Lo stratagemma
«Questa volta in filo prendo 9» pensa Rossi sfregandosi le mani. Davvero un’organizzazione scientifica. Fotocopie sapientemente ridotte. Tutto il sapere necessario ridotto in minuscole striscioline di carta.
Ma dove nasconderle?
Tra i cimeli del nonno fa bella mostra una splendida cartucciera con tante cartucce colorate. Basta estrarle e sostituirle con i rotolini di carta distribuiti nel giusto ordine.
Nascosta sotto una larga felpa la cartucciera sarà invisibile e, al bisogno, basterà un rapido gesto della mano, magari con un fazzoletto. Il compito questa volta sarà un gioco da ragazzi.
«Il Raga non è molto sospettoso e poi non mi terrà gli occhi sempre addosso. Avrà pure un momento di distrazione, uno sbadiglio…»
E infatti, il Raga distribuisce i foglietti con le domande e non si accorge di niente.
Centro! La manovra di estrazione è stata sapientemente provata. Non potrà certo fallire.
All’improvviso, senza bussare, entra la bidella con un gran fascio di fogli da distribuire, inciampa in uno zaino negligentemente abbandonato e i fogli le cadono. Li raccoglie tempestiva e mentre si rialza, maldestra, sfrega contro la felpa di Rossi sollevandola.
All’attonito Raga si svela l’ingegnoso stratagemma. La cartucciera viene ritirata. Rossi dovrà affrontare il compito armato soltanto di carta e penna. Ma, che strano, si ricorda quasi tutto. I preparativi sono serviti ad imparare.
Alla fine non è il 9 sperato, ma un 8 non è da buttar via.
Non sarebbe stato più semplice limitarsi a studiare?