grande lezione e per questo amore immenso che mi ha dato, per questo incontro determinante, ricco di senso e di meraviglia.
C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto attentamente i vostri commenti. Poiché cercavo anche io di comprendere, di dare risposte.<br />
Può accadere che ci si innamori. E forse l&#8217;amore, che è forza irrazionale per eccellenza, è tanto più autentico quanto più resiste nonostante un limite evidente e arriva a dichiare se stesso.<br />
Ho 31 anni e insegno Lettere. Non credo di avere mai amato un mio insegnante, nonostante ve ne fossero di gradevoli. E questo perché l&#8217;amore va bene oltre la filosofia e la psicoterapia. Va bene oltre una spiegazione seducente, per quanto la materia trattata si presti a sedurre.<br />
Nel corso di quest&#8217;anno ho insegnato, da precaria quale sono, in diversi istituti. Poi, da gennaio, in un ragioneria, dove ancora mi trovo e dove mi è stato assegnato un triennio.<br />
La prof &#8216;bambina&#8217;, giovane nell&#8217;età, ma ancor più giovane nell&#8217;aspetto e piuttosto bella, ha attirato le attenzioni generali, si intende. So perfettamente che i miei allievi hanno nutrito forme disparate di desiderio nei miei confronti. E in molti casi si trattava di un desiderio anche fisico. Condiviso, per la verità, da ragazzi e colleghi.<br />
Lui, però, 18 anni, non molto alto, vispo, irrefrenabile, additato da tutti come inguaribile pecora nera, mi ha trattata sempre in un&#8217;altra maniera. La sua vicinanza a me si manteneva su un altro livello, più emotivo che fisico. Io, dal canto mio, ho compreso subito di lui la natura reale. Ho intuito una sensibilità irrequieta che va ben oltre la banale iperattività di cui tutti l&#8217;accusano. Sempre delicato con me, mai una parola fuori posto. Nel tempo ha maturato un senso di protezione naturale nei miei confronti. Impossibile non volergli bene, sinceramente e in maniera pulita.<br />
Ho compreso al fondo la sua inquietudine di ragazzino di provincia che non ha le qualità di rassegnazione e vocazione al compromesso necessarie, talora, per resistere in un ambiente che ti costringe e ti sorveglia, imponendoti atteggiamenti standardizzati e inequivocabili.<br />
A 18 anni non segue mode, ha un telefonino più vecchio del mio, non perde tempo in chat e messenger vari, come tutti i suoi compagni, non segue trasmissioni banali in tv. Passa il tempo a vivere, ipercritico, ansioso di affermare se stesso contro tutto e tutti. Ha una personalità dominante, eppure sa comandare rispettando gli altri e praticando una qual certa giustizia &#8217;sociale&#8217;. In gità ha spinto tutto il tempo lui la carrozzella di un compagno disabile, anche quando lo sforzo, data la strada, sarebbe stato notevole per un uomo fatto, più alto e robusto di lui, piccolo di statura.<br />
Un giorno, a me che gli facevo raccomandazioni sul suo futuro e lo pregavo di fare in modo di conseguire il meglio, ha risposto. &#8216;Va bene, prof., però anche lei deve promettermi che non resterà qui tra i banchi, perché merita di più&#8217;.<br />
Affermaziona banale per chi non conosce la mia storia di aspirante ricercatrice rimasta all&#8217;università fin sa subito dopo la laurea. Affermazione banale per chi non mi conosce, in definitiva. Tutt&#8217;altro che banale per me che so quale percorso ho alle spalle e quali siano i miei desideri più profondi, sebbene la scuola, cui sono grata, mi abbia svelato una realtà altrettanto meravigliosa. Nessuno di coloro che hanno passato una fetta di vita accanto a me ha mai compreso quello che lui, pur senza conoscermi a fondo, ha percepito con tanta chiarezza. Tutti votati alla praticità, al conseguimento dell&#8217;utile, a perseguire quella cosa che si chiama concretezza, della quale, per carità, anche io comprendo la necessità.<br />
Ma lui è andato anche oltre questo, ha sollevato piano la garza che avevo posato sopra una ferita ancora aperta.<br />
