Fulmini e teschietti
Spesso l’orario dei prof è un groviera. In teoria sono 18 ore di lezione e una per ricevere i genitori. In pratica non è così. Spesso il dirigente, per evitare di avere troppi supplenti con piccoli spezzoni orari, chiede di fare più di 18 ore. Così le ore diventano 20, 22, 23…
Ma anche chi non cede alle richieste, non può sperare di cavarsela con 18 ore: ci sono i buchi. Probabilmente son messi ad arte per incoraggiare le supplenze.
Anche quando non ci sono supplenze, però, un’ora a scuola è un’ora di lavoro. C’è sempre qualcuno che ha bisogno, che chiede chiarimenti, aiuto, indicazioni.
Oggi, eccezionalmente, mi va bene. Nessuno ha bisogno di me. Mi siedo in sala prof, tutto intabarrato perché è il locale più freddo della scuola, e correggo i compiti della terza B.
Anche Maria Chioccia ha un buco nell’orario. Anche lei corregge. La vedo però tracciare segni insoliti sul compito. Non sono le classiche correzioni. Incuriosito, guardo meglio. Disegna teschietti e fulmini vicino agli errori più clamorosi. Si sfoga e richiama l’attenzione meglio che con tante sottolineature.
Lo facevo anch’io, quand’ero maestro e i bambini si divertivano. Qualcuno, però, sbagliava apposta per farsi disegnare il teschietto. Faranno così anche i nostri liceali?