vita da prof

16 Dicembre 2007

capire i figli degli altri

Archiviato in: genitori — vitadaprof @ 10:27 am

Simpatico il padre di Bottini. Sorridente e comunicativo, si sente sicuro di sé. È un uomo di successo e ne è consapevole.
Unico neo questo figlio che non corrisponde alle sue aspettative. Non è il primo, il più abile, il più bravo.
Parlandone perde un po’ della sua sicurezza: «Non so più come fare. E pensare che io, alla sua età… No, lui no. Non riesce nello studio. Non riesce nello sport. Non ha neanche la ragazza. Non sembra nemmeno mio figlio. Anzi, qualche volta vorrei proprio che non fosse mio figlio».
Cerco sempre di consolare e rassicurare i genitori, ma questa volta rispondo: «E non lo sarà più, se non corre ora ai ripari».
Mi guarda stupito. Anch’io non so da dove venga la mia risposta quasi insolente, da dove mi vengano le parole che sto pronunciando. Ma Bottini è un bravo ragazzo con scarsa fiducia in se stesso. Non voglio dire che sia colpa di suo padre, ma che suo padre, per primo deve farlo sentire importante.
Purtroppo è spesso più facile capire i figli degli altri che i propri.

4 Commenti »

  1. Reduce dalla giornata infernale del ricevimento generale dei genitori penso spesso, dopo aver conosciuto i genitori, che i figli sono sempre molto meglio di come avrebbero rischiato di essere!

    Commento di carlimoretti — 16 Dicembre 2007 @ 7:15 pm

  2. Spesso è vero.
    Basta un’assemblea condominiale per diventare comprensivi nei confronti degli alunni.

    Commento di vitadaprof — 16 Dicembre 2007 @ 8:36 pm

  3. A me bastano anche consigli di classe e collegi docenti dove quelli che mettono note su note per il comportamento indisciplinato degli alunni non smettono di blaterare nemmeno un minuto…

    Commento di Claudia — 18 Dicembre 2007 @ 10:32 pm

  4. La storia della pagliuzza e della trave…

    Commento di vitadaprof — 19 Dicembre 2007 @ 3:22 pm

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