Abbiamo sempre passato tanto tempo a parlare, io lui e alcuni suoi compagni più svegli. Ho sempre avvertito una forza strana che ci teneva vicini, ma ho sempre dissimulato la mia attenzione verso di lui, ribadendo, consapevolmente conscia dell&#8217;assurdità, che avrei quasi potuto essere la loro mamma. E ogni volta leggevo il taglio che gli attraversava gli occhi e che arrivava direttamente dal cuore. Ma non potevo fare diversamente; poiché i miei occhi da soli avrebbero potuto tradirmi, nelle parole tentavo di dissipare ogni dubbio.<br />
Poi, negli ultimi giorni, sempre più spesso, le volte in cui mi guardava, gli si riempivano gli occhi di lacrime, contraeva la mascella nello sforzo di non piangere e tendeva ogni muscolo. Mi ha sorpreso ancora, poiché non immaginavo un&#8217;emotività tanto disarmente in uno come lui.<br />
E&#8217; capitato, la scorsa settimana, che ci trovassimo quasi soli per una pura coincidenza. Abbiamo parlato di storia, abbiamo terminato l&#8217;interrogazione con un paio di compagni presenti in aula, sebbene distanti e affaccendati ognuno per proprio conto. E abbiamo finito per parlare anche dell&#8217;affetto che ci lega.<br />
Mi aveva scritto, una settimana prima, un sms: &#8216;Cara prof, il suo pupillo vuole dirle che lei è e sarà sempre una persona importante; che l&#8217;ha segnato nel profondo, comprendendolo e dandogli fiducia fin da subito. E che per questo le sarà sempre grato e non la dimenticherà mai.&#8217;<br />
Mi ha domandato se l&#8217;avessi ricevuto. Gli ho detto di si, e che ne ero stata contenta. Ma non ho potuto fare a meno di svelargli che, in realtà, anche lui mi ha fatto sentire compresa, sempre. E che anche lui mi intuisce per una strana alchimia che non so spiegare neppure io.<br />
Gli ho sempre letto negli occhi, senza sbagliarmi, ogni pensiero. E lui fissandomi ha sempre fatto lo stesso. Solo una volta nella vita mi è capitato accadesse qualcosa del genere con un&#8217;altra persona, la sola che ho amato davvero. La sola in mezzo a tante che ho conosciuto.<br />
Bene inteso che io e lui sappiamo che ci separa una distanza incolmabile e che sarebbe innaturale qualsiasi rapporto altro tra noi.<br />
Questo però non ci impedisce di instaurare un legame affettivo che possa risultare arricchente per entrambi.<br />
Mi ha detto qualche giorno fa: &#8216;in fondo, è anche un bene che fra noi non possa esserci una relazione comune. Vuol dire che l&#8217;amore che ci lega non finirà mai, non potrà mai finire.. e che mai potremo deluderci&#8217;.<br />
Io e lui passiamo, quando possibile, del tempo a parlare. Il sentimento che ci unisce è scevro di qualsiasi fisicità che non sia un abbraccio o il tenersi la mano mentre parliamo. Per me è un amore senza corpo, assolutamente interiore; è per entrambi un amore non egoista, senza pretese di alcun genere, pieno di consapevolezze e di attenzioni davvero affettuose. C&#8217;è solamente, da parte di entrambi, la preoccupazione di farci del bene. A me ha promesso che dal prossimo anno muterà il suo comportamento scolastico troppo sopra le righe, perché io possa essere fiera di lui. Da me pretende che io non abbandoni i miei sogni, poiché un giorno vuole che sia ancora la sua prof., &#8216;all&#8217;università&#8217;, dice.<br />
Si preoccupa di me sinceramente, si preoccupa che io abbia un uomo e possa avere una famiglia e mi dice. &#8216;Non è che mi rimani zitella?&#8217;.<br />
Naturalmente scherziamo, poiché entrambi sappiamo che sono parecchio complicata e che per qualsiasi uomo non sarebbe facile starmi accanto. E che pretendo, esigo un amore reale, scevro di compromessi sociali raccapriccianti.<br />
Io mi preoccupo che abbia lui degli amori costruttivi e che non abbiano lo squallore dilagante della &#8216;modernità&#8217;. Anche se so che mi assomiglia molto e che anche per lui sarà difficile trovare vie di mezzo e concepire compromessi.<br />
Mi interrogo, naturalmente, da donna che ha sempre vissuto e che continuerà a vivere, sul peso che può rivestire nella mia vita questo legame.<br />
E&#8217; un sentimento assolutamente nuovo, completo come non era accaduto mai; è una forma di amore veramente speciale che mi sorprende perchè dà soltanto benefici, non inquieta, non calpesta, non affanna.<br />
Rifletto molto sull&#8217;entità dei rapporti sentimentali che siamo soliti intrattenere tra &#8216;adulti&#8217;; mi interrogo sul significato del nostro &#8216;amore&#8217; e della nostra &#8216;maturità&#8217;.<br />
E forse mi accorgo che siamo abituati ad amare male o a non amare affatto. E che un amore vero comprende, tollera, lascia liberi, non pretende, non esige, non costringe. E che resiste spontaneamente, nonostante tutto, rispettando profondamente la natura dell&#8217;altro. L&#8217;amore cristiano, forse, è l&#8217;amore per eccellenza, simile a quello tra me e lui, questa specie di volersi bene disinteressato, al di sopra del limite, al di sopra e al di là di qualsiasi aspettativa che in anticipo si riconosce come inattendibile.<br />
Chissà che non possa giovarmi di questa esperienza per comprendere ancora più a fondo me stessa e gli altri.<br />
A lui rimarrà sempre la consapevolezza che, in ogni difficoltà della vita, potrà fare affidamento su un amore disarmato e disinteressato, per questo totale e infallibile. Sa che potrà raccontarmi dei suoi amori, delle sue delusioni, dei suoi errori. E che ci sarò, poiché voglio esserci e so che ho il compito di esserci. E che questa responsabilità voglio prendermela fino in fondo, come sempre accade con le responsabilità che io accetto di assumermi.<br />
Ringrazio il Cielo per questa grande lezione e per questo amore immenso che mi ha dato, per questo incontro determinante, ricco di senso e di meraviglia.<br />
C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vitadaprof</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-941</link>
		<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 12:10:55 +0000</pubDate>
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		<description>Mi arrendo: non sono adatto per la posta del cuore
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi arrendo: non sono adatto per la posta del cuore<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-939</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 19:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>Sono innamorato pazzo di una mia prof e penso di essere ricambiato. 

Da qualche tempo ci lanciavamo sguardi dolci quando non ci vedeva nessuno.. poi un giorno ( la classe era vuota per una manifestazione) e abbiamo  cominciato a parlare... ( Di scuola)... dopo, quando ci siamo separati, mi ha preso la mano e mi ha dato un bacio sulla guancia... mi sono sentito morire di gioia. Ora ogni volta che mi vede mi sfiora la spalla , oppure mi bacia sulla guancia, oppure mi sorride e mi guarda in maniera strana... come devo interpretare il suo atteggiamento?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono innamorato pazzo di una mia prof e penso di essere ricambiato. </p>
<p>Da qualche tempo ci lanciavamo sguardi dolci quando non ci vedeva nessuno.. poi un giorno ( la classe era vuota per una manifestazione) e abbiamo  cominciato a parlare&#8230; ( Di scuola)&#8230; dopo, quando ci siamo separati, mi ha preso la mano e mi ha dato un bacio sulla guancia&#8230; mi sono sentito morire di gioia. Ora ogni volta che mi vede mi sfiora la spalla , oppure mi bacia sulla guancia, oppure mi sorride e mi guarda in maniera strana&#8230; come devo interpretare il suo atteggiamento?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vitadaprof</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-906</link>
		<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 15:14:20 +0000</pubDate>
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		<description>Tante cose possono essere. Prudenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tante cose possono essere. Prudenza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mik</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-904</link>
		<dc:creator>Mik</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 14:44:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ho 1 domanda da farle...importante x me...Una prof può innamorarsi di 1 alunno?Può essere ke se ti scrive al cell. e ti fa sorrisi e battutine dolci provi qualcosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 1 domanda da farle&#8230;importante x me&#8230;Una prof può innamorarsi di 1 alunno?Può essere ke se ti scrive al cell. e ti fa sorrisi e battutine dolci provi qualcosa?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: divenirearmonico</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-900</link>
		<dc:creator>divenirearmonico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 16:06:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-900</guid>
		<description>Scusi, ho dei problemi a scrivere la parola transfert! Mi perdoni :D 
(per il commento sopra)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusi, ho dei problemi a scrivere la parola transfert! Mi perdoni <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
(per il commento sopra)</p>
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		<title>Di: spinoza</title>
		<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-891</link>
		<dc:creator>spinoza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:24:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vitadaprof.wordpress.com/2007/12/21/compito-con-sorpresa/#comment-891</guid>
		<description>Caro vitadaprof, le risposte che ho letto mi fanno capire che lei è una persona molto razionale e matura: è consapevole del suo ruolo, e non se ne dimentica nemmeno in una situzione del genere.
Il rapporto professore-studente ha queste forme, infatti. Non si può certo tralasciare lo status. Ma forse dimentica una cosa quando parla di tranfert: il rapporto persona-persona. La sua studentessa si è sì innamorata di un professore, è vero, ma prima di ciò, si è innamorata di un uomo.
Sì, questo amore è senza dubbio frutto di un trasfert.
Ma ogni innamoramento è un transfert.

Anche io sono nella situazione della signorina Albini. Con la differenza che non esternerò mai i miei sentimenti, nè li scriverò mai in un compito in classe, nè manderò messaggi non verbali, seppur velati. E' Aprile ormai, e fra due mesi la scuola finirà. A settembre entrerò all'università di filosofia, e non lo rivedrò mai più, e lui non avrà mai saputo niente, nè di quel che provo, nè di quanto lo stimo.

Lei dice che la signorina Albini fra qualche mese si dimenticherà di lei. Lei forse sottovaluta l'interiorità di un'adolescente. Non so se i sentimenti della signorina Albini sono simili ai miei, ma io il mio professore non lo dimenticherò mai, e gli sarò per sempre grata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro vitadaprof, le risposte che ho letto mi fanno capire che lei è una persona molto razionale e matura: è consapevole del suo ruolo, e non se ne dimentica nemmeno in una situzione del genere.<br />
Il rapporto professore-studente ha queste forme, infatti. Non si può certo tralasciare lo status. Ma forse dimentica una cosa quando parla di tranfert: il rapporto persona-persona. La sua studentessa si è sì innamorata di un professore, è vero, ma prima di ciò, si è innamorata di un uomo.<br />
Sì, questo amore è senza dubbio frutto di un trasfert.<br />
Ma ogni innamoramento è un transfert.</p>
<p>Anche io sono nella situazione della signorina Albini. Con la differenza che non esternerò mai i miei sentimenti, nè li scriverò mai in un compito in classe, nè manderò messaggi non verbali, seppur velati. E&#8217; Aprile ormai, e fra due mesi la scuola finirà. A settembre entrerò all&#8217;università di filosofia, e non lo rivedrò mai più, e lui non avrà mai saputo niente, nè di quel che provo, nè di quanto lo stimo.</p>
<p>Lei dice che la signorina Albini fra qualche mese si dimenticherà di lei. Lei forse sottovaluta l&#8217;interiorità di un&#8217;adolescente. Non so se i sentimenti della signorina Albini sono simili ai miei, ma io il mio professore non lo dimenticherò mai, e gli sarò per sempre grata.</p>
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